Zulus – S/T (Aagoo Records, 2012)

Si sente parecchio l'aria di NY nell'album di esordio degli Zulus, la recensione di Denis Prinzio...

Si sente parecchio l’aria di NY nell’album di esordio degli Zulus, band formata dal terzetto di giovani musicisti Daniel Martens, Aleksander Prechtl e Jeremy Scott: l’indole prevalentemente post hardcore/dark wave viene infatti contaminata con un mood altezzosamente arty, abbastanza prossimo alle prime cose incise dai Liars. Il disco è completamente autoprodotto dai membri della band, e se l’etica DIY è sempre cosa buona, giusta e ben accetta, nello specifico bisogna anche constatare come la registrazione è troppo piatta e confusa, finendo per schiacciare la voce e creando un impasto non troppo ascoltabile e vicino ai demo casalinghi delle bands hardcore anni ’80: va bene l’autoproduzione, va bene il lo-fi, ma qui siamo su livelli francamente migliorabili.  Comunque: da apprezzare è l’afflato percussivo dei pezzi, le nevrosi ritmiche che si accavallano incessanti, l’aria selvatica che si respira qui e là. Da rivedere il resto, a cominciare da un songwriting che non riesce a trovare sbocchi espressivi che permettano ai brani di respirare un po’: dopo l’iniziale doppietta che fa ben sperare infatti (By Night And Spear e Surgery, a cui aggiungiamo i killing jokismi dell’oscura Kisses e il refrain finalmente convincente di Vibrations) il resto del lavoro rimane un po’ anonimo. Le potenzialità ci sono, vanno solo focalizzate – e registrate – meglio.

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Zulus su Bandcamp

Tracklist

by night and spear | surgery | to die | kisses | vibrations | blackout | tremolo | death in the current [/box]

 


Denis Prinzio
Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.