Indie-eye – VIDEOCLIP – Testata Giornalistica di Musica & Immagini

Febbraio 14th, 2011
Sara Lov – I Already Love You (Splinter/Irma, 2011)

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A un paio d’anni da Seasoned Eyes Were Beaming (recensito su Indie-Eye da questa parte) torna Sara Lov, stavolta con un disco di cover. Non è la prima volta che l’artista statunitense si cimenta con brani non suoi: era infatti già accaduto nel suo ep di esordio, che conteneva anche due pezzi altrui. Allora gli omaggi furono per gli Arcade Fire, con una versione minimale ma ugualmente emozionante di My Body Is A Cage, e Beck, con una Timebomb abbastanza stravolta. In questa occasione gli artisti e le canzoni ripresi da Sara provengono invece da mondi diversi, non solo dall’ambito indipendente come nella precedente occasione. Ciò che rimane è la capacità della cantante dei Devics (tornati attivi pochi mesi fa con un tour in Cina) di fare sue queste canzoni, portandole nella dimensione a lei congeniale, quel folk screziato di dream-pop che è un marchio di fabbrica della sua band e della sua carriera solista, senza per questo tradirne le origini, interpretando col giusto mood (e con la sua voce, incontestabilmente bella) testi che quasi in ogni occasione parlano di sentimenti e d’amore. I momenti migliori sono Square Heart, retta da pianoforte e violino, in una versione meno notturna (e meno alcolica) rispetto all’originale firmata Black Heart Procession; Papa Was A Rodeo, che si avvicina alle vette di puro e perfetto pop della primigenia di marca Magnetic Fields immettendoci elementi Devics; Just My Heart Talking, gemma misconosciuta di Ron Sexsmith, che miscela sapori da highway americana agli immancabili umori pop; The World We Knew, che mantiene le atmosfere cinematografiche che furono di Frank Sinatra portandole dagli anni ’60 a oggi; e, perché no?, La Bambola, omaggio all’Italia, ai fan italiani, alla grande musica e ai grandi arrangiamenti che si sapevano fare nel nostro paese. Altri episodi sono invece più deboli, ad esempio There Is A Light That Never Goes Out, forse perché ormai troppo inflazionata o forse perché la tragedia presente nella voce di Morrissey sarà sempre inarrivabile, oppure I Want To Vanish, simile a come viene proposta da Elvis Costello in unplugged ma senza la forza misteriosa che la anima in quel caso. In definitiva un bel disco, una conferma, sempre che ce ne fosse bisogno, delle grandi capacità interpretative di Sara Lov, e anche della bravura in studio del produttore e poli-strumentista Zac McRae, che la accompagna in ogni brano.

Sara Lov su Myspace

 

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.