domenica, Febbraio 28, 2021

Sholi – (Quarterstick- Touch & Go – 2009)

Un suono scarno fatto di chitarre spigolose e fughe percussive, rallentamenti alla codeina e accelerazioni improvvise, aperture melodiche e evoluzioni matematiche. Prima bella sorpresa del 2009, fa piacere che questo esordio sulla lunga distanza di Sholi venga pubblicato dalla Quarterstick-Touch&Go: chi mai potrebbe più legittimamente riproporre nel 2009 i suoni che resero grande l’etichetta di Chicago con formazioni come Tar e June Of 44? Una stagione un po’ dimenticata o quantomeno archiviata troppo in fretta, quella che alla metà degli anni ’90 aveva messo felicemente insieme le istanze post-rock con le suggestioni noise e le geometrie del post-hardcore targato washington dc. Tuttavia, saggiamente i tre ragazzi californiani non si limitano a una sia pur riuscita operazione nostalgia ma, una volta assimilata la lezione di cui sopra, si divertono a riproporla in un contesto assolutamente ‘attuale’, mettendo in primo piano un’attitudine alla melodia di spiccata matrice folk-rock, con un certo gusto per arrangiamenti essenziali e strutture imprevedibili, non esenti da divagazioni corali e dilatazioni weird. A fare da raccordo tra tutti questi elementi è la voce calda e sottile di Payam Bavafa, il cui timbro a metà strada tra Geoff Farina e Rob Crow si dimostra a suo agio sia nell’assumere toni suadenti che quando si tratta di graffiare. Lo spessore del progetto si rivela già al primo brano ‘All That We Can See’, apertura che lascia con un un unico estatico dubbio: saranno in grado di tenere simile intensità per tutta la durata dell’album? La mia risposta è sì. Ed è una risposta gridata, che non riesce a trattenere l’entusiasmo. Anzi, in alcune occasioni si superano addirittura, come nella dolorosa bellezza di ‘November Through June’ e nella liquida marzialità di ‘Contorsionist’. Non c’è consolazione senza distorsione nè melodia senza rabbia: ciò che rende questo album qualcosa di molto di più di un debutto promettente. Ha visto bene Greg Saunier dei Deerhoof che ha creduto nelle possibilità di Sholi fin dall’inizio, seguendo passo dopo passo la lavorazione dell’album e curandone la registrazione. Forse un giorno saranno famosi, ma grandi lo sono già. Imperdibile.

Sholi Su Myspace
Sholi – sito ufficiale

Gigi Mutarelli
Contatta la redazione di indie-eye scrivendo a:info@indie-eye.it // per l'invio di comunicati stampa devi scrivere a cs@indie-eye.it // per l'invio di materiale promozionale puoi spedire a: INDIE-EYE | VIA DELLA QUERCIOLA N. 10 | 50141 | FIRENZE //

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

Pa Salieu – Block Boy: il videoclip di NOS

Black Boy è una clip immersa in quella dimensione performativa e promiscua che ci consente di esistere. Uno spiritual suburbano diretto da Nos per Pa Salieu

Tv Priest: questo non è il mio inno nazionale – I videoclip dell’incendiaria band londinese

Il lavoro, la monarchia, lo stato, i consumi in Gran Bretagna prima della pandemia e nell'immagine spettrale di quello che potrebbe essere dopo. Tv Priest sono la band più politica tra quelle uscite dal contesto indipendente attuale. Hanno realizzato tre singoli e tre video, tutti accomunati da una feroce e potente opposizione al presente della nazione. In attesa del loro primo album, previsto per novembre 2020, vi raccontiamo le tre clip che hanno promosso i primi tre incendiari brani scritti dalla band londinese.

I migliori video musicali di Maggio 2014

Primo di una serie di articoli periodici sui migliori video musicali del mese visti, selezionati e recensiti per voi dalla redazione di indie-eye

Bastille, la trilogia video di Reza Dolatabadi: l’arte di sopravvivere nel futuro

Reza Dolatabadi, regista di animazione dallo stile inconfondibile, che ha già lavorato con artisti del calibro di U2 e Lionel Ritchie, cura la trilogia per Bastille che include WHAT YOU GONNA DO???, Survivin' e Goosebumps: l'arte di sopravvivere nel futuro

Shilpa Ray @ Live in the Warehouse: il video in esclusiva lancio su Indie-eye

Audioglobe produce un format video chiamato "Live in the Warehouse". Gli artisti già nella scuderia del noto distributore, vengono coinvolti nel loro passaggio da Firenze in un vero e proprio Showcase che li vede esibirsi al centro del magazzino, tra cd e vinili. Indie-eye presenta in esclusiva lancio il numero di "Live in the Warhouse" dedicato all'ottima Shilpa Ray

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

ECONTENT AWARD 2015