The Stevenson Ranch Davidians riaprono gli archivi con Love, Light, Beauty & Truth

Love, Light, Beauty & Truth riprende molte delle coordinate che avevano caratterizzato Amerikana, il disco pubblicato nel 2017 e costruito attorno all'idea di una comunità musicale in continua trasformazione più che a quella di una band tradizionale

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Esistono canzoni che inseguono il proprio tempo e altre che sembrano aspettarlo. Love, Light, Beauty & Truth, il nuovo singolo dei The Stevenson Ranch Davidians, appartiene probabilmente alla seconda categoria.

Registrato anni fa e rimasto a lungo inedito, il brano emerge oggi dagli archivi del collettivo guidato da Dwayne Seagraves come primo tassello di una serie di pubblicazioni che accompagneranno il ritorno della formazione newyorkese dopo un periodo di attività intermittente e una lunga pausa coincisa con gli anni della pandemia.

Il gruppo occupa da tempo una posizione particolare all’interno della psichedelia americana contemporanea. Non appartiene né al revival garage che ha caratterizzato parte della scena californiana degli anni Duemila né alle derive neo-folk più contemplative emerse negli stessi anni. Fin dalla nascita del progetto, nel 2006, il nucleo creativo raccolto attorno a Seagraves ha lavorato piuttosto su una rilettura della psichedelia degli anni Sessanta filtrata attraverso folk, soul e tradizione americana, in una formula volutamente aperta e mutevole nelle formazioni e nelle collaborazioni.

Il nome stesso della band suggerisce questa ambivalenza culturale: Stevenson Ranch rimanda all’immaginario suburbano della California meridionale, mentre il riferimento ai Davidians evoca inevitabilmente la storia delle comunità religiose millenariste statunitensi e, indirettamente, il peso simbolico assunto dal movimento dei Branch Davidians dopo l’assedio di Waco del 1993. Non è chiaro quanto questa associazione sia intenzionale, ma la loro musica ha sempre mostrato un interesse particolare per l’idea di comunità, spiritualità laica e immaginario collettivo americano.

Love, Light, Beauty & Truth riprende molte delle coordinate che avevano caratterizzato Amerikana, il disco pubblicato nel 2017 e costruito attorno all’idea di una comunità musicale in continua trasformazione più che a quella di una band tradizionale. Alcune recensioni internazionali avevano letto quel lavoro come una sorta di contro-narrazione dell’America contemporanea, popolata da armonie corali, folk acustico e psichedelia solare in aperta opposizione alle tensioni politiche e culturali del periodo.

Anche il nuovo singolo sembra muoversi in questa direzione.

Le chitarre riverberate, le armonizzazioni vocali e la struttura circolare della composizione rimandano a una genealogia precisa della musica americana: i Byrds del periodo più psichedelico, il folk cosmico della California di fine anni Sessanta, il primo country-rock e parte della tradizione west coast che da Gram Parsons conduce fino ai Mazzy Star e ai Verve delle origini, indicati dallo stesso gruppo tra le influenze formative del progetto.

La pubblicazione inaugura inoltre una nuova fase discografica per il collettivo. Dopo Amerikana e due tournée europee, il gruppo ha completato le registrazioni del quarto album presso gli Shangri-La Studios di Malibu, oggi proprietà di Rick Rubin ma soprattutto luogo storico della musica americana. Prima dell’arrivo di Rubin, gli studi erano stati utilizzati da Bob Dylan e The Band e comparivano già nelle immagini di The Last Waltz di Martin Scorsese, assumendo nel tempo una dimensione quasi mitologica all’interno della cultura rock statunitense.

Non è una scelta priva di significato per una formazione che ha sempre lavorato sull’idea di una psichedelia profondamente radicata nella tradizione americana.

Nel corso del 2026 il gruppo tornerà inoltre dal vivo con una serie di concerti che includeranno alcune date insieme agli Elephant Stone, una delle formazioni più interessanti emerse negli ultimi anni dall’incontro tra psichedelia occidentale e musica classica indiana. Un accostamento che sembra coerente con il percorso dei Davidians e con una concezione della psichedelia intesa meno come genere e più come metodo di attraversamento culturale.

In un panorama musicale sempre più orientato alla rapidità della pubblicazione e all’immediatezza della circolazione digitale, il recupero di una registrazione rimasta per anni in sospeso assume quasi il valore di un gesto controcorrente.

Forse è proprio questa la caratteristica più interessante di Love, Light, Beauty & Truth: non tenta di sembrare contemporanea, né di aggiornare artificialmente il proprio linguaggio. Si limita ad arrivare adesso, dopo avere aspettato il momento giusto.

Redazione IE
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