giovedì, Ottobre 1, 2020

Romolo Valli, una biografia di Daniela Montemagno

Nell’anniversario per i 40 anni dalla scomparsa dell’attore la casa editrice Edizioni Sabinae pubblica la sua prima biografia:

Una biografia di Romolo Valli (1925-1980) attore e manager teatrale. Raccontare la sua vita artistica dai tanti momenti scherzosi e dall’epilogo tragico è anche ripercorrere trent’anni importanti per lo spettacolo in Italia, dal tramonto del mattatore all’avvento della regia teatrale, dall’attività della Compagnia dei Giovani alla rivolta degli attori, dalla ricerca di una drammaturgia nazionale al teatro di sperimentazione. Seguono alcuni appunti autografi rinvenuti tra le sue carte, due lettere a lui indirizzate dall’amico Federico Fellini e i ricordi, spesso commossi, che alcuni giovani di allora, oggi affermati professionisti dello spettacolo, conservano di lui e del lavoro svolto al suo fianco. Per non dimenticare, a quarant’anni dalla morte, un “ragazzo” che non ha fatto in tempo a invecchiare e che con ironia, curiosità, intelligenza e vivacità è riuscito a vivere secondo il motto scelto: niente per forza, tutto per amore.

Oltre ad un’intensa carriera teatrale, Romolo Valli si è dedicato al cinema dove è stato diretto dai più grandi registi: lo ricordiamo in La grande guerra (1959) e Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli, La ragazza con la valigia (1961) di Valerio Zurlini, e soprattutto Il Gattopardo (1963) e Morte a Venezia (1971) di Luchino Visconti, Il giardino dei Finzi Contini (1970) di Vittorio De Sica, Giù la testa (1971) di Sergio Leone, dove interpreta il dottor Villega che tradisce i suoi compagni rivoluzionari, e Novecento (1976) di Bernardo Bertolucci.

Si è aggiudicato per tre volte il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista: nel 1963 per Una storia milanese (1962) di Eriprando Visconti, nel 1971 per Il giardino dei Finzi Contini (1970) di Vittorio De Sica e nel 1977 per l’interpretazione del capoufficio Spaziani in Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli. Ha lavorato anche come doppiatore. Tra le sue interpretazioni si ricorda il ruolo di voce narrante sia in E venne un uomo di Ermanno Olmi (1965) sia nella versione italiana di Barry Lyndon (1975) di Stanley Kubrick.

Daniela Montemagno è nata a Roma, dove si è laureata in Lettere presso l’Università La Sapienza con una tesi sul teatro del periodo fascista e ha conseguito il diploma di laurea in Scienze e tecniche dell’opinione pubblica presso l’Università degli Studi Sociali Pro Deo ora LUISS. Per oltre trentacinque anni ha lavorato alla SIAE nell’ambito delle attività culturali, prima nel settore delle pubblicazioni, poi come bibliotecaria e conservatrice alla Biblioteca Museo teatrale del Burcardo, di cui è stata anche responsabile. Ha curato per la RAI trasmissioni radiofoniche su argomenti teatrali e ha tradotto volumi dal francese.

Redazione IE Cinema
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