giovedì, Settembre 24, 2020

L’Hermine di Christian Vincent – Venezia 72, Concorso

L’ermellino del titolo è la stola indossata nel suo elemento naturale da Xavier Racine, Presidente di Corte d’Assise, mal sopportato da colleghi e sottoposti per il puntiglio e la boriosa professionalitá, ma capace grazie agli stessi “difetti” di controllare da esperto direttore d’orchestra il meccanismo dell’aula di tribunale. Quando, tra i componenti della giuria popolare chiamata a decidere su un caso di infanticidio, ricomparirà la donna che anni prima lo fece reinnamorare della vita, Xavier saprá schiudere la toga per mostrare finalmente l’uomo che la sorregge e vi si sorregge.

A distanza di 25 anni da La Discrete con cui vinse il Premio Fipresci, Christian Vincent torna in Concorso in laguna con un oggetto cinematografico curioso, in bilico per miracolo tra almeno tre sottogeneri: il ritmo classico da commedia di redenzione attraverso l’amore risulta infatti interrotto a tratti irregolari da lunghe e dettagliate scene di interrogatori nel tribunale-arena che di fatto trascinano lo spettatore in un atmosfera da legal drama tout-court.

In questo contesto già ibrido le digressioni sui meccanismi di scelta della giuria, sulle modalità di gestione del processo, sull’umanità derelitta di imputati e testimoni, sulle dinamiche interne tra giurati di etnie ed estrazioni differenti, hanno toni e messe in scena non lontane dal documentario, lasciando in bocca allo spettatore un sapore da cinema verité quasi didattico, da video-inchiesta sull’ambiente e il funzionamento della macchina giudiziaria francese.

Nessuna delle tre anime del film viene messa a fuoco, ognuna abbandobata nel momento in cui sembrava prendere consistenza, lasciandoci con la sensazione che il cineasta attribuisca una certa eleganza all’indefinizione di caratteri, direzioni narrative ed esiti giudiziari.

Dal punto di vista registico, Vincent si contenta così di una non facile gestione dei toni, sempre sorridenti e garbatamente distaccati anche di fronte alle tragedie famigliari, consegnando chiavi in mano il compito di tenere tutto insieme all’istrionismo pacato di Fabrice Luchini, che detta assoli e contrappunti recitativi tenendo in pugno la scena come il suo personaggio fa con l’agone giudiziario. Il risultato é un gradevole bozzetto dai confini labili, simile a quelli dei ritrattisti che lavorano nelle aule giudiziarie, tanto anomalo nella struttura quanto in definitiva poco pregnante nella scelta di non affondare i denti sulla carne messa al fuoco.

Alfonso Mastrantonio
Alfonso Mastrantonio
Alfonso Mastrantonio, prodotto dell'annata '85, scrive di cinema sul web dai tempi dei modem 56k. Nella vita si è messo in testa di fare cose che gli piacciano, quindi si è laureato in Linguaggi dei Media, specializzato in Cinema e crede ancora di poterci tirare fuori un lavoro. Vive a Milano, si occupa di nuovi media e, finchè lo fanno entrare, frequenta selezioni e giurie di festival cinematografici.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Advertisment

FESTIVAL

Careless Crime di Shahram Mokri: recensione

Dopo due film tanto simili sembrava che Mokri avesse trovato il proprio personalissimo sistema di fare cinema e che fosse intenzionato a portarlo ancora avanti. Careless Crime però è diverso, ma allontanandosene ricorre alla riflessione sul tempo e lo spazio per trasformarsi in una dichiarazione d’intenti. La recensione di Careless Crime

Ca’ Foscari Short Film Festival 2020: Un festival diffuso

Dario Argento, Pino Donaggio, Lorenzo Mattotti gli ospiti speciali del Ca' Foscari Short. Festival "diffuso" tra location fisiche e web

The Flood Won’t Come di Marat Sargsyan: recensione

The Flood Won't Come, una decostruzione dell'aura sacrale che circonda l'odore della guerra. Visto alla SIC di Venezia 77, la recensione

Lucca Film Festival 2020: un festival diffuso

Lucca Film Festival e Europa Cinema, dal 25 settembre al 4 ottobre a Lucca e Viareggio. I concorsi e gli eventi speciali. Tutti i dettagli

Amedeo Nazzari, ritratto d’attore: la mostra a Roma dal 21 Settembre

Amedeo Nazzari, ritratto d'attore. La mostra fotografica dedicata al grande interprete, dal 21 settembre al 18 ottobre alla Casa Del Cinema di Roma

ECONTENT AWARD 2015