mercoledì, Settembre 30, 2020

David Lynch, Lady Blue Shangai per Dior

E’ stato lanciato da pochi giorni in rete il commercial di ben 16 minuti che David Lynch ha girato per Dior; è possibile vederlo attraverso un sito preposto per l’occasione che oltre al cortometraggio include una serie di extras post prodotti da Lynch stesso.

In linea con l’imperdibile edizione Rhino di Inland Empire, i frammenti aggiungono tasselli percettivi al consueto labirinto di specchi à la Lynch; tra tutti, The Poem, dove Marion Cotillard, protagonista del corto, recita per intero la poesia scritta da Lynch ispirata alla Pearl Tower, la costruzione eretta tra il 91 e il 95 a Shangai e teatro dell’incontro tra Marion e il suo amante nel corto di Lynch. Sembra che l’ultima tendenza del regista Americano, sia assolutamente l’HD; Lady Blue Shangai presenta una ricerca sul “formato” molto simile a quella del teaser realizzato per Ariana Delawari (intervistata a lungo e in esclusiva qui su indie-eye relativamente al suo Lion of Panjshir , prodotto dalla nuova record company di Lynch), con cui ha in comune una serie di analogie molto forti nella resa quasi stop motion dei movimenti.

Viene quasi meno in queste ultime produzioni (tranne che in alcuni frammenti) l’elemento “rumore” e quel confine corpuscolare tra luce e assenza della stessa che nel digitale standard e quindi , in tutto Inland Empire era un elemento linguistico fondamentale. Marion Cotillard è Lady Blue; la vediamo entrare in un “Hotel Room” di Shangai (l’ambientazione, gli elementi e la storia d’amore cinese non possono non far venire in mente una delle produzioni televisive meno conosciute del regista Americano)  il suono di un vecchio 78 giri con Tango Fate di Nathaniel Shikret è su un vecchio piatto, Lady Blue lo ferma, e in una delle materializzazioni temporali più tipiche per Lynch si materializza una borsetta al centro della stanza. Lady Blue Shangai è il terzo commercial  realizzato per la serie “Lady Dior” subito dopo Lady Noir dietto da Olivier Dahane (con dei titoli di testa prelevati pari pari da Vertigo di Hitchcock) e Lady Rouge realizzato da Jonas Akerlund. L’incontro con Lynch e la pubblicità ha generato una filmografia parallela sterminata (ps2, Opium di YvesSaintLaurent, Gucci, iPhone, la miscela del suo caffe organico) mentre Lady Blue Shangai si vede da questa parte: http://www.ladydior.com/

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. È un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e new media. Produce audiovisivi

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Advertisment

FESTIVAL

Glocal Film Festival: call aperte

Come da tradizione, il lancio dei bandi delle sezioni competitive Panoramica Doc e Spazio Piemonte per la 20a edizione del Glocal Film Festival, che si terrà dall’11 al 15 marzo 2021 al Cinema Massimo-MNC, si sposa con una serata dal respiro internazionale: la tappa torinese del Manhattan Short Film Festival.

CinemAmbiente: l’anteprima di Rebuilding Paradise di Ron Howard

Spostato a causa dell’emergenza sanitaria dal tradizionale periodo tardo-primaverile a quello autunnale, il Festival, organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Gaetano Capizzi, si svolgerà a Torino dal 1° al 4 ottobre

Careless Crime di Shahram Mokri: recensione

Dopo due film tanto simili sembrava che Mokri avesse trovato il proprio personalissimo sistema di fare cinema e che fosse intenzionato a portarlo ancora avanti. Careless Crime però è diverso, ma allontanandosene ricorre alla riflessione sul tempo e lo spazio per trasformarsi in una dichiarazione d’intenti. La recensione di Careless Crime

Ca’ Foscari Short Film Festival 2020: Un festival diffuso

Dario Argento, Pino Donaggio, Lorenzo Mattotti gli ospiti speciali del Ca' Foscari Short. Festival "diffuso" tra location fisiche e web

The Flood Won’t Come di Marat Sargsyan: recensione

The Flood Won't Come, una decostruzione dell'aura sacrale che circonda l'odore della guerra. Visto alla SIC di Venezia 77, la recensione

ECONTENT AWARD 2015