Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Chrysta Bell, la musa di David Lynch adesso nel nuovo Twin Peaks nella parte dell'agente Tammy Preston torna alla sua attività principale, la musica, con un nuovo album prodotto da John Parish e registrato interamente a Bristol. "We dissolve" esce il prossimo 9 giugno, occasione unica per intervistare la cantante texana e chiederle di tutto, dal suo rapporto con Lynch, il lavoro con Parish, il soul e il trip-hop e si, anche la meditazione trascendentale 

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[Chrysta Bell in rete – Le foto dell’articolo sono di Rui Aguiar]

La storia musicale e artistica di Chrysta Bell la conosciamo benissimo. Nella lunga e intensa intervista che abbiamo pubblicato l’aprile 2012, la prima pubblicata in Italia, ci siamo fatti raccontare il suo background e la strettissima collaborazione con David Lynch per il suo primo full lenght solista intitolato “This Train“.

A cinque anni di distanza da quel disco e dopo un breve Ep sempre prodotto dall’artista americano, la cantante texana cambia produttore e città per il suo nuovo lavoro in uscita il prossimo 9 giugno. “We dissolve” è interamente registrato a Bristol con la produzione di John Parish. Il suono si fa meno evanescente e la voce evocativa di Chrysta Bell sfiora maggiormente i territori del soul e del trip-hop consegnandoci dieci canzoni ispiratissime e sospese tra sensualità e gelo.

Mentre “We dissolve” viene anticipato dal video “optical” di “Devil Inside Me“, Chrysta Bell è sulle piattaforme on demand e gli schermi digitali di tutto il mondo nella parte di Tammy Preston, l’agente FBI che nel nuovo Twin Peaks collabora a stretto contatto con Gordon Cole, il delegato della sezione investigativa criminale interpretato dallo stesso David Lynch.

Abbiamo chiesto a Chrysta Bell di raccontarci il suo nuovo lavoro, il rapporto con John Parish e l’Europa, ma anche il sodalizio con David Lynch, oltre ad alcune interessanti considerazioni sulla percezione della vita e della morte. 

Pre-ordina “We Dissolve” su iTunes

Ciao Chrysta Bell, bentornata su indie-eye, siamo felici di intervistarti una seconda volta. Dalla pubblicazione di “This Train” questa è la prima volta che lavori senza David Lynch. Dal West Coast Studio hai traghettato la tua musica a Bristol. Quanto di questa città, della sua cultura e del clima ha influenzato la musica di “We Dissolve”?

L’idea di registrare un album a Bristol era molto seducente per me, perché molta della musica che adoro è stata registrata li. Se penso a band e musicisti come Portishead, Goldfrapp, Massive Attack e P.J. Harvey, sono in un modo o in altro tutti legati alla città di Bristol. Per questo si ha la sensazione che sia un posto particolarmente magico per produrre musica. Il clima è freddo e grigio, ma ogni quattro giorni spunta il sole. È una condizione climatica che riflette perfettamente il sentimento della musica che abbiamo prodotto; molto oscura e dura per certi versi, ma con un raggio di sole che può manifestarsi da un momento all’altro.

Puoi raccontarci del tuo primo incontro con John Parish che ha prodotto il tuo nuovo album; come è stato lavorare con lui?

Ho sentito John per la prima volta per telefono, dopo che aveva avuto l’opportunità di ascoltare alcune delle nuove canzoni. Si è dimostrato molto affabile e gentile già dalla conversazione telefonica. Tutto poi è continuato molto bene e ho provato belle vibrazioni. Da quel momento in poi ha accettato di lavorare sul progetto.

Devil Inside Me by Chrysta Bell (Official Audio)

Jazz, Blues, musica delle radici. Sono il centro di “This train”, generi trasfigurati dalla tua idea di musica e dai suoni di Lynch /Hurley. Nel nuovo album c’è molto più soul e trip-hop. Come ti sei relazionata a questo immaginario musicale?

Sia il soul che il trip-hop sono da sempre riferimenti importanti per me. Penso probabilmente alla “soul music” molto meno in termini di “genere” e più come vera e propria “musica dell’anima”, un concetto che calza perfettamente secondo me a sua volta per il “soul” inteso come genere. Trip-hop è semplicemente quel tipo di musica che risuona profondamente dentro di me. Perché è cinematico, sensuale, la colonna sonora perfetta per la mia musica.

Ecco in questo senso mi sembra che la tua voce sia il centro esatto di “We Dissolve”. Più che in passato nel nuovo album sperimenti la tua capacità di esprimere sentimenti e un certo tipo di “mood” in modo più forte. Che cosa ne pensi?

Penso che sia una percezione molto interessante dal momento in cui ho impiegato comunque una forte espressività anche per “This Train”. Molto di quel disco era pensato a partire dal concetto di “mood” e dal sentimento che la voce era capace di esprimere. Ma questo è il motivo per cui amo ascoltare altre prospettive sulla mia musica. La voce come strumento espressivo è per me la cosa più importante in assoluto. La dimensione che mi muove maggiormente come ascoltatrice, si verifica quando la voce è capace di offrire una consapevolezza intima tale da agire sulla tua stessa consapevolezza….ecco, quello è il vero dono di una canzone.

Puoi parlarci del differente approccio in termini di produzione e di lavoro tra David Lynch e John Parish?

Entrambi, come produttori, dimostrano una grande capacità comunicativa, in termini confidenziali, sulla loro visione della musica, ma senza essere inamovibili. Con David non c’era una deadline per il nostro progetto e abbiamo passato molto tempo insieme, semplicemente frequentandoci e cercando di conoscerci meglio. Con John c’era un calendario piuttosto preciso, l’atmosfera era quindi molto amichevole ma con un occhio fissato sul lavoro. Sia John che David sono davvero grandi, con una personalità molto definita, molto intelligenti e ovviamente con un eccellente umorismo.

E il lavoro con Adrian Utley dei Portishead?

Adrian è davvero un musicista di talento e una persona con molto charme. Mi ritengo fortunata ad averlo avuto come ospite sul disco. Il suo tocco ha aggiunto una dimensione totalmente nuova

Quanto sei stata influenzata dall’Europa e come hai trasfigurato questa influenza con la tua cultura?

Mi sono sempre sentita connessa con l’Europa in senso sia culturale che artistico. Credo e spero che questo sia percepibile nella mia musica e nella mia sensibilità.

“Slow” è una delle tracce dell’album che preferisco. È un trip strano e freddo, scaldato dalla tua voce, la tromba e la sezione fiati. Suona come un pezzo soul con influenze jazz, ma anche come un brano da una colonna sonora di John Barry per un thriller ambientato in una grigia Londra. Ci puoi dire qualcosa in più su questo brano così affascinante?

“Slow” parla di come il potere delle emozioni possa piegare la dimensione del tempo e dello spazio, o forse sollevare il velo della conoscenza su di loro, in qualche modo. L’assenza di una persona cara può influenzarti in modo molto profondo, perché la sensazione di qualcuno che viene a mancare nella tua vita non è paragonabile a qualsiasi altra cosa. Una dimensione che può essere alimentata e aumentata quando subentrano le droghe. 

Chrysta Bell, foto di Rui Aguiar

Mi sembra che in un certo senso ci siano alcune radici permanenti all’interno di “We dissolve”. Mi riferisco alla musica “Tex-mex” e ad un certo tipo di country, che cosa ne pensi?

È una considerazione molto affascinante! Non so a quale parte dell’album tu ti riferisca esattamente….

…non penso ad un brano in particolare, più alla scrittura di tutti i brani e ad alcuni suoni…

Interessante, posso dirti che nella fase della scrittura dell’album, condivisa con il mio partner Chris Smart a San Antonio, in Texas, abbiamo ascoltato davvero moltissima musica Tex-Mex. Credo che in qualche modo abbia funzionato e che quel mondo si sia fatto strada all’interno di “we dissolve”

A proposito di “We dissolve”. Il titolo e la canzone stessa sembrano riferirsi ad una dimensione parallela. Una qualità senza tempo ed esoterica.

Si mi piace molto quello che dici ed è in un certo senso come dici

…ho letto che sei molto impegnata con il “Death Positive Movement” (n.d.a. il movimento per una morte positiva è stato fondato per la prima volta nel 2004 dall’antropologo sociale Bernard Creten e si è sviluppato attraverso varie forme e numerosi gruppi di discussione. Chrysta Bell applica quei principi grazie ad un cimitero ereditato dal padre, attraverso il quale pratica le forme di sepoltura naturale, per accelerare i processi di trasformazione della materia in accordo con i principi fisico-chimici della natura). Mi sembra una cosa molto interessante per definire la nostra relazione con la mortalità secondo una nuova prospettiva. Puoi dirci il tuo punto di vista e come questa scelta influenza la tua vita e la tua musica?

Credo ci sia un grado di ansietà non necessario in relazione ad un processo che è la cosa più naturale del mondo, e sopratutto, inevitabile. A prender piede dovrebbe essere una conversazione diversa sulla morte. Quando l’associazione che facciamo con essa è legata al terrore e allo spavento, queste saranno le emozioni con cui dovremo avere a che fare. Ma se la conversazione sulla morte pone al centro la celebrazione della vita, la perfezione e l’accettazione del ciclo vita-morte-vita, possiamo cominciare ad alleviare tutto il timore acquisito privilegiando qualcosa che si riferisca più semplicemente ad un processo di trasformazione

C’è una relazione tra il cimitero che hai ereditato da tuo padre e la tua pratica con la Meditazione Tracendentale?

Tutto è connesso alla Meditazione Trascendentale. È il nutrimento della radice dell’albero. La Musica, il Cimitero, la Scienza, la curiosità, tutto il resto, sono i rami, le foglie e i frutti.

All’interno di “We Dissolve”, l’album, ci sono polarità opposte e differenti. “Heaven e “The Devil Inside me”; “Gravity” e il concetto legato alla dissoluzione in una dmensione differente (“Half asleep” e la stessa “We dissolve”)

Si, assolutamente. Sono d’accordo. Può essere considerato un motivo del tutto centrale in questo lavoro.

Chrysta Bell nella parte di Tammy Preston in Twin Peaks S03 di David Lynch

Ho visto i primi episodi di Twin Peaks, davvero sconvolgenti. Abbiamo anche fatto la conoscenza con il tuo personaggio. C’è qualcosa che potresti raccontare sul modo in cui hai lavorato per delinearlo,  con la guida di David Lynch?

Mi disse che avrebbe dovuto essere estremamente intelligente oltre che un’agente abilissima dell’FBI. Ho fatto del mio meglio per incarnarla e interpretarla. Un compito e un ordine difficile, ma assolutamente divertente!

Sarai in Italia molto presto per portare la tua musica dal vivo. Come sarà la lineup e il set, puoi anticiparci qualcosa?

Porterò musicisti davvero eccezionali. Hanno un grande talento e sono persone molto forti. È un aspetto molto importante perché passeremo molto tempo insieme. Abbiamo provato intensamente e per molte settimane per questi live. Abbiamo messo insieme uno show che copre un territorio vastissimo di generi e stili musicali. Dal Tex Mex a Twin Peaks fino alle atmosfere Bristoliane. Dovete assolutamente venire a vederci! 

Chrysta Bell: live in Italia, le date

10 Giugno –2017 –Biografilm Park – Bologna

17 Giugno 2017 – Crocevia (Residenza d’artista) Scicli (Rg)

12 Luglio 2017 – Teatro dell’arte (Milano)

13 Luglio 2017 – (Festival Delle Colline, Presso la Rocca di Carmignano – Prato)

 

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.