Con il concerto conclusivo di Geordie Greep si è chiusa a Chiusi la tredicesima edizione del Lars Rock Fest, manifestazione che negli ultimi anni si è ritagliata uno spazio sempre più rilevante all’interno della rete europea dei festival indipendenti dedicati alle nuove traiettorie della musica alternativa. Tre giorni di concerti gratuiti, dal 10 al 12 luglio, hanno confermato la vocazione internazionale della rassegna toscana e la sua capacità di intercettare artisti destinati spesso a diventare protagonisti del panorama musicale contemporaneo.
L’edizione 2026 ha portato con sé una linea curatoriale particolarmente orientata verso le nuove scritture e i linguaggi emergenti della scena indipendente internazionale, una scelta fortemente sostenuta dal direttore artistico Marek Lukasik e capace di costruire un programma che attraversava math rock, no-wave, post-punk, shoegaze e dance-punk senza ricorrere ai tradizionali nomi di richiamo del circuito festivaliero estivo.
La serata inaugurale ha visto alternarsi sul palco i toscani Acanto, i britannici Plantoid e soprattutto gli storici Deerhoof, una delle formazioni più influenti della musica indipendente americana degli ultimi trent’anni e da tempo punto di riferimento per molte delle nuove generazioni del rock sperimentale.
Accanto alla programmazione principale, il festival ha rafforzato ulteriormente il rapporto con il territorio attraverso il doppio appuntamento dei Matinée, inseriti nel percorso di Valdichiana 2026 e sviluppati insieme al collettivo under 20 GEKO nell’ambito del progetto Suoni dal Labirinto. Sabato il suggestivo scenario del Labirinto di Porsenna ha ospitato il concerto di Sara Parigi, mentre la domenica il trekking culturale lungo il Sentiero della Bonifica verso il Lago di Chiusi è stato accompagnato dalle sonorità del chitarrista e compositore Stefano Pilia, figura centrale della sperimentazione italiana contemporanea.
Sul palco principale il sabato sera si è aperto con la tensione no-wave di Skinner, seguita dal rock dei connazionali Cardinals e dalla performance degli inglesi Heartworms, tra le realtà più osservate della nuova scena post-punk britannica grazie alla combinazione di teatralità, elettronica e suggestioni darkwave.
La chiusura della manifestazione ha confermato la volontà del Lars Rock Fest di mettere in relazione linguaggi molto diversi tra loro: l’emocore dei Quercia, il dance-punk dei Ta Ga Da e infine il concerto di Geordie Greep, autore nel 2024 di The New Sound, uno degli esordi solisti più discussi e apprezzati degli ultimi anni dopo la conclusione dell’esperienza con i Black Midi.
Più che un semplice festival musicale, il Lars Rock continua però a costruire la propria identità attorno a un’idea di esperienza culturale diffusa. Accanto ai concerti hanno trovato spazio gli Effetti Collaterali, programma parallelo dedicato quest’anno al tema Forme resistenti, sviluppato attraverso i laboratori di arte tessile di hallowasabi e le performance di live drawing del collettivo Becoming X Art+Sound Collective.
La manifestazione ha inoltre ospitato laboratori e attività per bambini curate dalla Biblioteca Comunale e da LaAV, la fiera dell’editoria indipendente Open Book e una serie di incontri che hanno visto protagonisti figure molto diverse tra loro come Gianpiero Capra e Valentina Petrillo.
Nato nel 2012 grazie all’attività dell’associazione culturale GEC – Gruppo Effetti Collaterali, il Lars Rock Fest ha costruito negli anni un modello organizzativo fondato sul volontariato e sulla partecipazione diretta della comunità locale. L’edizione appena conclusa ha coinvolto oltre 150 volontarie e volontari provenienti da Chiusi e dal territorio circostante, confermando una dimensione comunitaria sempre più rara nel panorama dei festival italiani.
L’attenzione alla sostenibilità ambientale rimane uno degli elementi distintivi della manifestazione. Inserito nel circuito delle Eco-Feste, il Lars Rock ha eliminato la plastica monouso, garantisce la distribuzione gratuita di acqua pubblica e mette a disposizione il servizio Lars Rock Shuttle, che collega gratuitamente l’area concerti con il centro cittadino, la stazione ferroviaria e la zona campeggio, riducendo la necessità di spostamenti privati.
La presidente dell’associazione GEC, Eleonora Billi, ha già dato appuntamento alla quattordicesima edizione del 2027, rivendicando la natura del Lars Rock come spazio di incontro, formazione e partecipazione civile oltre che musicale.
Nel panorama italiano dei festival indipendenti, il Lars Rock continua infatti a rappresentare un caso piuttosto raro: una manifestazione gratuita che non costruisce il proprio valore sulla nostalgia o sui grandi nomi consolidati, ma sulla capacità di intercettare in anticipo le trasformazioni della musica alternativa internazionale e di inserirle all’interno di una forte dimensione comunitaria e territoriale.

