C’è qualcosa di inevitabilmente simbolico nel fatto che sia stata proprio Strawberry Fields Forever ad aprire il percorso di Mystic Liverpool, il nuovo progetto che riunisce Jah Wobble e il collettivo familiare Tian Qiyi. Non soltanto perché il brano rappresenta uno dei vertici psichedelici del catalogo dei Beatles, ma perché è forse la canzone che più di ogni altra ha trasformato Liverpool in un luogo mentale prima ancora che geografico.
La nuova versione del classico lennoniano anticipa l’uscita di Mystic Liverpool, prevista per il 14 agosto attraverso Cherry Red Records e la storica etichetta personale di Wobble, 30 Hertz, oggi associata al catalogo Cherry Red.
Più che un semplice album di cover, Mystic Liverpool si presenta come una rilettura radicale dell’universo beatlesiano attraverso il filtro del dub, delle tradizioni musicali cinesi e mongole e della lunga esperienza di Jah Wobble nell’incontro tra culture e geografie sonore differenti.
Il progetto possiede infatti una dimensione profondamente autobiografica e familiare. Accanto a Wobble, all’anagrafe John Wardle, partecipano i figli Charlie e John T Wardle — che costituiscono il nucleo creativo di Tian Qiyi — e la loro madre, la musicista cinese Zi Lan Liao. Il risultato è una sorta di dialogo intergenerazionale e interculturale che utilizza il repertorio dei Beatles come lingua comune piuttosto che come oggetto di venerazione filologica.
La scelta di partire da Strawberry Fields Forever appare particolarmente coerente con questa impostazione. Fin dalla sua pubblicazione nel 1967 il brano è stato percepito come uno dei punti di svolta della scrittura di John Lennon: una canzone costruita attorno al ricordo dell’infanzia, al sogno e alla dissoluzione dei confini tra memoria e immaginazione.
Jah Wobble ha definito il pezzo “la canzone che ha aperto la sua psiche” quando era ancora un bambino dell’East End londinese, spiegando come il gruppo non abbia cercato di competere con l’originale ma piuttosto di preservarne il mistero e l’ambiguità. L’obiettivo sembra quindi essere quello della trasfigurazione piuttosto che della reinterpretazione tradizionale.
Il precedente singolo Tomorrow Never Knows aveva già lasciato intuire questa direzione estetica: linee di basso dub, strumenti tradizionali asiatici, strutture circolari e un approccio quasi rituale al materiale beatlesiano, molto distante sia dall’omaggio nostalgico sia dalla decostruzione sperimentale fine a sé stessa.
L’operazione si inserisce in modo piuttosto naturale all’interno della traiettoria artistica di Jah Wobble, musicista che dai tempi dei Public Image Ltd ha costruito la propria identità sul dialogo tra dub giamaicano, world music, post-punk e improvvisazione, contribuendo in modo decisivo all’apertura del rock britannico verso linguaggi musicali non occidentali.
Più che una celebrazione dei Beatles, Mystic Liverpool sembra quindi proporre un’idea diversa della loro eredità: non un monumento immobile della cultura britannica ma un repertorio ancora capace di attraversare confini culturali e trasformarsi entrando in contatto con altre tradizioni musicali.
Nel caso di Strawberry Fields Forever, forse il brano più enigmatico e sfuggente dell’intero catalogo beatlesiano, la scelta appare quasi inevitabile.





