L’esposizione raccoglie quindici locandine originali realizzate appositamente per l’occasione, ciascuna ispirata a un film in cui l’acqua e l’architettura della piscina assumono un ruolo narrativo decisivo, ben oltre la semplice funzione scenografica. Accanto alle nuove opere trovano spazio anche una serie di ritratti dedicati a registi e registe che hanno segnato la storia del cinema contemporaneo.
L’idea nasce dal confronto con The Chronology of Water, adattamento del memoir di Lidia Yuknavitch e primo lungometraggio da regista di Kristen Stewart, dove il rapporto con l’acqua diventa elemento centrale di identità, trauma e ricostruzione personale. Da qui Alice Iuri ha iniziato a immaginare una sorta di contro-canone iconografico dedicato alle piscine del cinema.
Nel percorso espositivo compaiono opere ispirate a film molto differenti tra loro. In The Swimmer la piscina diventa il dispositivo attraverso cui il protagonista attraversa il paesaggio suburbano americano e, insieme, le rovine della propria esistenza. Nel blu quasi astratto di Three Colours: Blue l’acqua assume invece una funzione di sospensione emotiva e isolamento, mentre in Deep End il complesso natatorio pubblico londinese si trasforma in uno spazio di desiderio, ossessione e conflitto sociale. Più leggera e adolescenziale è invece la piscina di Bottle Rocket, luogo di inattività, amicizia e possibilità ancora aperte.
Ne emerge una sorta di atlante cinematografico dell’acqua artificiale: non il mare aperto o il fiume, ma uno spazio delimitato, regolato e urbano che il cinema ha spesso utilizzato come territorio di passaggio, sospensione o trasformazione. La piscina può essere rifugio, scena del crimine, spazio erotico, luogo della memoria o della perdita. È forse proprio questa ambivalenza a renderla uno dei paesaggi più persistenti del cinema del Novecento.
Originaria del Friuli e attiva a Milano da oltre un decennio, Alice Iuri lavora tra illustrazione editoriale, progettazione grafica e comunicazione culturale. Nel corso degli anni ha collaborato con festival cinematografici, istituzioni e testate come Linus, Film TV, la Repubblica e L’Espresso, sviluppando una ricerca visiva che spesso dialoga con la storia del cinema e con la cultura delle immagini stampate.
Pools — Le piscine nel cinema
15 luglio – 12 settembre 2026
Anteo Palazzo del Cinema
Piazza XXV Aprile 8, Milano
Ingresso libero





