[Foto dell’articolo di Ariel Leon Isacovitch – concessa da ufficio stampa Opinion Leader S.r.l. di CristianaCaimmi&Co. via Anna Landini]
Il nuovo documentario di National Geographic Documentary Films, Ghost Elephants, sarà disponibile in streaming su Disney+ a partire dall’8 marzo 2026. L’opera è firmata da Werner Herzog, che ne cura regia, sceneggiatura e voce narrante
Al centro del film, una spedizione guidata da Steve Boyes, biologo della conservazione e National Geographic Explorer, nonché fondatore del National Geographic Okavango Wilderness Project. L’obiettivo dichiarato è verificare l’esistenza degli “elefanti fantasma” di Lisima, presunte popolazioni relitte che, secondo alcune testimonianze locali, potrebbero rappresentare discendenti di antichi esemplari di dimensioni eccezionali. La ricerca si svolge nelle regioni montuose e forestali dell’Angola, nelle aree sorgive del bacino dell’Okavango, un ecosistema strategico per l’Africa australe e a lungo rimasto isolato a causa della guerra civile angolana (1975–2002).
Accanto a Boyes opera Kerllen Costa, anch’egli National Geographic Explorer. Determinante è la collaborazione con tre maestri tracciatori KhoiSan – Xui, Xui Dawid e Kobus – chiamati a supplire ai limiti della tecnologia satellitare e dei sistemi di monitoraggio moderni. Il film tematizza esplicitamente questo contrasto: da un lato la strumentazione scientifica contemporanea, dall’altro la conoscenza ecologica tradizionale, trasmessa oralmente e fondata sull’osservazione diretta del territorio.
In linea con la poetica herzoghiana, la narrazione insiste sul valore dell’esperienza umana radicale, sulla persistenza del mito nella geografia reale e sull’ambiguità tra scoperta scientifica e racconto visionario.
Ghost Elephants è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Herzog ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera, riconoscimento che sottolinea la centralità del suo contributo al cinema contemporaneo tra finzione e documentario.
In parallelo all’uscita del film, il 3 marzo 2026 verrà pubblicato il volume fotografico Okavango and the Source of Life, firmato da Steve Boyes. Il libro estende il progetto cinematografico attraverso oltre cento fotografie, cartografie dettagliate e testimonianze raccolte durante anni di spedizioni alle sorgenti angolane dell’Okavango. L’opera documenta i corsi d’acqua residui, le comunità locali e gli ecosistemi fragili esplorati nel documentario, restituendo la dimensione fisica e psicologica dell’attraversamento di un territorio rimasto a lungo marginalizzato. Il volume include una prefazione del Prince Harry, Duke of Sussex e ritratti dei custodi delle tradizioni locali.
L’operazione si inserisce nella linea editoriale di National Geographic Documentary Films, orientata alla combinazione tra ricerca ambientale, divulgazione scientifica e forte impronta autoriale, e si lega all’indomabile interesse di Herzog per territori in cui mito, antropologia e sopravvivenza si intrecciano in forme narrative che superano la semplice cronaca naturalistica.





