Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Lo screening per la stampa di The Ward, il nuovo film di John Carpenter, al Toronto Film Festival ha generato una serie di contributi negativi da parte della stampa internazionale, al di là delle ossessioni personali, ci sono sembrate imbarazzanti e in-credibili, ve ne proponiamo una sintesi... 

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Su The Ward ci siamo soffermati due volte, approntando un primo articolo informativo e un secondo con alcuni nuovi dettagli.
La stampa, per lo più statunitense, ha già cominciato a pubblicare le prime recensioni dopo lo screening al Toronto Film Festival nella sezione Midnight Madness e sono quasi tutte di tono negativo; provengono per lo più da testate a carattere informativo o da una scrittura teorico-critica desunta dalle webzine “di genere” o peggio ancora da penne ai limiti del fanzinato. La nostra non è una difesa a priori, ci mancherebbe, ma ci sembra che la cantilena sia la solita e soprattutto che sia gridata con una dotazione di strumenti critici da far accapponare la pelle: Carpenter non è più lo stesso, Ghost of Mars (splendido e radicale esperimento cognitivo a nostro avviso) considerato come elemento di paragone di infimo livello e la solita, sconfortante, infantile attenzione ai dettagli orrorifici (non fa più paura, questo effetto è ridicolo). Insomma se il livello critico è più o meno riassumibile in un concentrato di chiacchere da stadio, facciamo poca fatica a credere che The Ward potrebbe riservare delle sorprese proprio fuori dall’area di analisi (la solita, monoliticamente la solita) che stiamo leggendo in questi giorni, cosi come era successo proprio per Ghost of Mars e le ultime produzioni del maestro di Carthage.  Ecco una sintesi informativa:
Tra le più tenere, la recensione di liveforfilms.com che parla di un Carpenter “minore”, migliore di quanto non fosse Vampires ma assolutamente non al livello di In The Mouth of Madness; condisce queste osservazioni con una serie di riferimenti alle scene più spaventose e alla componente soprannaturale. Segue Moviesonlice.ca che probabilmente mette insieme una delle recensioni più benevole dicendoci che “il maestro della paura è ancora tra noi….vicino a Fog ma assolutamente minore The Ward contiene le performance più forti e convincenti di tutta la filmografia di Carpenter”. Con gordonandthewahle.com cominciano i colpi di scure; Chase Wale parla di orrore ed effetti di infima categoria e si sofferma sulla scena dove Kristen fa la doccia ridicolizzando il modo in cui è girata; sempre per Wale The Ward è un film brutto che potrebbe direttamente finire nell’alveo della programmazione via cavo. Hollywoodreporter.com motiva con un acume diverso il proprio disappunto ed è l’unico che parla di un tentativo di Carpenter di lavorare sul metodo Fulleriano (Shock Corridor) spostando l’attenzione più sul ritmo, il montaggio e i movimenti di macchina. Secondo il recensore è un tentativo riuscito parzialmente per come il metodo Carpenter si sia trovato a lottare con i trucchi poco convincenti della sceneggiatura di Michael e Shawn Rasmussen. Joblo.com ci racconta che un film con tutte le carte in regola per essere un buon Exploitation (femmine in gabbia e via dicendo) senza veri ingredienti exploitation è in realtà una merda di film; uno spreco di tempo, davvero profondo non c’è che dire. Si continua con fearnet.com che rimane su una posizione intermedia definendo The Ward come qualcosa per cui i “fan” di Carpenter non esulteranno ma che rimane comunque un’ottima ghost story. screendaily al contrario,mostra acume e dignità diversa , senza prendere in mano lo scalpello e con un’analisi simile a quella di Hollywoodreporter va oltre dicendo che rispetto al Grand Guignol degli ultimi torture-porn Carpenter e il suo operatore, Yaron Orbach, optano per un’estetica più defilata, orientata ad esaltare la claustrofobia vissuta dai personaggi; ovvero mentre tutti gli elementi legati al perturbante vengono sottolineati dal lavoro sonoro (vicino agli esperimenti di Krzysztof Komeda per la colonna sonora di Rosemary’s Baby) sono i soli movimenti di macchina che incrementano la tensione…il maestro dimostra ancora una volta che il problema non è “rivelare” quanto lavorare sul modo in cui le cose vengono mostrate. Per ropeofsilicon.com tutti i problemi nascono dalla sceneggiatura di Michael e Shawn Rasmussen, talenti tutti da dimostrare, e da un campionario di ossessioni già viste fatte di specchi e porte, un film che in buona sostanza non porta niente di nuovo al genere; una delusione e un mistero sul perchè Carpenter abbia deciso che questo doveva essere il suo primo film in 9 anni. Concludiamo con slashfilm che parla del peggior film visto quest’anno; le motivazioni critiche? eccole qui: Non ho visto e non ho progettato di vedermi tutti i film realizzati nel 2010; molti dei miei colleghi hanno visto e recensito tutti i film principali usciti durante l’anno. In questo senso The Ward non è certamente il peggior film realizzato quest’anno. Forse i miei colleghi hanno visto film come Vampires Suck, Valentine’s Day, Cats & Dogs: The Revenge of Kitty Galore. Io non ho intenzione di mettere a dura prova la mia pazienza, non vedo tutti i film ma ne vedo certamente più di quanti una persona normale riesca a vederne in un anno. Quelli che ho visto li ho commentati per i miei fan su Twitter e quelli peggiori erano titoli come: Cop Out, The Last Airbender, Robin Hood. Di questi film posso dire che alcuni sono certamente più divertenti di The Ward.

 

Michele Faggi