venerdì, Ottobre 30, 2020

David Bowie – Lazarus: il videoclip

Proprio come nel video di Lazarus, David Bowie si conferma ancora una volta abilissimo tessitore di fili che utilizza maestranze e collaborazioni per costruire il proprio mondo creativo e transmediale. Un Bowie autore anche di immagini, come si diceva da questa parte, regista assoluto. Sono abbastanza chiare a questo proposito le dichiarazioni di Johan Renck, già dietro l’obiettivo per il video di Blackstar: “si potrebbe solo sognare la collaborazione con una mente come questa […]. Intuitivo, ludico, misterioso e profondo…Non ho più il desiderio di realizzare alcun video sapendo che non sarà più così speciale e soddisfacente come in questa esperienza. Sostanzialmente ho toccato il sole

Al netto dello spessore mitologico e iconico dell’artista e quindi di un timore reverenziale che manderebbe in corto-circuito chiunque, in questa vampirizzazione dell’autore nominale c’è una continuità combinatoria e allo stesso tempo “autoritaria-autoriale” che Bowie non ha mai smesso di esercitare, sostanzialmente riallocando e riposizionando i segni (assorbiti o generati ha poca importanza) ma anche le esche di un personale lessico letterario/biografico sottoposto a due processi opposti: accentramento e disseminazione.

È una continuità eretica con il proprio passato, reinventato come se fosse un continuo sabotaggio. Del resto le celebrities di The Stars are (out) Tonight non sono un’invenzione della Sigismondi se si considera che sui desideri di uno di loro Julien Temple aveva sviluppato tutta la long form di Jazzin’ for Blue Jean, storia molto più simmetrica e tassello di un’infinita serie di “scary monsters”, succubi che attentano alla propria immagine riflessa e la svuotano per riempirla di nuovo.

Ai Doppelgänger, ai vampiri, ai serial killer, al pierrot “turchese” di Ashes To Ashes che officia la cerimonia esequiale degli anni settanta, si sostituisce adesso la vecchiaia, accennata dalla crepuscolare Where are we now? e assolutamente in primo piano nelle versioni clownesche che vedono Bowie giocare con il popeye Fleischeriano nel video di Blackstar e con un Caligari stanco e a sua volta controllato come un burattino in questa nuova clip girata in 4:3, formato televisivo ottantiano per eccellenza.

Ancora una volta, l’attenzione al gesto “puro” che Bowie ha acquisito dalle lezioni di Etienne Decroux, Jean-Louis Barrault e Marcel Marceau, filtrate dall’esperienza con Lindsay Kemp, ritornano con quel Moonwalk straordinario verso l’oscurità; una sovrapposizione grottesca a tragica tra le origini e la morte, non proprio una resurrezione della carne.

Lazarus: tracce

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

Loving the Alien - David Mallet - David Bowie - 1984
Loving the Alien – David Mallet – David Bowie – 1984

 

Jump they say - Mark Romanek - 1993
Mark Romanek cita la Jetée di Chris Marker nel video di Jump they say girato nel 1993

 

David Bowie è John Merrick nella versione teatrale di The Elephant Man (Regia Jack Hofsiss - Agosto 1980)
David Bowie è John Merrick nella versione teatrale di The Elephant Man (Regia Jack Hofsiss – Agosto 1980)

 

Brian Duffy - parte di un set di foto realizzate nel 1979 per l'artwork di Lodger
Brian Duffy – parte di un set di foto realizzate nel 1979 per l’artwork di Lodger

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

Nicolas Roeg - L'uomo che cadde sulla terra - 1976
Nicolas Roeg – L’uomo che cadde sulla terra – 1976

 

The Next Day - Floria Sigismondi - 2013
The Next Day – Floria Sigismondi – 2013

 

Time Will Crawl - Tim Pope - 1987
Time Will Crawl – Tim Pope – 1987

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

Blackstar - Johan Renck - 2016
Blackstar – Johan Renck – 2015

 

David Bowie - live 1983 Madison Square Garden
David Bowie – live 1983 Madison Square Garden

 

Cracked Actor (Alan Yentob - 1974 - BBC)
Cracked Actor (Alan Yentob – 1974 – BBC)

The Heart filthy lesson - Samuel Bayer - 1995
The Heart filthy lesson – Samuel Bayer – 1995

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

Heathen artwork - 2002
Heathen artwork – 2002

 

Look Back in anger - David Mallet - 1979
Look Back in anger – David Mallet – 1979

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

Lodger artwork - 1979
Lodger artwork – 1979

Lodger - Album - Artwork - 1979
Lodger – Album – Artwork – 1979

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

The stars are (out) tonight - Floria Sigismondi - 2013
The stars are (out) tonight – Floria Sigismondi – 2013

Love is lost - David Bowie - 2013
Love is lost – David Bowie – 2013

Slow Burn - Gary Koepke - 2002
Slow Burn – Gary Koepke – 2002

Blackstar - Johan Renck - 2015
Blackstar – Johan Renck – 2015

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

The Stars are (out) Tonight - Floria Sigismondi - 2013
The Stars are (out) Tonight – Floria Sigismondi – 2013

 

Lazarus - Johan Renck - 2016
Lazarus – Johan Renck – 2016

 

Jazzin' fo Blue Jean - Julien Temple - 1984
Jazzin’ for Blue Jean – Julien Temple – 1984

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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