lunedì, Settembre 28, 2020

Scott Walker + Sunn O))) – Soused: la recensione

Non si può certo dire che Scott Walker sia tipo allergico alle nuove tendenze. Non a caso, il più europeista dei cantautori folk americani (numerosissime le cover di Jaques Brèl nel suo primo repertorio) è stato a più riprese paragonato al camaleontico David Bowie, visto da molti come il suo corrispettivo in terra d’Albione. Ma, al contrario del prolifico Duca Bianco, Walker ha mantenuto fin dal 1974 una condotta estremamente parsimoniosa: scomparendo per lunghissimi periodi dalle scene, il nostro ha licenziato appena cinque album nell’arco degli ultimi quarant’anni. Ognuno di essi ha peraltro evidenziato il progressivo scivolamento dell’artista in territori oscuri e vieppiù sperimentali. Un processo che non sempre ha portato le ciambelle ad uscire col proverbiale buco. A parere di chi scrive, il penultimo capitolo della serie (ndr: Bish Bosch, del 2012, raccontato in un ricco approfondimento di Francesco D’Elia) era un lavoro negativamente debordante ed eccessivo, nonché uno degli album più ingiustamente osannati dalla critica. Va bene l’avanguardia, ma cercare a tutti i costi di rimanere al passo con i tempi suonando basi musicali a casaccio non corrisponde alla mia idea di innovativo. Chiamatemi reazionario, ma al confronto la colonna sonora di Frank (che è stata pensata con intenti esplicitamente umoristici) sembra Bach. Stando a numerose classifiche di fine anno pubblicate da varie riviste di settore, lo stesso teatrino rischia di ripetersi col recentissimo Soused, composto e registrato a sei mani assieme ai narcolettici Sunn O))). Un disco che si aggiudica in più occasioni la top five ma che, nondimeno, consiste in un infinita, incessante, insostenibile noia dalla prima all’ultima nota. Ne convengo, si tratta di un rispettabilissimo esempio di “famolo strano” (che matto questo Scott!). Tuttavia, sono propenso a sconsigliarlo fortemente. A meno che non vi sentiate in grado di sopportare una voce operistica che per 50 minuti gareggia con i rotori di un Boeing 747 lanciato a pieno regime. Nel qual caso, tenetevelo.

Federico Fragasso
Federico Fragasso
Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco

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