Venezia Cinema 2026, tutto sulle nuove giurie

La composizione della giuria riflette un equilibrio piuttosto preciso tra produzione, distribuzione, documentario, cinema d'autore e interpretazione attoriale

La Mostra di Venezia completa il quadro delle giurie delle sezioni parallele annunciando la composizione degli organismi chiamati a decidere i premi di Orizzonti e del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” dell’83ª edizione della manifestazione diretta da Alberto Barbera, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre.

La scelta più significativa riguarda probabilmente Orizzonti, sezione che negli ultimi anni si è progressivamente trasformata nel principale osservatorio veneziano dedicato alle nuove cinematografie internazionali, ai linguaggi emergenti e alle forme meno convenzionali del racconto cinematografico.

A presiedere la giuria sarà la regista, attrice e sceneggiatrice francese Valérie Donzelli, autrice che ha costruito la propria carriera muovendosi con continuità tra cinema d’autore, commedia e serialità televisiva. Dopo l’affermazione internazionale ottenuta con La guerra è dichiarata, presentato alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2011, Donzelli è tornata recentemente a Venezia con La mattina scrivo, che nella passata edizione della Mostra ha ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura.

Accanto a lei siederanno figure provenienti da ambiti molto diversi della filiera cinematografica internazionale: il presidente di Criterion Collection e Janus Films Peter Becker, la documentarista hongkonghese-statunitense Elizabeth Lo, il regista messicano David Pablos e l’attrice italiana Barbara Ronchi.

La composizione della giuria riflette un equilibrio piuttosto preciso tra produzione, distribuzione, documentario, cinema d’autore e interpretazione attoriale. La presenza di Becker appare particolarmente rilevante: attraverso Criterion e Janus Films ha contribuito negli ultimi vent’anni alla circolazione internazionale di una parte consistente del cinema d’autore contemporaneo, dalla distribuzione statunitense di Drive My Car fino ai recenti All We Imagine as Light e The Shrouds.

Anche Elizabeth Lo e David Pablos rappresentano due traiettorie strettamente legate alla dimensione festivaliera internazionale. La prima si è affermata nel documentario contemporaneo con Stray e con Mistress Dispeller, presentato proprio a Venezia nel 2024, mentre il secondo mantiene da oltre un decennio un rapporto privilegiato con la Mostra, culminato con la vittoria del Premio Orizzonti per il miglior film ottenuta con En el camino.

Barbara Ronchi completa il gruppo portando il punto di vista dell’interpretazione attoriale italiana contemporanea e una conoscenza diretta della sezione, avendo partecipato negli ultimi anni sia al concorso principale sia a Orizzonti con opere come Familia di Francesco Costabile.

La giuria assegnerà sette riconoscimenti: miglior film, miglior regia, premio speciale della giuria, miglior attrice, miglior attore, migliore sceneggiatura e miglior cortometraggio, senza possibilità di ex aequo.

Sul fronte delle opere prime, il Leone del Futuro sarà invece affidato a una commissione più ridotta e fortemente orientata verso il cinema indipendente internazionale. A presiederla sarà la regista e sceneggiatrice milanese Carolina Cavalli, autrice di Amanda e de Il rapimento di Arabella, entrambi passati proprio da Venezia prima della circolazione internazionale nei festival nordamericani e britannici.

Con lei lavoreranno il regista britannico-nigeriano Akinola Davies Jr. e il produttore statunitense Ted Hope. Il primo rappresenta una delle figure emergenti più osservate del cinema africano e diasporico contemporaneo, reduce dal BAFTA per il miglior esordio ottenuto con My Father’s Shadow dopo la menzione speciale della Caméra d’Or a Cannes. Il secondo è invece una delle personalità più influenti del cinema indipendente americano degli ultimi trent’anni, produttore di oltre settanta film e figura centrale nella costruzione della strategia cinematografica di Amazon Studios nella seconda metà degli anni Dieci.

La giuria del Leone del Futuro valuterà tutte le opere prime presenti nelle sezioni competitive della Mostra, comprese le sezioni autonome e parallele, assegnando un premio di 100 mila dollari finanziato da Filmauro e suddiviso in parti uguali tra regista e produttore dell’opera vincitrice.

La composizione delle due giurie conferma una linea ormai consolidata nella gestione Barbera: affiancare autori e interpreti a figure provenienti dalla distribuzione, dalla produzione e dalla circolazione internazionale delle opere, riconoscendo implicitamente che il destino di un film contemporaneo non si gioca soltanto sul piano artistico ma anche su quello della sua capacità di trovare pubblico, mercati e percorsi di visibilità oltre il circuito festivaliero.

Michele Faggi
Michele Faggihttps://www.indie-eye.it/cinema
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.
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