Giffoni Film Festival, l’anteprima di Passion Club

Il Giffoni Film Festival ospiterà il prossimo 18 luglio l'anteprima di Passion Club, lungometraggio scritto, diretto e prodotto da Michele Capuano che sceglie di collocare il proprio racconto in uno spazio raramente esplorato dal cinema italiano contemporaneo: quello delle identità sospese, delle periferie post-industriali e dei luoghi della socialità queer destinati a scomparire insieme alle comunità che li hanno abitati.

La proiezione di Passion Club, in programma alle 16:30 nell’ambito di Giffoni56, sarà seguita da un workshop dedicato alla recitazione con il regista, i protagonisti Lorenzo Lazzarini e Giorgia Spinelli e l’acting coach Anna Redi.

Ambientato tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila in una periferia volutamente priva di coordinate geografiche precise, il film ruota attorno alla chiusura del Passion Club, locale notturno che per oltre vent’anni ha ospitato spettacoli drag e rappresentato uno spazio di aggregazione e riconoscimento per una parte della comunità locale.

La scomparsa del club coincide con la crisi esistenziale di Gianluca, avvocato quarantenne che proprio in quel luogo dava vita al proprio alter ego performativo Gloria. A interpretarlo è Lorenzo Lazzarini, chiamato a costruire un personaggio sospeso tra identità professionale, identità scenica e perdita improvvisa di uno spazio capace di tenere insieme entrambe.

Il suo percorso si intreccia con quello di Aurora, giovane guardia giurata interpretata da Giorgia Spinelli, figura altrettanto segnata da un passato irrisolto e da una condizione di marginalità esistenziale che il film sembra voler affrontare senza ricorrere ai codici più convenzionali del racconto di redenzione.

Più che sulla dimensione identitaria in senso stretto, Passion Club sembra infatti concentrarsi sull’incontro tra due biografie bloccate e sulla possibilità che il cambiamento possa nascere proprio dall’attraversamento condiviso della fragilità. Il film si muove così lungo un territorio che intreccia melodramma contemporaneo, racconto di formazione tardivo e cinema delle periferie, cercando un punto di equilibrio tra dimensione sociale e relazione tra i personaggi.

Il riferimento ai drag club della provincia italiana tra anni Novanta e primi Duemila introduce inoltre un elemento raramente affrontato dal cinema nazionale: quello delle geografie queer fuori dai grandi centri urbani e del ruolo che questi spazi hanno avuto nella costruzione di reti di appartenenza, socialità e protezione ben prima della diffusione dei social network e delle comunità digitali.

La sceneggiatura è firmata da Massimo Vavassori e Sofia Ranise a partire da un soggetto sviluppato insieme allo stesso Michele Capuano.

Nelle note di regia, Capuano individua nel desiderio di trasformazione il nucleo centrale della storia: non tanto il racconto di una crisi individuale, quanto l’incontro tra due persone che nel momento della maggiore vulnerabilità diventano reciprocamente la possibilità di un cambiamento.

Per il Giffoni Film Festival, tradizionalmente orientato verso il cinema dedicato alle nuove generazioni e ai processi di crescita personale, Passion Club rappresenta una scelta interessante anche dal punto di vista della programmazione: un film che affronta temi come identità, appartenenza e reinvenzione di sé attraverso personaggi adulti e marginali, evitando però di rinunciare alla dimensione del passaggio, della scoperta e della formazione che da sempre costituisce il cuore della manifestazione.

Michele Faggi
Michele Faggihttps://www.indie-eye.it/cinema
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.
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