giovedì, Luglio 29, 2021

Lamù: Beautiful Dreamer. Il Blu Ray Anime Factory: approfondimento

"Lamù: Beautiful Dreamer" è un grande film d'animazione da riscoprire. Diretto da Mamoru Oshii è un mix tra commedia e un perturbante racconto horror, con lo stile slapstick di una delle serie televisive più amate di sempre. Anime Factory Pubblica il Blu Ray, ve ne parliamo in un dettagliato approfondimento.

Anime Factory pubblica in Blu Ray il bellissimo film di Mamoru OshiiLamù: Beautiful Dreamer“. Spin-off della nota serie televisiva d’animazione è in realtà un incubo orrorifico innestato nella comicità slapstick e bislacca che i fan della serie avevano imparato ad amare.
L’edizione Anime Factory, viene pubblicata in uno slipcase cartonato che include, oltre al Blu Ray con il film e i contenuti speciali, anche due cartoline da collezione

“Lamù: Beautiful dreamer”, commedia o incubo? La storia del film diretto da Mamoru Oshii

Dovessimo fare un parallelo tra film e serie che immediatamente ci racconti lo spessore di “Lamù: Beautiful dreamer“, potremmo citare “Lupin III – Il castello di Cagliostro”. Come il film di Hayao Miyazaki, quello di Mamoru Oshii vive di luce e originalità proprie e pur partendo da personaggi e mitopoiesi conosciute, ne stravolge completamente le aspettative.

Fuori dalla serialità, che va considerata in termini completamente diversi, l’opera di Oshii è un vero e proprio classico e gioca su parametri completamente diversi dalla nota animazione televisiva che in Italia fu trasmessa con il titolo di “Lamù, la ragazza dello spazio

“Beautiful dreamer” è il secondo lungometraggio ispirato ai personaggi di Urusei Yatsura, il primo, sempre diretto da Oshii, manteneva una fedeltà maggiore al manga di Rumiko Takahashi, aderenza a personaggi e situazioni che si ripete solo in parte, per sviluppare aspetti diversi e più vicini ai temi che l’autore di “Ghost in the Shell” approfondirà nei film successivi.

Nel film distribuito in Giappone durante il 1984, l’ambientazione è quella consueta del liceo Tomobiki e la situazione di partenza mette a suo agio i fans della serie, portandoci al centro di un festival gestito da studenti. Durante i preparativi si pensa alle scenografie, incluso un grande carro armato donato da Mendo, il ragazzo più ricco della scuola. Ataru, Lamù e gli altri studenti pernottano a scuola e il tempo scorre dentro questa febbrile attesa. Ma scorre davvero? Qualcosa di strano sta accadendo e non ci vorrà molto per rendersi conto che il giorno precedente al lancio del festival, sta ripetendo se stesso senza soluzione di continuità.
Prigionieri dentro un anello temporale, Lamù, Ataru e i loro compagni vivono dentro questa falda, mentre il mondo sembra completamente svuotato.

Mentre Oshii imposta una furibonda comicità slapstick in linea con i toni della serie televisiva, introduce e sovrappone aspetti inquietanti che contrastano proprio con quel meccanismo.

La muffa nell’appartamento di un insegnante, i segni di un tempo inceppato, l’impossibilità di tornare a casa e di compiere percorsi alternativi, l’oscurità che avvolge improvvisamente personaggi persi completamente nella replica di una realtà circoscritta; tutti aspetti che disinnescano i meccanismi causali della commedia, per condurci in una dimensione perturbante.
C’è un elemento horror nel film di Oshii e questo deriva anche da questa geniale sovrapposizione che in uno stesso luogo innesca i meccanismi della gag, mentre quel riso si trasforma progressivamente in un ghigno.

Da una parte l’idea dell’autore demiurgo nel cinema d’animazione, dove la continua mutazione è intrinseca, mentre dispone dei suoi personaggi, sembra trasformare i giochi di Chuck Jones in “Duck Amuck” in un vero e proprio incubo.
Che l’idea di base sia questa, ripresa in qualche modo e con toni diversi dal John Carpenter de “Il seme della follia” è confermato dalla base tematica da cui Oshii parte, ovvero l’episodio della serie intitolato “Mezamereba akumu” e trasmesso in Italia con il titolo de “L’incubo di Ataru”. Nell’episodio, Ataru si trova a dormire in classe dopo una notte in bianco, approfittando di un momento di autogestione. Comincia a sognare una strana figura che dirige i personaggi delle storie vissute nella dimensione onirica, come se fosse un regista-demiurgo. Nel tentativo di svegliare Ataru da parte dei compagni, tutti i personaggi da lui sognati, diventeranno veri.

La cellula narrativa esisteva già e del resto Oshii aveva lavorato alla serie dirigendo 106 episodi. Da una parte quindi il riferimento ad una mitopoiesi conosciuta, ma anche al folklore giapponese. In molti citano il racconto popolare di Urashima Tarō, pescatore che sposa una principessa degli spiriti per trascorrere nel suo regno quelli che al pover’uomo sembrano solo alcuni anni. Tornando verso il suo villaggio, scoprirà che il tempo ha snocciolato secoli interi.

L’idea degli dei che modificano il tempo e la percezione della realtà, percepita come un’illusione dentro un’altra illusione, attraversa la storia della letteratura antica, basta pensare al racconto di Diogene Laerzio, mentre riporta la biografia di Epimenide di Cnosso e della sua perdita di coscienza per cinquantasette anni, dopo aver inseguito una pecora. Oppure, avvicinandoci ai primi decenni dell’ottocento, il “Rip Van Winkle” di Washington Irving, che dorme vent’anni per una sbornia alcolica e si perde la guerra di indipendenza americana. E ancora l’incubo centrale de “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, dove nessuno riconosce James Stewart, ormai morto in quella particolare falda temporale che l’angelo Clarence ha ricreato per lui.

Senza tradire i principi su cui si basa la serie e mantenendo al centro le caratteristiche comportamentali dei personaggi principali, Oshii cambia il mondo di Urusei Yatsura per introdurre all’interno di un immaginario consolidato riflessioni sul tempo, sulla nostra esistenza e sulle possibilità della narrazione.

Un grande film d’animazione da riscoprire.

Lamù: Beautiful dreamer, i contenuti speciali del Blu Ray Anime Factory

I contenuti speciali del Blu Ray “Lamù: Beautiful Dreamer” pubblicato da Anime Factory, la divisione Koch media dedicata all’animazione di qualità, contiene il trailer originale e quello italiano del film. Molto succosa invece la traccia audio dedicata al commento del film, interessante dissertazione in forma intervista con lo stesso Mamoru Oshii, che racconta dettagliatamente la genesi del progetto, le idee creative e gli aspetti realizzativi e tecnici.
Conclude la dotazione, le due cartoline da collezione che vi abbiamo mostrato nel video unboxing.

Un’occasione per ascoltare la viva voce di uno dei maggiori maestri dell’animazione contemporanea.

Lamù: Beautiful dreamer, la qualità audio-video del Blu Ray Anime Factory

Per quanto riguarda il comparto audio e video, abbiamo una codifica 1080p HD a 23.976fps che restituisce la nitidezza maggiore possibile per quanto riguarda un film uscito nel 1984 e che fu realizzato per la proiezione in panoramico. Senza ricordi del risultato in sala, difficile fare confronti pertinenti, ma il trasferimento dal negativo originale ha consentito certamente di operare un vero e proprio restauro e rimasterizzazione di ottima qualità, perdendo qualsiasi artefatto e conservando quindi una qualità eccellente per il mercato Blu Ray.
L’audio rispetta l’originale 2.0, limitandosi a pomparlo in DTS-HD. Senza eccellere, punta alla compattezza del risultato.
I sottotitoli italiani consentono di godersi una nuova traduzione fedele ai dialoghi giapponesi, mentre come accade sovente con i doppiaggi “vintage”, l’audio italiano che fu realizzato negli anni novanta per la sola uscita in home video VHS, è ovviamente ricca di imprecisioni, ma si può in questo caso dimenticare la filologia, se siamo affezionati alle voci della nostra memoria.

Fabiola Destrieri
Critico cinematografico. Si occupa della relazione tra arte e cinema. Ha collaborato con alcune riviste del territorio milanese e con alcune gallerie d'arte.

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IN SINTESI

"Lamù: beautiful dreamer" è il lungometraggio di Mamoru Oshii che prende le mosse dalla nota serie animata "Urusey Yatsura", conosciuta in Italia con il titolo di "Lamù: la ragazza dello spazio". Il film è uno spin-off che mantiene lo spirito bislacco della serie, ma introduce alcuni elementi perturbanti che ne fanno un vero e proprio classico.

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