venerdì, Dicembre 4, 2020

Erde (Earth) di Nikolaus Geyrhalter – Berlinale 69 – Forum: recensione

Cosa c’è di più semplice, per chi vuole capire il mondo in cui viviamo, di pensare alla terra? Raccontare la Terra partendo dalla terra e dando voce a qualche terrestre. Idea elementare, al confine col genio, che il documentarista Nikolaus Geyrhalter svolge al massimo delle sue capacità.

Già in “Unser täglich Brot” (2005) Geyrhalter riesce a fare un discorso profondamente ambientalista e antispecista limitandosi a filmare come viene prodotto il cibo in Europa. Novanta minuti senza parole che valgono come un pamphlet al veleno. In “Abendland” (2011) prende alla lettera il termine tedesco per occidente, “terra della sera”, e porta sullo schermo ciò che accade dal tramonto in poi. “Homo sapiens” (2016) è, fin dal titolo, uno sguardo franco e scientifico sul cosiddetto Antropocene. Erde ne è la logica prosecuzione.

Una didascalia all’inizio del film spiega come la natura sposti ogni giorno 60 milioni di tonnellate di terra e detriti. L’uomo, invece, ne sposta 156 ed è quindi il fattore geologico più influente del pianeta. Antropocene, appunto. Poi parte l’indagine: sette posti diversi tra l’Europa e il Nord America, sette distese di terra sulle quali l’uomo esercita un potere plasmante che sembrerebbe assoluto ma di cui, per stessa ammissione degli intervistati, non si conoscono le conseguenze di lungo termine.

Dalla San Fernando Valley piena di camion e ruspe al traforo del Brennero, dal carbone ungherese al rame spagnolo, fino ai rifiuti radioattivi ammassati a centinaia di metri di profondità in una ex miniera di sale tedesca. Geyrhalter mette insieme plongées dal punto di vista di una nuvola ed esplosioni filmate a pochi metri di distanza, interviste rustiche con le risposte separate da un millisecondo di nero, piani fissi in cui si contempla la materia spostata dall’uomo e brividi fanciulli, in movimento, dalla prospettiva di chi il lavoro lo compie.

Un documentario istruttivo pur senza portare cifre a iosa, eloquente nella sua autorevole semplicità, persino spassoso. Geyrhalter mette la propria nota a piè di pagina a un dramma noto. Purtroppo non sta a lui, ma a noi, capire che così non potremo andare avanti a lungo.

Christian Del Monte
Christian Del Monte (Matera, 1975) è scrittore e fotografo. Sue passioni: cinema, linguaggi visivi, storiografia, caos

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Advertisment

FESTIVAL

Irish Film Festa 2020. 18 corti in streaming gratuito

Il festival del cinema irlandese presenta 18 corti dal 27 al 29 novembre in streaming gratuito

Moving On di Yoon Dan-Bi: recensione

Il piccolo Dongju e la sorella adolescente Okju vanno a vivere nella casa del vecchio nonno insieme al padre, dopo la separazione dalla moglie. Primo film per la regista coreana Yoon Dan-Bi, racconto di perdita e di formazione visto al Torino Film Festival 2020

Lucky di Natasha Kermani: recensione

Natasha Kermani dirige Lucky, thriller che circoscrive l'aggressione contro una donna all'interno della propria casa. Nessuno prende la cosa sul serio e la grave minaccia mette in crisi certezze e razionalità. Visto al Torino Film Festival 2020

Casa de antiguidades di João Paulo Miranda Maria: recensione

Casa de Antiguidades è il primo lungometraggio del brasiliano João Paulo Miranda Maria. Antônio Pitanga, volto storico del Cinema Novo brasiliano interpreta Cristovam, anziano lavoratore costretto a trasferirsi dal nord al sud del Brasile. Il lavoro in una fabbrica di latticini all'interno di un'ex colonia austriaca acuisce un contrasto culturale e sociale che esploderà in una trasformazione radicale e irreversibile. Visto al Torino Film Festival 2020

Wildfire di Cathy Brady: recensione

Kelly torna dalla sorella Lauren in una città non precisata sul confine tra Irlanda del Nord e Irlanda del sud. Scomparsa per un anno cercherà di ritrovare le origini di un trauma insieme alla sorella, sulle tracce della madre morta e contro le convenzioni del luogo. Wildfire è l'esordio di Cathy Brady visto al Torino Film Festival 2020

ECONTENT AWARD 2015