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Gli horror non mi spaventano, ma Cannes si. Un esilarante Bill Murray nella conferenza stampa di "The Dead Don't Die", il nuovo film di Jim Jarmush presentato alla 72/ma edizione del festival.  

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The Dead Don’t Die, lo zombie movie di Jim Jarmush a suon di rock’n’roll a Cannes 2019, la conferenza stampa con il cast e il regista

Due cadaveri nell’unico diner nella piccola cittadina di Centerville. Il capo della polizia Cliff, interpretato da Bill Murray, non crede ai suoi occhi. Le ipotesi di chi abbia potuto compiere un tale massacro ricadono su due opzioni: animali selvatici o zombies. Il collega di Cliff, Ronald (interpretato da Adam Driver) é consapevole della fine che li attende. Una serie di presagi li accompagna durante la loro indagine come il ripetersi della canzone “the dead don’t die”. La fine del mondo é vicina.

“The dead don’t die é una metafora della societa in cui viviamo” Cosi il pluripremiato regista Jim Jarmush da il via alla conferenza stampa per il suo film presentato al festival di Cannes

“É una horror comedy -continua l’artista- non so esattamente cosa ho creato e forse non sono la persona adatta a cui chiederlo in questo momento” prosegue in maniera ironica.

Domanda per Tilda Swinton: cos’ha pensato dopo aver letto lo script?

“Zombies!? Ecco cosa ho pensato. Ero sicura che Jim non avrebbe resistito all’idea di fare un film sugli zombies. Personalmente sono stata tanto sorpresa quanto emozionata all’idea di poter recitare in un film di questo genere.”

Jarmush, hai un legame particolare con il genere horror? Personalmente cosa ti spaventa?

“Da bambino sono sempre stato incuriosito da questo genere, in particolare dalla serie Universal Monsters. In realtà sono sempre stato più interessato e divertito nel trattare vampiri più che zombies. In particolare ho una certa affinità con i film di Sam Raimi e Jhon Carpenter.
In ogni caso sono interessato a tutti i tipi di film, e probabilmente il genere horror non é la mia specialità.”

“Romero” –prosegue il regista- “ha avuto un ruolo molto importante per me. Credo abbia cambiato l’idea della figura del mostro, in quanto nel suo cinema vengono spesso rappresentati come se fossero estranei rispetto alla struttura sociale. Sono vittime, ma allo stesso tempo mostri e –ovviamente- carnefici.”

Domanda rivolta a tutto il cast: qual é la vostra relazione con il genere horror?

Tilda Swinton

“Non sono mai stata particolarmente attratta dai film horror, tuttavia per quanto mi possano intrigarmi ci sto ancora lavorando.”

Chloë Sevigny

“Personalmente mi terrorizzano. Credo che l’Esorcista mi abbia segnato profondamente”

Selena Gomez

“Ne sono letteralmente ossessionata, fin da piccola guardavo qualsiasi tipo di film horror e tutt’ora sono ossessionata da film come Zombieland o The walking dead.”

Bill Murray

“Gli horror non mi spaventano, ma Cannes si” replica in maniera ironica l’attore.

Per Bill Murray: come hai sviluppato il senso dello humor all’interno del film?

“Personalmente per affrontare una giornata di lavoro metto in conto qualsiasi eventuale pericolo. I pericoli sono dietro l’angolo e non si e mai certi di poter esserci ancora il giorno dopo. Perciò vivo il set secondo quest’ottica. Penso che ogni giorno sia sempre l’ultimo giorno e l’ultima ripresa. In questo modo riesco a gestire ogni situazione ed affrontare in maniera positiva ogni momento.”

Bill, come ha fatto Jim a convincerti a lavorare in un film di questo genere?

“Jim é pieno di soldi” –risponde sarcasticamente- “Mi ha offerto un sacco di regali oltre ad essere un abile manipolatore.
Scherzi a parte, la sceneggiatura mi piaceva, era divertente e a tratti brillante.”

Jim, si puo parlare di fatalismo nel film?

“Non ho mai pensato in maniera particolare ad un possibile fatalismo – risponde Jarmush – Mi sono invece concentrato su una tematica diversa, ovvero: vivere la vita per ogni suo singolo momento, tralasciando le difficoltà del pianeta. Apprezzare di più la coscienza umana dato che a mio avviso é una caratteristica che rende l’uomo unico nel suo genere. Cosi come apprezzare a fondo i piccoli momenti della vita quotidiana. Questi a mio avviso sono i segreti per affrontare le difficoltà della vita.

Per Jim Jarmush: la crisi ecologica é un aspetto del film che si riferisce alla tua visione delle catastrofi naturali attuali?

“The dead don’t die non é un film politico e non vedo come possa esserlo. Personalmente ritengo che la politica sia soltanto una distrazione. Il cambiamento sarebbe nelle nostre mani se soltanto lo volessimo, il problema é che il tempo sta ormai finendo.
I teenager, a mio avviso, sono la vera soluzione di questo problema. Oggi giorno definiscono molte più cose di quanto pensiamo. Influenzano il mondo musicale e il nostro modo di vestirci. Quindi confido in loro per un possibile cambiamento.”


 

Marcello Becca

Marcello Becca

Marcello Stefano Becca è laureato in scienze della comunicazione preso l’Università di Bologna, dove studia attualmente il corso di laurea magistrale in comunicazione pubblica e d’impresa. Appassionato di cinema e fotografia, produce cortometraggi