Lo schermo dell’arte, a novembre 2026: anticipazioni

La manifestazione, sostenuta da Fondazione CR Firenze e inserita nel programma dei Cinquanta Giorni di Cinema a Firenze, conferma il proprio radicamento nel tessuto culturale cittadino grazie alla collaborazione con realtà quali Fondazione Palazzo Strozzi, NYU Florence, European University Institute e IED Firenze.

Il rapporto tra arte contemporanea e immagini in movimento torna al centro della scena culturale fiorentina con la diciannovesima edizione di Lo schermo dell’arte, in programma dall’11 al 15 novembre 2026 al Cinema La Compagnia e in numerosi altri luoghi della città. Considerato uno dei principali appuntamenti europei dedicati al cinema d’artista e alle moving images, il festival diretto da Silvia Lucchesi affiancherà alle proiezioni un articolato calendario di mostre, incontri, lecture e produzioni realizzate in collaborazione con istituzioni culturali italiane e internazionali.

La manifestazione, sostenuta da Fondazione CR Firenze e inserita nel programma dei Cinquanta Giorni di Cinema a Firenze, conferma il proprio radicamento nel tessuto culturale cittadino grazie alla collaborazione con realtà quali Fondazione Palazzo Strozzi, NYU Florence, European University Institute e IED Firenze.

Il focus dell’edizione 2026 sarà dedicato alla filmmaker uzbeka Saodat Ismailova, una delle figure più significative della scena artistica centroasiatica contemporanea. Attraverso il recupero di tradizioni orali, memorie collettive e genealogie femminili, Ismailova ha costruito negli anni un’opera profondamente legata alla storia culturale dell’Asia centrale. Il festival presenterà quattro lavori realizzati tra il 2017 e il 2026, accompagnati da una lecture dedicata alla sua ricerca.

Ad aprire la manifestazione sarà invece Euphoria (2026) di Julian Rosefeldt, opera che attraversa la storia del capitalismo occidentale mettendo in dialogo testi economici, filosofici e letterari all’interno di una New York immaginata come spazio distopico. Parte del film è stata girata a Kyiv pochi giorni prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, elemento che conferisce oggi al progetto una risonanza ulteriore.

Tra le anteprime italiane figurano alcune delle opere più attese del panorama internazionale delle immagini in movimento. In BORDERLAND (2026), Melik Ohanian trasforma il tetto di un edificio di Brooklyn in un territorio sospeso abitato da migranti e segnato dall’idea stessa di confine. Con The Sentinel (2026), presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes, Ali Cherri affronta invece le conseguenze psicologiche dell’esperienza militare e della violenza istituzionale.

Lo sguardo sul presente attraversa anche Like Moths to Light (2026) della regista e artista Gala Hernández López, riflessione sulle forme contemporanee del capitalismo e sulla sua capacità di occupare persino la dimensione del desiderio e dell’immaginazione. L’opera è stata realizzata grazie al VISIO Production Fund ed è coprodotta insieme a Fondazione In Between Art Film e Human Company.

La guerra in Ucraina ritorna invece nel lavoro Homecoming (2025) degli artisti ucraini Yarema Malashchuk e Roman Khimei, progetto commissionato da Thyssen-Bornemisza Art Contemporary che riflette sul ritorno simbolico e fisico in una patria trasformata dal conflitto. Sul tema della violenza collettiva interviene anche [ÒDIO] (2026), nuovo lavoro del collettivo teatrale e performativo Motus, sviluppato grazie al sostegno dell’Italian Council 2024.

Tra gli eventi speciali della manifestazione spicca la mostra Scénarios et les cinq cahiers de Scénario de Jean-Luc Godard, organizzata insieme a Fondazione Palazzo Strozzi e ospitata negli spazi della Strozzina. Per la prima volta in Italia saranno presentati gli ultimi lavori realizzati da Jean-Luc Godard: cinque quaderni contenenti disegni, collage e appunti preparatori insieme ai film Scénarios e Exposé du film annonce du film “Scénario”, entrambi completati nel 2024 e strettamente legati alla fase conclusiva della ricerca artistica del cineasta franco-svizzero.

La dimensione ecologica sarà invece al centro della lecture-performance Undercurrents, creata appositamente per il festival dal duo svizzero formato da Maria Iorio e Raphael Cuomo. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Villa Romana, utilizza l’acqua come elemento attraverso cui leggere i rapporti tra ecologia, storia e politica.

Accanto alla programmazione principale proseguirà anche VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, il programma dedicato agli artisti emergenti che lavorano con il cinema e le immagini in movimento. Giunto alla quindicesima edizione e curato da Leonardo Bigazzi, il progetto ha raccolto quest’anno 140 candidature provenienti da 53 paesi, confermando la propria dimensione internazionale e una significativa presenza di artiste donne.

Elemento centrale dell’iniziativa rimane il VISIO Production Fund, fondo destinato agli artisti under 35 e dotato di 35.000 euro, sviluppato insieme al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, alla Fondazione In Between Art Film e, da quest’anno, anche al MACBA, con il sostegno di Human Company.

Le proiezioni del festival saranno accompagnate anche da una programmazione online disponibile sul canale dedicato di MYmovies ONE dall’11 al 22 novembre, mentre l’ingresso alle attività in presenza sarà gratuito per il pubblico under 30.

Fondata a Firenze nel 2008, Lo schermo dell’arte si è progressivamente affermata come una delle principali piattaforme europee dedicate alle relazioni tra cinema e arte contemporanea, ospitando negli anni artisti come Yuri Ancarani, Rosa Barba, Jeremy Deller, Isaac Julien, Shirin Neshat e Hito Steyerl, consolidando un ruolo centrale nell’osservazione delle trasformazioni del linguaggio audiovisivo contemporaneo.

Michele Faggi
Michele Faggihttps://www.indie-eye.it/cinema
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.
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