Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Presentato con successo allo scorso festival di Torino, arriva in sala il 26 giugno Tutte le Storie di Piera, in doppia versione 

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Presentato con successo allo scorso festival di Torino, arriva in sala il 26 giugno la doppia versione del film di Peter Marcias dedicato alla carriera della straordinaria attrice Piera Degli Esposti. Per la prima volta in Italia si sperimenta una diffusione double face: l’uscita del film nelle sale ed in contemporanea le proiezioni di una versione speciale in vari teatri all’aperto nei quali l’attrice dialogherà dal vivo con le immagini inedite e le testimonianze che scorrono alle sue spalle sul grande schermo. Si ripercorre così una carriera artistica “sempre all’avanguardia” ed il vissuto spiazzante di una personalità vulcanica, indomabile e al tempo stesso romantica che sono poi i modi in cui la raccontano in questo film i registi importanti che l’hanno diretta: da Bellocchio a Sorrentino, da Ferreri a Moretti, dai fratelli Taviani a Tornatore, Wertmüller e Milani.

“I ricordi di Piera” dice Peter Marcias “spaziano dalla casa colonica nella campagna emiliana, al laboratorio di sartoria frequentato dopo la scuola, fino a raccogliere tra i frammenti delle sue “memorie fluttuanti” i ricordi dei suoi primi amori e del teatro bolognese, dove già sognava di vestire i panni di Cleopatra, della signorina Giulia e delle protagoniste di Joyce. Piera è stata la musa ispiratrice di tanti scrittori e registi dell’avanguardia, protagonista, tra i tanti, di Serata d’Amore, Molly cara, Prometeo incatenato, Rime di Michelangelo, Edipo a Colono, Pas d’oubli dans mon coeur. Opere e personaggi teatrali che hanno reso “grande” e indimenticabile l’interprete di questi e di molti altri ruoli, tanto da regalarle un posto nell’Olimpo dei grandi artisti controversi, tra coloro che si sono confrontati sia con un repertorio classico che con quello d’avanguardia, uscendone sempre da artisti vincenti, tanto da meritare da Eduardo la definizione di “o’ verbo nuovo”. E la sua vita – mai come in questo film così scandagliata- è raccontata attraverso l’uso di alcune parole chiave su cui riflettere, come le “voci” che hanno influenzato tutta l’esistenza dell’attrice, l’“amicizia” con le sue amiche Lina Wertmuller e Dacia Maraini, l’ “amore” controverso e difficile con Marco Ferreri (suo compagno per molto tempo oltre che regista anarchico e ribelle del cinema italiano, autore, tra l’altro, di Storia di Piera, il film che racconta l’amarezza dell’infanzia e le ombre della giovinezza di Piera), il “teatro” d’avanguardia e d’autore, il “cinema” con i maestri Bellocchio, Sorrentino, Tornatore, Moretti ma anche quello con i nuovi cineasti”