Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Il film di Matt Ross nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival 2012, la recensione 

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Dai tempi del leggendario Ultimo tango a Parigi, il cinema è abituato a rendez vous amorosi fugaci e silenziosi (si pensi al più recente Intimacy o, per certi versi, ma con una buona dose di psicanalisi in più, a Il danno di Louis Malle) in appartamenti anonimi. Sconosciuti che si incontrano e si scoprono. Passioni che sbocciano frenetiche, totalizzanti ed esclusive, contro le regole della ragione e del buon senso. Spesso, a quanto pare, il tasso del desiderio sale esponenzialmente se il nome del partner più o meno occasionale resta ignoto. L’attore Matt Ross, trasferitosi dietro la macchina da presa, elegge la summa a regola (d’arte?) in 28 Hotel Rooms : ventotto quadri di amore clandestino, sesso, litigi e rese dei conti fra uno scrittore e un’analista finanziaria attraverso un’America occultata dietro superfici specchiate e finestre sempre chiuse. L’attrazione diventa amore e il coinvolgimento necessità. L’incontro di una notte si trasforma in un rapporto a lunga scadenza, fra matrimoni, figli e crisi familiari. Le stanze d’albergo sono gusci, che proteggono la coppia da un mondo esterno troppo complicato, e prigioni che finiscono per chiudere la porta a ogni ipotesi di cambiamento. Il regista esclude tutto il resto, concentrandosi sui corpi, i volti e le smorfie dei due protagonisti, nello squilibrio delle passioni contingenti e di progetti di vita che sembrano non incontrarsi mai. L’universo esterno è un pallido ricordo, che irrompe sporadicamente fra le pareti ovattate, le vasche da bagno e le cene consumate a letto. La normale dimensione temporale scompare, soppiantata dal susseguirsi di istanti, identificati soltanto dal numero della camera in cui i due amanti di volta in volta si ritrovano. Le poche informazioni che si scambiano illuminano e celano le rispettive esistenze, gli scatti di carriera, le delusioni, i tradimenti e i nuovi amori. La spensieratezza iniziale lascia il posto a rancori e recriminazioni, ma senza un tempo effettivo anche la possibilità di un’evoluzione svapora. Il rapporto fra i due amanti si avvita costantemente su se stesso, nel ripetersi delle promesse e degli addii, tanto che il primo incontro potrebbe essere l’ultimo, confinato in un non luogo che inscatola gli amanti, in una lontananza che non conosce svolte e cesure.

Sofia Bonicalzi

Matt Ross
28 Hotel Rooms
USA - 2012

Con Chris Messina, Marin Ireland