Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Febbraio 16th, 2013
Berlinale 2013 – Concorso – Vic + Flo ont vu un ours di Denis Côté (Canada, 2013)

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VicFloontvuunoursCon la sua nuova opera intitolata Vic + Flo ont vu un ours, il regista canadese Denis Côté (Bestiaire, 2012; Carcasses, 2009; Chaos, 2008) si presenta in concorso alla Berlinale 2013 con una storia d’amore tra due donne ambientata in un piccolo paesino del Quebec.
Victoria Champagne (Pierrette Robitaille), una donna sui sessant’anni da poco uscita di prigione, vuole ricominciare una nuova vita insieme alla sua giovane compagna Florence Richemont (Romane Bohringer), ex compagna di cella, andando a vivere nella casa in campagna del vecchio zio, ormai paralitico e in fin di vita. A vegliare sul suo percorso di reinserimento nella società c’è l’agente Guillaume Perreira-Leduc (Marc-André Grondin). Victoria tuttavia non riesce a sentirsi appagata dalla nuova situazione, col suo stato d’animo che peggiora sempre di più con l’accorgersi, man mano, di come Florence si stia allontanando da lei. La giovane donna avverte infatti sempre di più il bisogno di porre termine all’oppressivo rapporto di coppia instauratosi tra lei e Victoria, finendo col trascorrere buona parte delle sue serate nel bar del paese, a farsi rimorchiare da uomini. Solo dopo diversi ripensamenti e con l’aiuto di Guillaume, Florence trova, infine, il coraggio di parlare francamente all’amica e lasciarla. Sembrerebbe la storia volga melanconicamente al termine ma proprio a quel punto la vicenda prende in modo del tutto inaspettato una tragica svolta. Il finale del lungometraggio ci mostra Victoria e Florence, ormai fantasmi, allontanarsi dalla scena del delitto, lasciandosi dietro quello che fino a qualche ora prima era il loro mondo.

Vic + Flo ont vu un ours riconferma Denis Côté come tra i registi più interessanti nel panorama del nuovo cinema canadese. La fotografia e le inquadrature sono stilisticamente eleganti, l’uso delle luci è attento ed efficace, il montaggio trasmette bene i cambiamenti di ritmo dettati dalla storia non precludendosi istanti di sperimentazione. Gli attori sono all’altezza dei loro ruoli proponendo un’interpretazione molto naturalista, quasi mai sopra le righe. Se tutto ciò rende questo lavoro un solido prodotto cinematografico, a rendere in parte deludente la resa finale è invece la sceneggiatura. Molti sono gli elementi narrativi che vengono prima introdotti per poi essere lasciati da parte senza essere adeguatamente sviluppati. Inoltre il rapporto di coppia tra Victoria e Florence non viene realmente approfondito, restando a un livello cartolinistico. Infine, la parte iniziale e quella finale risultano essere giustapposizioni del tutto gratuite che alla storia né tantomeno al filmico aggiungono nulla.


 

Christian Del Monte

Christian Del Monte

Christian Del Monte (Matera, 1975) è scrittore e fotografo. Sue passioni: cinema, linguaggi visivi, storiografia, caos