Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina segue le misure vigenti in materia di limitazioni agli spostamenti, physical distancing e relative alla chiusura dei luoghi di cultura, contenute nell’ultimo decreto. Misure che non consentono date certe, non solo per il FESCAAAL, ma per festival e manifestazioni pubbliche di ogni genere. Il festival rimanda la 30/ma edizione a data da definire, se sarà possibile, in autunno. I dettagli 

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Avrebbe dovuto tenersi dal 2 al 10 maggio, ma la persistenza dell’emergenza epidemiologica COVID-19, costringe gli organizzatori del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina a rimandare la 30/ma edizione a data da definirsi. Forse l’autunno 2020, se ci saranno i presupposti, di certo non nel periodo estivo che al momento ci sembra improbabile per tutti i festival italiani.

Sono rimandate quindi tutte le iniziative speciali e collaterali al programma, che erano previste per festeggiare il 30/mo anniversario del festival. Le motivazioni della direzione riguardano ovviamente le misure vigenti “in materia di limitazioni agli spostamenti, physical distancing e soprattutto relative alla chiusura dei luoghi di cultura, contenute nell’ultimo decreto“. Queste “non consentono di poter annunciare delle date certe per la prossima edizione non solo del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, ma dei festival o delle manifestazioni pubbliche di qualsiasi genere, fino a che la situazione a livello globale non sarà più chiara

Mosse dall’ottimismo e dalla speranza necessarie anche per dare senso al grande lavoro svolto da tutto lo staff finora – hanno dichiarato Alessandra Speciale e Annamaria Gallone, direttrici artistiche del FESCAAAL – abbiamo sperato fino all’ultimo di poter rispettare le nuove date di maggio per la trentesima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Ci duole molto, ma, ovviamente, non sarà possibile

Che cosa ne sarà dei festival, si interrogano le due direttrici? Le insicurezze sono molte e riguardano tutta la filiera del cinema, dalla produzione, fino alle sale e all’allestimento di eventi: “Oggi più che mai, è importante riflettere, osservare con l’auspicio di poter scrivere la sceneggiatura dei giorni che verranno, ragionando in rete con tutti i rappresentanti del settore e delle istituzioni”.

Un aspetto affrontato da Indie-eye, nel monitoraggio costante di eventi e festival durante questa fase critica globale, è quello della riconversione temporanea degli eventi in forma digitale. Operare in quella direzione non è sempre così facile, non solo per l’utilizzo di un framework tecnico e di mezzi difficilmente attivabili in tempi brevi, ma anche per le caratteristiche di alcuni festival, inadatte ad una versione virtuale. Lo conferma il direttivo di FESCAAAL, che esclude la possibilità di un’edizione online, per la natura sociale della manifestazione, che da sempre ha dato priorità agli incontri con gli autori, al confronto, allo scambio. Più coerente allora rimandare aspettando tempi migliori, senza rinunciare o forzare la propria vocazione identitaria.

FESCAAAL ha inoltre un’attitudine didattica importante, perché integra da due anni il “MiWorld Young Film Festival”, kermesse interculturale dedicata alle scuole e prevista durante il normale svolgimento del contenitore generale.
In un periodo in cui le scuole affrontano le difficoltà e le sfide della didattica digitale, insicurezze e digital divide annesso, il festival non può progettare a breve termine gli eventi didattici connessi.

Per ulteriori informazioni sul 30° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina e sulla 2a edizione di MiWY, consultare www.festivalcinemaafricano.org

Michele Faggi