martedì, Settembre 29, 2020

Jean Luc Godard: Lettera in movimento per Gilles JACOB and Thierry FREMAUX – Cannes 2014

Godard Porta a cannes un’opera sconvolgente che ci parla dal futuro; “il presente è morto” dice uno dei personaggi, e con la furia di un poema cinematografico, mette insieme immagini velocissime, colori saturi, parole che escono dallo schermo e si ricombinano in profondità con un uso del 3D materico, quasi tattile, non così distante da quello di Herzog nell’esondare dal quadro, ma ancora più radicale nella distruzione del concetto di inquadratura, perchè questa ormai risiede nelle possibilità di chi guarda, quasi un’esperienza pre formale, con il suono che erompe violentemente e la camera che diventa essa stessa un personaggio. Tutti i frammenti filosofici, cinematografici, storici, i segni il suono e la parola, le scritte i titoli e la natura, sembrano sfruttare il mezzo per collocarsi in profondità. Addio al linguaggio, per come lo abbiamo codificato.

Godard non era presente in conferenza stampa, all’ultimo secondo ha inviato una video lettera, una sorta di prolungamento o di preludio al film, che mette insieme alcune sue parole, estratti da alcuni suoi film più alcune citazioni da Jacques Prevert e Hannah Arendt.

“Caro Presidente, caro direttore e cari colleghi. Ancora una volta vi ringrazio per avermi invitato al festival, ma come sapete non faccio parte del sistema distributivo da molto tempo, e non sono dove voi pensate che io sia. Al momento sto seguendo un’altra strada. Ho abitato altri mondi, alcune volte per anni, altre per pochissimi secondi, protetto dagli appassionati di cinema; sono andato e rimasto”

[…]

“il rischio della solitudine è anche il rischio di perdersi, il filosofo lo accetta perchè accetta la verità di meravigliarsi su questioni metafisiche, che attualmente sono le sole che tutti si chiedono. La logica del filosofo è chiedersi se c’è un modo per trattenere l’altro, questo è quello che noi chiamiamo logica”

[…]

“Neanche io ho il cuore nella mia bocca (riprende una frase dal suo Re Lear, vista e ascoltata pochi secondi prima)
Così me ne vado dove il vento soffia (si vede un’immagine di Truffaut con una macchina da presa) cosi come le foglie d’autunno quando vengono spazzate via.
L’anno scorso, per esempio, ho preso la tramvia, che è una metafora, la metafora e….”

[…]

“tornare, tornare a pagare dal 1968 all’Havana Bar…e adesso, credo che la possibilità di spiegare le cose sia la sola scusa per combattere con il linguaggio…come sempre, credo che non sia possibile…questo 21 maggio…questo non è più un film, ma semplicemente un waltzer, mio presidente (si sente “take this waltz” di Leonard Cohen e un sample brevissimo della voce di Bob Dylan) per trovare il giusto equilibrio con il vicino destino

Cordialmente

Jean luc Godard”

Redazione IE Cinema
Redazione IE Cinema
Per contattare la redazione di Indie-eye scrivi a info@indie-eye.it Oppure vieni a trovarci attraverso questi profili: Indie-eye Pagina su Facebook | Indie-eye su Twitter | Indie-eye su Youtube | Indie-eye su Vimeo

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Advertisment

FESTIVAL

Glocal Film Festival: call aperte

Come da tradizione, il lancio dei bandi delle sezioni competitive Panoramica Doc e Spazio Piemonte per la 20a edizione del Glocal Film Festival, che si terrà dall’11 al 15 marzo 2021 al Cinema Massimo-MNC, si sposa con una serata dal respiro internazionale: la tappa torinese del Manhattan Short Film Festival.

CinemAmbiente: l’anteprima di Rebuilding Paradise di Ron Howard

Spostato a causa dell’emergenza sanitaria dal tradizionale periodo tardo-primaverile a quello autunnale, il Festival, organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Gaetano Capizzi, si svolgerà a Torino dal 1° al 4 ottobre

Careless Crime di Shahram Mokri: recensione

Dopo due film tanto simili sembrava che Mokri avesse trovato il proprio personalissimo sistema di fare cinema e che fosse intenzionato a portarlo ancora avanti. Careless Crime però è diverso, ma allontanandosene ricorre alla riflessione sul tempo e lo spazio per trasformarsi in una dichiarazione d’intenti. La recensione di Careless Crime

Ca’ Foscari Short Film Festival 2020: Un festival diffuso

Dario Argento, Pino Donaggio, Lorenzo Mattotti gli ospiti speciali del Ca' Foscari Short. Festival "diffuso" tra location fisiche e web

The Flood Won’t Come di Marat Sargsyan: recensione

The Flood Won't Come, una decostruzione dell'aura sacrale che circonda l'odore della guerra. Visto alla SIC di Venezia 77, la recensione

ECONTENT AWARD 2015