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È dedicata a Dirk Bogarde la retrospettiva del 32mo Bergamo Film Meeting 

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Sono 24 i lungometraggi che il Bergamo Film Meeting ha selezionato per la retrospettiva didicata a Dirk Bogarde all’interno della 32ma edizione del festival che si svolgerà a Bergamo dall’8 al 16 marzo 2014, e che come ogni anno proporrà una rassegna di altissima qualità costituita da 100 film provenienti dal panorama cinematografico nazionale e internazionale, con particolare attenzione al cinema autoriale e d’essai.

Fino al 13 dicembre 2013 è aperto il bando per partecipare alla 32a edizione di Bergamo Film Meeting nella sezione Mostra Concorso, per i film narrativi, e nella sezione Visti da vicino, per i documentari. Tutte le informazioni sul sito: www.bergamofilmmeeting.it
Nato a Hampstead, Londra il 28 marzo 1921 con il nome di Derek Jules Gaspard Ulric Niven van den Bogarde, da padre oriundo olandese, grafico presso il «Times», e madre scozzese proveniente da una famiglia di artisti, il giovane Dirk venne avviato a studi d’arte, abbandonati ben presto in favore della recitazione. La sua carriera sullo schermo può essere suddivisa in tre grandi fasi: gli inizi, tra la fine degli anni ’40 e per tutti i ’50, come protagonista di mélo, drammi bellici, storici e noir; gli anni ’60, dove è il volto del cinema d’autore britannico, a partire da Victim (id., 1961), poi grazie al fecondo sodalizio con Joseph Losey (Il servo, The Servant, 1963; Per il re e per la patria, King & Country, 1964;Modesty Blaise, id., 1966; L’incidente, The Accident, 1967), nonché altre preziosissime collaborazioni con autori come Schlesinger (Darling, id., 1965); la fase, infine, del cinema d’autore “continentale”, con registi come Visconti (La caduta degli dei, 1969; Morte a Venezia, 1971), Cavani (Il portiere di notte, 1974), Resnais (Providence, 1977), Fassbinder (Despair, id., 1978), Tavernier (Daddy Nostalgie, 1990, suo ultimo film). Nelle sue interpretazioni, Bogarde si è distinto per una presenza scenica elegante, precisa, seducente e ambigua se non addirittura minacciosa e di sensuale intensità dietro l’apparente e disinvolto distacco, di un’intelligenza blasée ma al contempo tagliente come un coltello.


 

Roberta Petrachi

Roberta Petrachi

Roberta Petrachi si è laureata in Storia e Critica del Cinema con una tesi sul cinema di Georges Franju. Ha scritto per numerose realtà online di cinema e teatro.