sabato, Agosto 15, 2020

Father and son di Hirokazu Kore-eda: l’intervista

Hirokazu Kore-eda ha ottenuto con Father and Son (Like Father, Like Son nella versione distribuita in Italia) il premio della giuria al festival di Cannes 2013, con un film che parla ancora una volta della famiglia. Like Father, Like Son (Soshite Chichi Ni Naru), in uscita oggi, 3 aprile 2014 anche in Italia, racconta la storia di Ryota (Masaharu Fukuyama) e della sua elegante moglie Midori (Machiko Ono), la coppia vive in una perfetta casa moderna dove è impegnata nell’educazione del loro unico figlio, condotta in modo molto duro. Un giorno l’ospedale li informa con una devastante notizia: il loro vero bambino è stato scambiato sei anni fa ed è stato allevato da un’altra famiglia.

“Quello dellla famiglia non è l’unico soggetto sui cui mi concentro” ha raccontato in occasione del festival francese Kore-eda Hirokazu “ma è vero che sono molto legato ad esso. Si tratta di un tema che mi piace esplorare. Sono diventato padre e ho perso i miei genitori, per cui è abbastanza naturale che esamini questo tema nei miei film. Ho iniziato con un personaggio che ha un orgoglio molto forte e ho voluto creare un contrasto. Volevo arrivare a generare uno sconvolgimento nel suo sistema di valori, che è il motivo della seconda famiglia, che ha una forte identità”.

Nel film non c’è intenzione di dare un giudizio sulle due famiglie: “Mi sono concentrato sul personaggio principale, volevo creare un contrasto tra quest’ultimo e il padre dell’altra famiglia. Un padre è vincente, l’altro è un perdente” – ha spiegato il regista.

Inoltre Hirokazu Kore-Eda ha dichiarato di non aver voluto rappresentare due classi sociali giapponesi: “Non volevo mostrare la differenza di classe sociale, ma due famiglie diverse. Volevo un padre che fosse motivo di shock per il personaggio principale, che fosse il suo opposto. Ecco perché ho scelto l’altra famiglia, per mostrare due aspetti della società giapponese, ma non era questo lo scopo reale del film, piuttosto volevo trovare un personaggio diverso da quello principale, che invece è concentrato sul successo a tutti i costi”.

Ѐ stato chiesto al regista se ci fosse una connessione diretta con uno dei suoi film più noti,  After Life (1999) nella filosofia di Like Father Like Son, specialmente per quanto riguarda la sequenza finale del film: “Non ho pensato ad After Life mentre giravo questo film, ma la domanda mi fa pensare al momento in cui dovevo decidere come terminare il film.  Nella scena finale le due famiglie si incontrano davanti ad un negozio e non sappiamo chi sia il padre di chi, o il figlio di chi. È una scena ambigua, forse l’inizio di qualcosa, un nuovo tipo di gentilezza”.

 Il regista ha poi spiegato di aver voluto fare un film con due bambini: “La mia storia è ispirata alla personalità dei due bambini. Le improvvisazioni infinite, i momenti fugaci a volte danno al film un tono documentaristico. Abbiamo catturato momenti che durante le riprese non consideravamo importanti”.

L’attore principale, Masaharu Fukuyama, si è trovato inizialmente preoccupato dal ruolo che doveva interpretare: “Io non sono un padre ed ero preoccupato dal dover interpretare questo ruolo. Ma Hirokazu Kore-Eda mi ha detto che questa è la storia di qualcuno che deve imparare a diventare padre e questo mi ha avvicinato al ruolo”.

Redazione IE Cinema
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