lunedì, Settembre 28, 2020

Io Non sono, torna lo spettacolo rivelazione dell’estate Fiorentina – 28 settembre – 3 ottobre

(Foto di Patrizio Esposito)

Da martedì 28 settembre a domenica 3 ottobre 2010 – ore 21 Area Archeologica Teatro Romano – via Portigiani, 1 – Fiesole – Firenze

(domenica 26 settembre – ore 19,30 – anteprima ad ingresso libero, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2010)

Io non sono

Spettacolo – concerto di Annalisa D’Amato

(per un massimo di 150 spettatori a serata)

Nove interpreti, un tendone da circo, per un’esperienza da sogno fatta di musica, ironia e teatro-danza…

Con, tra gli altri:

Antonin Stahly

per anni attore e musicista di Peter Brook

Julia Sarano

protagonista di Figli-Hijos di Marco Bechis

L’etichetta “a grande richiesta”, stavolta, non pare esagerata. Ad appena due mesi dalla tappa estiva al Giardino di Villa Romana, torna a Firenze “IO NON SONO”, particolarissimo spettacolo-concerto della Compagnia The Enthusiastics diretta dalla regista napoletana Annalisa D’Amato (Premio Scenario nel Duemila e per anni in residenza al Teatro di Pontedera) che intreccia musica, teatro, danza e ironia. Bucolica e ricca di storia la location: l’area archeologica del Teatro Romano di Fiesole, dove da martedì 28 settembre a domenica 3 ottobre (anteprima ad ingresso libero domenica 26 settembre – ore 19,30 – in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2010) troverà spazio lo splendido “chapiteau” della compagnia, una tenso-struttura ispirata alla antica tradizione circense, in grado di accogliere 150 spettatori e realizzata appositamente.

Perché di nuovo a Firenze? “Certo, è una scelta controcorrente – spiega Annalisa D’Amato – ma dopo gli spettacoli dello scorso luglio, tra il pubblico fiorentino si è creato un vero tam-tam e siamo stati sommersi di richieste: quando tornate? Beh, eccoci qua. E forte è anche l’interesse degli addetti ai lavori. Insomma, dovevamo tornare, volevamo tornare… Ringrazio il Comune di Fiesole che ci ha offerto questa opportunità”.

Tra i nove interpreti di “IO NON SONO”, l’attore e musicista indiano Antonin Stahly, per anni a fianco di Peter Brook (l’attore-bambino del “Mahabharata e autore delle musiche de “Il Grande Inquisitore”) e l’attrice-etoile argentina Julia Sarano, già protagonista del film “Figli-Hijos” di Marco Bechis. Completano il cast: Giordano Acquaviva, interprete e collaboratore artistico della D’Amato da ben diciotto anni, Monica Bianchi, attrice e danzatrice dalla lunga esperienza, Francesco Canavese, collaboratore di Tempo Reale, qui al banjo e alla chitarra elettrica, Julien Desroche, giovane attore parigino, Marco Di Palo, compositore e violoncellista partenopeo, Charles Ferris, etnomusicologo e trombettista di San Francisco e Francesco Forni, cantautore e musicista.

IO NON SONO si presenta come un tripudio di musica, teatro e danza che, partendo dalle suggestioni del filosofo indiano Adi Shankara (tra i fondatori della scuola di pensiero dell’”Advaita Vedānta”) e del poeta e mistico sufi Jalal al-Din Rumi (in particolare dal “Mathnawi), ammalia e diverte con canzoni, sketch e colpi di scena, senza rinunciare a una critica all’individualismo dilagante nella società odierna. Tema affrontato con profondità e leggerezza, ironia e mistero, proprio come nella poetica sincretica che Annalisa D’Amato ha dimostrato in questi anni di prediligere.

IO NON SONO si sviluppa così per quadri narrativi in cui le composizioni originali suonate dal vivo risultano centrali nel concerto-spettacolo, ma fanno anche da colonna sonora ai momenti recitati e a performance e coreografie dal sapore prettamente contemporaneo. Il segreto per goderne appieno la bellezza e l’alta qualità degli elementi coinvolti, sta però nell’affidare totalmente i sensi alla musica stessa. O meglio, alle musiche: chi accostasse l’orecchio al tendone sentirebbe del resto echi di Tom Waits e richiami barocchi, suggestioni rock e polifonie senza tempo, atmosfere brechtiane e retrogusti latino-americani, e ancora pop, sonorità da B-movie e il jazz. Tantissime le citazioni musicali in questa moderna partitura di note, gesti e parole, animata da interpreti dalle provenienze più diverse.

Annalisa D’Amato è riuscita a far emergere da tutti loro le peculiarità e a comporre, con elementi tanto distanti, un originale e pionieristico musical in cui scorre la vita.

biglietto intero 15 euro – ridotto 10 euro per studenti e gruppi organizzati

Per info e prenotazioni: mob. 388 3837954; info@theenthusiastics.org

www.theenthusiastics.org

Mostra fotografica

Durante le serate sarà possibile visitare la mostra del fotografo napoletano Patrizio Esposito, che ha seguito le varie fasi dello spettacolo e le ha fissate con il suo sguardo da reporter-artista. Esposito nella sua carriera ha curato l’immagine del Festival di Santarcangelo (con Leo de Berardinis) e di Volterra (con Roberto Bacci). Ha lavorato con Teatri Uniti, Antonio Neiwiller, Thierry Salmon e Mario Martone, per il quale ha ideato il manifesto de “L’Amore Molesto”.

Altre info

Jalal al-Din Rumi, nome completo Maulānā Gialāl al-Dīn Rūmī (Balkh, 1207 – Konya, 1273), è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana. Fondatore della confraternita sufi dei dervisci rotanti (mevlevi), il suo Mathnawi nei paesi musulmani è detto anche “il Corano in versi”.

Annalisa D’Amato, regista indipendente, ha collaborato per oltre dieci anni con la Fondazione Pontedera Teatro, in qualità di attrice, assistente alla regia e collaboratrice drammaturgica di Roberto Bacci. Ha lavorato con artisti-docenti quali Jerzy Grotowski, Thomas Richards, Mario Biagini, Eugenio Barba, Ioshi Oida, Thierry Salmon. Dal 1996 la Fondazione Pontedera Teatro ha prodotto diverse sue regie: Corsa ad ostacoli, studio in forma di tombola sul Gabbiano di Cechov, Pellegrino, liberamente ispirato all’opera di Elio Vittoriani, Il matrimonio tra il Cielo e l’Inferno, ispirato a William Blake, Agnus Dei – memorie dei tempi dell’immaturità, liberamente ispirato ai primi tre capitoli di Ferdydurke di W. Gombrowicz, Io sono il passante, brani e frammenti dall’opera di Arthur Rimbaud tradotti appositamente da Mario Biagini. Nel 2000 le è stato assegnato il premio “Lo straniero” al Festival di Santarcangelo dei Teatri da una giuria presieduta da Goffredo Fofi e Piergiorgio Giacchè per la regia teatrale, in particolare dello spettacolo Agnus Dei.

Antonin Stahly, attore e musicista indiano, ha lavorato con Peter Brook da quando aveva nove anni (è lui nel 1989 l’attore-bambino del Mahabharata) e, sempre per il grande regista inglese, nel 2004 ha composto le musiche de Il Grande Inquisitore.

Nel 2010 è stato protagonista, insieme a Claudia Cardinale, del film girato in Tunisia Le Fil di Mehdi Ben Attia, sul tema dell’omosessualità. La pellicola, censurata nel paese di provenienza, da maggio è arrivata nelle sale francesi e sarà presto nei cinema italiani.

Julia Sarano è nata nel 1979 a Rosario, in Argentina. Ha seguito numerosi corsi di danza contemporanea, teatro-danza e danze tradizionali in Argentina, Germania, Svizzera, India e Italia. Tra il ’99 e il 2000 ha partecipato allo spettacolo Core e a Natale in casa Babbaluck, presentato al Festival dei teatri di Sant’arcangelo. Nel 2001 è protagonista, insieme a Carlos Echevarria, di Figli-Hijos di Marco Bechis.

Monica Bianchi alterna da sempre l’attività di danzatrice a quella di attrice. Ha lavorato con Giorgio Rossi, Raffaella Giordano di Sosta Palmizi, Roberto Castello e con Japigia Teatro, L’Impasto, Io sono il passante di Annalisa D’Amato. Ha collaborato come coreografa con Lenz Rifrazioni Teatro, Teatro delle Briciole, Europa Teatri di Parma. Nel 2004 ha formato il trio Ninachaos e prodotto lo spettacolo Inland.

Charles Ferris, con la sua tromba ha attraversato quasi ogni genere musicale. Dopo dieci anni di studi di musica classica negli Stati Uniti, si è dedicato all’improvvisazione studiando con John D’earth, Myra Melford, Steve Coleman, Henry Threadgill e Gabriele Mirabassi. Ha suonato nei gruppi di improvvisazione sperimentale di Otomo Yoshide, Mariè Abe, Jason Levis e Aaron Novik. A San Francisco ha suonato con il gruppo balkan gypsy jazz, Japonize Elephants, The Lark (indy rock), l’orchestra di salsa Quimbombo. Ha fondato i Four Flea Circus e gli Al Ferrabe. In Italia, dal 2006, ha suonato e registrato con Marzouk Mejri, Gnut, E Zezi, La Mescla, Barbara de Dominicis, Stefano Miele, Daniele Sepe, Piero Gallo, i Gatti Distratti, Maxmaber Orkestar, SOS e Sineterra.

Francesco Forni, chitarrista e cantautore napoletano, nel 2009 ha pubblicato il primo album a suo nome, Tempi meravigliosi, e ha all’attivo tantissime collaborazioni, una su tutte con il Collettivo Angelo Mai. Ha partecipato inoltre a colonne sonore per il teatro e per il cinema, tra le quali: Kinder-traum-seminar di Enzo Moscato, East coast di Monica Nappo, Io sono il passante di Annalisa D’Amato, Gomorra di Mario Gelardi e ancora Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino, Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio e Goulash di Alfredo Mazzara.

Redazione IE
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