domenica, Settembre 27, 2020

Milano Film Festival, e gli eventi in tempo di crisi

L’idea del Milano Film Festival fa parte di una prassi certamente non convenzionale, in tempi recentissimi è stata simpaticamente clonata anche da Arezzo Wave con un’iniziativa molto simile.

Loro la chiamano “originale campagna di comunicazione” e in parte è sicuramente frutto della creatività, ma vista da un’angolatura diversa è una legittima scialuppa di salvataggio per continuare a produrre un evento sicuramente importante in tempi non favorevoli. L’ospitalità dei registi principali per la 18° edizione del festival, prevista dal 5 al 15 settembre 2013 è certamente garantita, ma ogni anno, a Milano, arrivano giovani registi, operatori, crew e film delegation intere da tutto il mondo. Quello di cui ha bisogno il festival, sostituendo in questo modo altre iniziative ormai diventate convenzionali come il Crowdfunding, sono i posti letto, ovvero chiedere agli utenti, gli appassionati, i semplici cittadini, di mettere a disposizione un giaciglio per ospitare uno degli autori presenti al festival.

In questo modo oltre a risolvere un problema di natura logistica, si consente una forma di scambio tra appassionati e addetti ai lavori attraverso le modalità di quell’esperienza nota come bed-sharing. In cambio, come in qualsiasi iniziativa di Crowdfunding più tradizionale, alcuni benefit tra cui l’accredito omaggio per vedersi tutto il festival. Ma cos’è esattamente il bed-sharing, e come riesce, il Milano Film Festival a organizzare uno scambio di questo tipo?

Bed Sharing  è in realtà un servizio attivo dal 2007 ideato da Esterni.org, impresa culturale nata nel ’95, che produce anche lo stosso Milano Film Festival. Il MFF si serve di Bed-sharing dal 2009, insieme ad altre importanti Manifestazioni Milanesi tra cui il Salone Internazionale del Mobile. Per spiegarne il funzionamento l’abstract è il seguente: “Offro 2 metri quadri, cerco 2 metri quadri“. In linea con altre esperienze come il Couch Surfing, ovvero la possibilità di far parte di una community di scambio che metta a disposizione un posto letto in tutta Europa, Bed Sharing quindi si configura come piattaforma per la domanda e offerta di ospitalità quando a causa dei grandi eventi diventa impossibile trovare un posto in città, quindi un servizio del tutto alternativo alle tradizionali strutture ricettive.

Il funzionamento tradizionale, al di fuori della prassi del Milano Film Festival ovviamente, è gestito attraverso il CMS di bedsharing.org, è semplicissimo e le prenotazioni sono evase attraverso un form di richiesta online che mette in contatto chi richiede ospitalità con chi la offre in tempi velocissimi e con un range di possibilità piuttosto ampio. Chi offre è in pratica tenuto a rispondere a chi chiede ospitalità nell’arco di 24h, se la richiesta non viene soddisfatta, si salta al letto successivo. Rimborsi spese eventuali vengono gestiti direttamente mediante accordo privato tra chi offre e chi chiede ospitalità con un esonero di ogni responsabilità da parte di Bed Sharing. Per gli utenti del Milano Film Festival con le sue location sparse per tutta la città e un programma ricco di eventi collaterali al di là del tradizionale concorso di lungometraggi e la maratona corti al Parco Sempione, è un’occasione inclusiva per sperimentare direttamente la vita pulsante della manifestazione. Rimane un interrogativo, che è il solito che coinvolge da decenni la gestione dei finanziamenti europei per la formazione, ovvero, l’approccio sostenibile è biunivoco? A fronte di una serie di difficoltà che sono logistiche, legate ai costi delle strutture ricettive, ma anche alle effettive difficoltà per gli appassionati e spesso anche per le testate di settore indipendenti, nel sostenere i costi di trasferta per seguire un festival, ci si chiede quanto la sostenibilità sia un concetto paritario, oppure, come nel caso della sopracitata formazione, un business comunque garantito per formatori, agenzie, produttori di eventi.

In termini operativi, per mettere a disposizione un posto letto e ospitare un regista è necessario contattare lo stesso festival attraverso la sezione contatti di www.milanofilmfestival.it

Redazione IE Cinema
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