Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Bill Plympton stasera alla sesta edizione del Ca' Foscari Short Film Festival. L'occasione è unica, per ammirare l'arte di uno dei più grandi animatori viventi. Vi raccontiamo cosa potreste perdervi se non arrivate in tempo alle ore venti, presso l'auditorium Santa Margherita di Venezia 

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Trenta anni di carriera hanno fatto di Bill Plympton uno dei più importanti animatori viventi anche in virtù di un approccio incompromissorio alle forme e alla mutazione del disegno a mano, sopratutto se confrontato con l’attuale diffusione e targhetizzazione dell’animazione contemporanea, recentemente stigmatizzata dallo stesso Plympton, nella rivendicazione di un cinema animato “per adulti” e  contro la tendenza dominante che indirizza la produzione esistente per la fruizione infantile.  Dagli anni novanta della grande diffusione su MTV e BBC 2 dove i Plymptoons venivano diffusi attraverso la gloriosa Liquid Television fino alla destinazione del formato “corto” nei circuiti festivalieri, attraverso le televisioni via cavo e con la disponibilità di alcune piattaforme internet on demand.

Uno scenario completamente mutato che, come ha sottolineato lo stesso Plympton più volte, rende disponibile un certo tipo di animazione solo per una parte del pubblico.

Plympton, due volte candidato all’Oscar, moltissimi corti e sette lungometraggi all’attivo, con l’ottavo in produzione intitolato Revengeance e che il geniale autore americano definisce già come il suo più bizzarro e politicamente scorretto, Plympton che ci ha regalato crudeli e divertentissime visioni antropologiche sul nostro modo d’amare, sulle nostre ossessioni e sulle nostre dipendenze, Plympton che si serve di Kickstarter per finanziare i propri progetti perché solo così può garantirsi oggi totale indipendenza, Plympton che nel 2005 realizza praticamente al volo il videoclip di “Heard’em say” per Kanye West dopo il “licenziamento” di Michel Gondry da parte dell’artista afroamericano che non aveva gradito il suo video da mezzo milione di dollari, Plympton che non ha un buon rapporto con la rete, ma che allo stesso tempo lancia un progetto come Guard Dog Global Jam, sorta di remix partecipativo di un suo bellissimo lavoro.

Il Ca Foscari Short Film Festival ospita oggi 18 marzo dalle ore venti in poi il grande animatore americano, un’occasione unica per vederlo al lavoro e per ammirare le forme di un’arte estrema e mutante, apparentemente dissimulata da un tratto ludico ed essenziale che lui stesso individua come “classico”. Applicazione radicale dei principi di Chuck Jones, tra libertà, violenza anarchica e assorbimento del racconto nella trasformazione. Nel cinema di Plympton c’è un rifiuto totale dell’animazione CGI non tanto come resistenza a qualcosa, quanto per una dimensione che per scelta proviene da una concezione tecnicamente “classica” del cinema animato, mentre in termini semantici il suo universo punta assolutamente all’astrazione, partendo dagli eventi del quotidiano. Solo in questo modo si può comprendere quel transito possibile tra realtà e surrealtà, una delle caratteristiche più potenti dell’arte Plymptoniana, quella di trasfigurare l’evento comune anche intimo, come per esempio un bacio, i peli del naso o la dipendenza dal fumo, nel trionfo della possibilità, attraverso la mutazione della forma. In questo senso il cinema di Plympton parla direttamente con la nostra parte più oscura, oscena, quasi anale e allo stesso tempo la eleva in uno spazio di libertà assoluta dove ogni filtro morale viene fortunatamente bandito.

Per approfondimenti –

Ca’ Foscari Short Film Festival, scarica il catalogo completo della sesta edizione, con le schede di tutti i film e degli eventi speciali

Bill Plympton l’intervista di Alfonso Mastrantonio su indie-eye

Michele Faggi