giovedì, Settembre 24, 2020

Da Vinci di Yuri Ancarani da Roma allo schermo dell’arte a Firenze

Da Vinci chiude la trilogia sul lavoro di Yuri Ancarani, introdotta da Il Capo (primo episodio, girato alle cave di marmo di Carrara nel 2010) e proseguita con  Piattaforma Luna (secondo episodio, del 2011 filmato all’interno di una camera iperbarica e prodotto da Maurizio Cattelan) entrambi presentati al festival di venezia, edizioni 67 e 68.
Da Vinci, Vincitore del fondo Incoming di Toscana Film COmmision, sarà presentato oggi come prima internazionale al Featival di Roma nella nuova sezione voluta da Marco Mueller “Cinema del XXI Secolo” in collaborazione con il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo)<

In occasione della personale di Yuri Ancarani al Museo Marino Marini di Firenze, i primi due capitoli della trilogia saranno presentati da Lo Schermo dell’Arte Film Festival all’interno della “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze”, giovedì 22 novembre (ore 18.00, Odeon Firenze), alla presenza del regista.

Da Vinci è prodotto da Maurizio Cattelan, Antonella Rodriguez Boccanelli, Ivan Frioni, Giorgio Gallenzi, Warly Tomey e Museo Marino Marini Firenze, coprodotto da Osservatorio per le Arti Contemporanee, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, con il supporto di Regione Toscana, Toscana Film Commission, Ravenna Città Capitale della Cultura 2019, produttore esecutivo Alberto Salvadori.

Da Vinci, note stampa:  è un film completamente ambientato all’interno di una sala operatoria, e il sistema robotico “Da Vinci”, uno dei più grandi esempi di innovazione tecnologica in campo medico che ha rivoluzionato la chirurgia tradizionale, ne sarà il fulcro e il punto di partenza per un viaggio immaginifico all’interno di un microcosmo dove la speranza e l’aspettativa sentite dall’esterno si confondono con la lucida e razionale oggettività della macchina e dei chirurghi. Da Vinci è un robot dotato di quattro bracci comandati a distanza; grazie ad una telecamera stereoscopica posizionata proprio su uno di questi bracci, il robot è in grado di fornire in diretta immagini tridimensionali raccolte all’interno del corpo del paziente operato. Dietro la guida di una macchina così complessa ed avanzata, ci sono le mani ruvide di un medico chirurgo che, manovrando i bracci tramite controlli manuali, conduce l’intera operazione restando dietro un pannello di controllo.
Un’involontaria teatralità viene innescata dal processo di lavoro, con i tempi scanditi dall’attesa, da momenti di pathos, da una consuetudine che porta noi spettatori a rimanere affascinati da tanta serenità e professionalità dei medici e del personale di sala operatoria.

Redazione IE Cinema
Redazione IE Cinema
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