Indie-eye – VIDEOCLIP – Testata Giornalistica di Musica & Immagini

La recentissima uscita del nuovo video di Ben Khan intitolato "Youth" è l'occasione per ripercorrere la carriera di una coppia di videomaker tra le più intelligenti e stimolanti del panorama attuale legato ai music video; si scrive BRTHR, si pronuncia Brother. 

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Un buon modo per avvicinarsi al videomaking di BRTHR potrebbe essere quello di mettere a confronto la clip di “She Is The Wave” dei Doldrums girata da Emily Kay Block con il video-remix realizzato dal duo di adozione newyorchese; al lavoro su immagini altrui, Alex e Kyle manifestano in modo evidente una prassi che partendo da qualsiasi découpage, ridiscute la messa in scena creandone una del tutto nuova fatta esclusivamente di montaggio. È tutt’altro che un’operazione mentale a posteriori, perchè oltre ad una seconda scrittura, coinvolge un approccio fisico non così distante da quello di un’artista che si trovi a manipolare la “materia” equilibrando conoscenza degli elementi e una relazione istintiva con la trasformazione. Raccontando il lavoro su “She is the Wave”, BRTHR parlavano di alcune idee condivise, affrontate poi con un alto grado di improvvisazione, la stessa che consente alla giovane coppia di artisti di far collidere materiale originale, found footage, ricerca filologica di formati desueti, cut-out animation, motion graphics, in un territorio immaginale e narrativo di rarissima potenza.

Doldrums – she is the wave – di Emily Kay Block

Doldrums – She is the wave – BRTHR video-remix

Alex Lee e Kyle Wightman hanno poco più di venti anni, il primo è originario di Tokyo, il secondo di Long Island. Si incontrano per la prima volta come studenti della New York’s School of Visual Arts. Alex nel 2011 ottiene una discreta attenzione grazie a “Tokyo slo-mode“, visione personalissima sulla sua città natale, realizzata con un connubio originale tra super slow-motion, tecniche stop-motion e sequenze in time-lapse. Quando Kyle avrà l’opportunità di partecipare come comparsa ad un progetto dello stesso Alex, tra i due nascerà un’intensa amicizia e un’intesa artistica molto forte, tanto che da li ad un anno lasceranno gli studi per fondare la loro casa di produzione sotto la sigla BRTHR, acronimo di “Brother”, a fronte di una vastissima produzione che comincia a prendere corpo in breve tempo anche per i ritmi di lavoro a cui si sottopongono. Dopo una prima fase totalmente DIY, riescono a farsi rappresentare da alcune produzioni importanti entrando nel roster della LEGS. Il loro è un metodo di lavoro autonomo, filmano spesso ciascuno i propri materiali, per farne un pre-montaggio individuale con cui confrontarsi in seguito e realizzano il tutto senza ricorrere a direttori della fotografia o montatori esterni, per BRTHR la fase di editing è assolutamente cruciale, un controllo sul risultato che non possono assolutamente perdere, e che consente loro di cambiare completamente coordinate durante la post-produzione, mettendo insieme una serie di pratiche che rappresentano l’evoluzione coeva del videomaking, non solo il recupero, il sincretismo di stili e formati ma anche la prassi combinatoria tipica del mondo “visual” nel tentativo di creare un’immagine sonora, una serie di elementi ritmici, parte di una complessa “sinfonia visiva”.

Think of you“, il video realizzato poco meno di un anno fa per MS MR è un esempio interessante del metodo BRTHR; concepito inizialmente come un tributo alla televisione popolare tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, diventa un’occasione per superare la ricostruzione “vintage” elaborando un percorso cognitivo che fosse aderente a quell’epoca, quindi andando a recuperare interferenze, rumore bianco, manifestazioni elettrostatiche, ma reinventandole con un linguaggio del tutto nuovo, basato sulla trasformazione e la contaminazione. La volontà della band era quella di collocare la performance in un contesto che replicasse l’atmosfera di Tv Party, show via cavo Newyorchese andato in onda dal 1978 al 1982, realizzato da Chris Stein dei Blondie insieme a Glenn O’Brien e diretto da Amos Poe, per chi non se lo ricorda, era un programma tra performance e “talk” completamente “aperto” e dove poteva capitare di tutto. Per poterne recuperare lo spirito, BRTHR decidono di girare la parte della performance con una vecchia Video8 e di passarla al pubblico presente, aggiungendo alcuni footage realizzati in HD da loro stessi. Come spesso accade nelle produzioni del duo, il materiale che per altri videasti potrebbe risultare incongruo, diventa occasione di grande stimolo e creatività; come a dire che l’imprevisto e la discontinuità, e sopratutto, la molteplicità del punto di vista consente loro di riservare al montaggio una posizione centrale, del tutto libera da parametri imposti e allo stesso tempo capace di organizzare quella libertà estrema che si prendono sul set o durante la realizzazione dei materiali.

MS MR – think of you – di BRTHR

È un approccio, che in forma semplificata si comprende bene attraverso il lavoro fatto per l’esibizione di Miley Cyrus agli American Music Awards 2013. Il noto AMA-cat lanciato nello spazio e che ad un certo punto piange diamanti viene realizzato da BRTHR con l’intercessione della veterana Diane Martel, innamorata del lavoro del duo, e già insieme alla Cyrus per il video di “Can’t Stop”. È un connubio di materiali, immaginario popolare e underground, cultura “bassa” connettiva, cut-up animation ed estetica “brutta”.

In pochi anni BRTHR realizzano video per Angel Haze, Ta-ku, Iggy Azalea, Foster the People, I/O e molti altri, mantenendo un’elevata coerenza stilistica; e mentre stanno preparando i nuovi video per Klaxons e CHARLI XCX, una settimana fa è uscito il loro ultimo lavoro, “youth“, realizzato per Ben Khan, forse uno dei loro migliori; vorticoso bombardamento ipertrofico che spara ininterrottamente immagini mnestiche di una gioventù collocata in una dimensione atemporale come quella del ricordo, è un video fortemente sensoriale e allo stesso tempo attentissimo alla commistione dei linguaggi, tanto da risentire dell’influenza di Chris Marker, J.L. Godard, ma anche di tutta la cultura Americana tra pop e underground, advertising d’annata e cultura “visual”, per l’utilizzo spregiudicato di formati, stili, montaggio.

Ben Khan – youth – di BRTHR

 

BRTHR FILMS in rete

 

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.