domenica, Luglio 3, 2022

Maseeni – Quasi due innamorati: il video di Lototek

Audioreacting e Coding art sono le tecniche che Lototek ha utilizzato per il video di "Quasi due innamorati", nuovo singolo dell'autore romano Maseeni. Una sinestesia tra visione e colore per descrivere l'amore "viscerale" del brano. Il videoclip e il making of raccontato da Lototek

Maseeni è il moniker di Lorenzo Masini, musicista e autore romano che ha fondato numerosi progetti tra cui Govinda, condiviso insieme a Giulia Oddi. Oltre alle collaborazioni con le band psych Weird Bloom e Big Mountain County che gli consentono di calcare i palchi del SXSW e di altri festival internazionali, sviluppa il suo progetto solista come Maseeni che è anche il primo ad essere realizzato in lingua italiana.

Quasi due innamorati è il nuovo singolo, uscito lo scorso 13 maggio per Porto Records ed è, attraverso le sue parole “Una dichiarazione d’amore del terzo tipo. Un amore viscerale, lucido e incazzato. Un sentimento puro e incondizionato per le proprie radici“.

Per il video che veicola il singolo, Maseeni si è servito del talento di Lototek, aka Davide Casadio, producer AV che utilizza tecniche miste e realizza visual dal forte impatto ipnotico. La sua ricerca viene applicata in svariati ambiti, tra cui design, video mapping, installazioni.

Per il video ha utilizzato processi come l’audioreacting e la Coding Art.

Per approfondirne i processi abbiamo chiesto alcuni dettagli a Lototek, nella conversazione dopo il video.

Maseeni – Quasi due innamorati – Dir: Lototek

Quasi due innamorati, una sinestesia tra visione e colore: il making of del video raccontato da Lototek

Coding and Generative Art. Puoi raccontarci come funziona l’interazione e la generazione di visual in tempo reale e come l’hai ideata per questo video, rispetto alla dimensione live già sperimentata con SONAX?

Senza entrare troppo nello specifico, l’Arte generativa è una tecnica, una procedura di produzione, in cui l’opera d’arte scaturisce in parte da decisioni dell’artista ma in parte da processi casuali su cui l’artista non ha controllo. In particolare, l’interazione tra uomo e computer permette di avere un risultato casuale e molto spesso inaspettato pur partendo da una struttura organizzata con codici precisi e matematici. Quel che io faccio è utilizzare software opensource per creare degli algoritmi che mi permettono di “giocare” con forme e colori. Rispetto a Sonax, pur essendo due stili musicali diversi, l’approccio è pressoché il medesimo: cerco di trasformare quello che mi trasmette il brano in forme e colori, realizzando così una sinestesia artistica, che nel nostro caso coinvolge sensazioni auditive associate a sensazioni visive e cromatiche.

Come hai utilizzato con Maseeni la tecnica audioreactive?

Sonax è un progetto di musica elettronica e quindi dotato di ritmi molto marcati, per questo ho utilizzato la tecnica dell’audioreactive sfruttando le frequenze dei beat che creano forme geometriche; con Maseeni ho invece cercato di trasmettere l’emozioni del brano attraverso un gioco di colori, facendo un mashup tra una struttura 3D e immagini in 2D.

Rispetto ai patch che crei, qual è il coefficente di imprevisto o di improvvisazione che può verificarsi?

Riguardo ai patch che creo il coefficiente di imprevisto è direttamente proporzionale all’improvvisazione; procedo per tentativi fino a quando non trovo la soluzione che più mi soddisfa e rispecchia il messaggio che voglio trasmettere.

Concept, ovvero idea e scrittura, e casualità. Quanto dell’uno, quanto dell’altra

Il concept viene studiato sulla base di un previo confronto con l’artista. In questo caso Maseeni mi ha lasciato carta bianca fornendomi solo alcune linee guida, quindi quel che ho fatto è stato cercare di rispettare i suoi gusti e trascrivere in forma visiva le emozioni del brano, grazie proprio alle casualità e alle varianti generate dai codici e dalla struttura precisa che ho messo a punto.

Redazione IE
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