giovedì, Agosto 11, 2022

Nouvelle Vague – Version Francaise (kwaidan/the perfect kiss, 2011)

I Nouvelle Vague il progetto di Marc Collin e Olivier Libaux che sino ad adesso ha ridotto la new wave inglese delle origini in versione per lo più bossanova, rivendicando una provenienza tutta francese con il riferimento alla nuova onda forse più nota di tutte le vagues cinematografiche, torna con un nuovo episodio che decreta la fine delle risorse disponibili virando verso il terreno del pop francese per trarre nuova linfa. Questo, in sintesi, il contenuto di Version Francaise; un gioco di rimandi sulla struttura del pop francofono, con un ampio riferimento a quello anni ’80 che era pompatissimo anche in terra Italica.  Si possono trovare delle perle synth pop notevoli, come Anne cherchait l’amour, di Elli et Jacno, dai preamboli della new wave in stile Decibel viene trasformata in una versione ancora più decadente, o come Marcia Baila dei Les Rita Mitsoko, allegretto sintetico che potrebbe valere come l’equivalente francofono di Just Can’t Get Enough. Prevalgono comunque i toni più cupi e malinconici, sia perchè la lingua si presta naturalmente a questo abbandono dei sensi e sia perchè il gruppo è ormai indirizzato verso queste direttive. E allora Mala Vida dei Mano Negra diventa un pianto gitano, Amoreux Solitaires di Lio viene ammosciata a tutti gli effetti, So Young but So Cold dei Kas Product perde tutto il corpo di proto-drum&bass per acquistare percussioni dal fascino dubbio, Sandy Sandy dei Dogs parte in sordina e lascia l’hype da new wave della versione originale. Bisogna spulciare negli anfratti della memoria per trovare rifacimenti degni dell’originale, e Voilà les Anges dei Coeur de Pirate può rendere l’idea, con la sua melodia affascinante e ammaliante. Nel nuovo Nouvelle Vague manca indubbiamente l’effetto di straniamento naturale generato dal contrasto di classici transgenerazionali come In a Manner of Speaking o Dancing With Myself con versioni che ne modificavano il potenziale ritmico,  in questo caso il repertorio appartiene ad un pop di consumo, già campione di leggerezza e che ha bruciato il suo successo nell’arco di pochissimi anni (e in certi casi pochi mesi) dalla sua uscita, tranne che in rari casi, rendendo difficile per chi non ha almeno quarantanni il gioco istantaneo della memoria . Per affezionarsi a questa raccolta conviene tornare indietro nel tempo, cercandosi le versioni originali, in certi casi molto più efficaci, oppure ai dischi precedenti dei Nouvelle Vague per ritrovare quel senso di ingenua leggerezza che in altri contesti funzionava a dovere.

Nouvelle Vague sul web

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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