giovedì, Settembre 24, 2020

Aperi-scena: vivere e morire a Le Pavoniere – Firenze

Quando in “Imperial bedrooms” Rip torna trasformato dalla chirurgia plastica, il suo volto viene descritto da Bret Easton Ellis come sciolto nell’acido e grottescamente distorto. Quel sorriso innaturalmente forzato, le labbra troppo fini e la pelle arancione, lo sguardo perennemente sgranato. Una faccia che mima una faccia con i colori della marcescenza.

Entrato a Le Pavoniere in tarda nottata dopo una decina d’anni che non ci mettevo piede, vengo colpito dalle luci violacee che colorano la superficie delle piscine. L’ambiente è deserto e ci sono alcuni cartelli indicatori a suggerirmi la possibile scelta. Da una parte il ristorante, dall’altra il lounge bar. Decido per il secondo e mi incammino per il sentiero riempito di ghiaia il cui percorso dovrebbe esser favorito da piccole isole di pietra. Non è così, sfortunatamente, e per un attimo mi sento come un adulto rimbecillito mentre prova a fare quel giochino adolescenziale testando la propria abilità nel non calpestare le linee che delimitano la pavimentazione di una piazza.

Lo scenario che si spalanca è quello di un ampio spazio open air con alcuni gazebo sullo sfondo. In una posizione marginale, il chiosco per i cocktail e al centro una grande pista da ballo circondata da una struttura panoramica che include una gigantografia di Firenze vista dall’alto e due schermi laterali che trasmettono immagini mute di una dolce vita cittadina francamente mai vista
.
Il luogo non da segni di vita, tranne dalla parte dei gazebo dove si intravede uno striscione decorato con linotipi infantili: “la mia festa di laurea

Per un attimo mi sembra di esser piombato in un incubo italiano anni ottanta. I ragazzi che festeggiano sembrano tutti di buona famiglia. Riesco a contarli, sono pochi e non fanno rumore, come durante un caminetto del Rotari. Chissà che musica ascoltano e se hanno deciso loro la selection che suona a morto. I like chopin di Gazebo, gli Alphaville ai tempi di Big in Japan. Hanno poco più di vent’anni, escono probabilmente da una triennale. Cosa è successo durante questi anni che mi sono sfuggiti di mano?

Mi avvicino al chiosco e aspetto che la bionda bartender si volti. Ha un volto talmente dolce da consentirti di accettare qualsiasi cosa, ma il listino delle bevande, ordinatissimo e con una tassonomia molto chiara, non è invitante. Oltre a cinque tipi diversi di Mojito la tendenza favorisce lo zucchero, il dolcefragola, gli aromi artificiali, la Caipiroska modificata; tutto sembra contribuire all’atmosfera sospesa di un locale rimasto intrappolato nel tempo. La recente ristrutturazione è senza dubbio curatissima e di alta qualità, ma è come se il coordinamento del progetto avesse preso una deriva decadente, uno spleen imposto dalle illuminazioni forzate, dalle decorazioni bianche, dai giovani camerieri che sfrecciano in divisa entro un deserto che ostenta un lusso irreale, mentre sul viale le troie più brutte della città si nascondono in penombra, controllate a vista da un pappone invalido saldato sulla sedia a rotelle.

Ripongo il pieghevole e ordino una Weißbier. La dolce barista mi propone la Franziskaner. È l’unica che hanno, la vendono ad un prezzo onesto e non puoi non voler bene a quegli occhi chiari, mentre la bocca pronuncia un’improbabile “Frenziskeyner” in anglo-toscano.

Mi accomodo sulle poltroncine bianche ai lati della pista, scelgo quelle più lontane e mi godo il vuoto.
La playlist improvvisamente cambia privilegiando hit da balera techno che non conosco. Quando attacca uno di questi balli latini rivisti alla luce della nostra scuola dance pecoreccia, emergono dall’oscurità una decina di persone, tutte over quaranta e tutte vestite a festa, con le femmine issate su tacco 18, coscia integralmente scoperta, cappelli texani e qualche macchia di leopardo che infesta corpo e vestiti.
Si incitano a vicenda, gli schiamazzi spezzano l’incanto della festina di laurea, lo show è comunque dimesso, ma mostruoso.

Mentre immagino Sorrentino che ambienta da queste parti una versione davvero senza speranza de La Grande Bellezza, realizzando finalmente il suo film più sporco, a dare un senso alla serata manca solo Rip, con la sua pelle arancio marcio.

Too many friends

Magnificenza – Le Pavoniere

[usrlist “Spleen:5” “Aperitivi:3” “Bartender:5” ]

Se te la senti di invitare indie-eye per un aperitivo, fai pure. Noi preferiamo pagare, ma se proprio insisti scrivici a cs@indie-eye.it

Piero Certini
Piero Certini
Piero Certini si è laureato in letteratura anglo-americana con una tesi su Raymond Carver. Ama tutta la musica pop e crede che tra questa e un romanzo non ci siano grandi differenze.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

Videomaker around the world – il format di Stefano Poletti. Il terzo episodio in esclusiva su indie-eye

Stefano Poletti, uno dei videomaker più importanti del nostro paese, autore di clip musicali per Nek, Irene Grandi, Baustelle, The Zen Circus, solo per citarne alcuni, lancia un format che spiega i segreti del suo bellissimo lavoro in viaggio per gli States. Ospitiamo tre episodi degli otto previsti, con un'intervista in esclusiva.

Slowdive – Don’t Know Why, il video di Grant Singer

Grant Singer, tessitore di cupe elegie notturne, spesso legato all'immagine di Sky Ferreira, realizza questo bel video in tre segmenti per gli Slowdive, libero e perduto, come lo spirito di un cane

Jim O’Rourke – Good Times: il video dell’artista Boris Hoppek

"Good Times" di Jim O'Rourke riacquista vita grazie ad un video bellissimo dell'artista contemporaneo Boris Hoppek prodotto insieme a 180 creative camp

Miriam Bryant – Black Car: il videoclip sexy-noir di Oscar Sansom

Oscar Samson ama le superfici e le immagini d'atmosfera. Ecco il nuovo sexy-noir per la superstar svedese Miriam Bryant

Marie Lalá, il singolo di debutto si intitola Mrs Sleepyhead

Esce per un marchio autonomo l'ep di debutto della svedese Marie Lalá Nilsson, tutte le informazioni e il video di Mrs Sleepyhead

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

IRuna – Fuori Tempo, il videoclip di Maurizio Montesi

Fuori Tempo, la contagiosa danza di IRuna per le strade di Roma nel bel video di Maurizio Montesi.

The Fall – Imperial Wax Solvent – il doppio vinile limitato esce ad ottobre

Imperial Wax Solvent è lo splendido album dei The Fall pubblicato nel 2008. Cherry Red lo ripubblica in doppio vinile, includendo la versione scartata dal mix conclusivo. Imperdibile

Iggy And The Stooges – “You think you’re bad, Man?” – Cinque live inediti. Il box da collezione

"You think you're bad, Man?" è il nuovo box da collezione con 5 cd che include cinque live inediti di Iggy and The Stooges del periodo "Raw Power"

Dj Gengis, Un’altra Brasca: il videoclip d’animazione di Racoon Studio

Racoon Studio realizza il nuovo video d'animazione per Dj Gengis

Bon Iver – AUATC, il videoclip di Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson

Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson, premiatissimi art director per Bon Iver, realizzano il nuovo video per AUATC a fini benefici.

ECONTENT AWARD 2015