martedì, Ottobre 26, 2021

The John Pauls – Forget to Remember to forget: la recensione

Chi si ricorda il sadcore e lo slowcore di qualità (Codeine, Bedhead e le cose successive dei fratelli
Kadane) dovrebbe apprezzare il lavoro di questo quartetto Texano massivamente indebitato con gli anni novanta, ma con una notevole capacità di scrittura, contaminata da una tendenza “torch” e romantica che ci consegna un quadro più complesso rispetto ai riferimenti indicati.

Phillip Niemeyer and Mikila Zaorski debuttano sulla lunga distanza dopo alcuni singoli; il primo sette pollici in formazione trio ormai pubblicato quasi tre anni fa, inquadrava una band più viscerale, con le idee ancorate al noise storico di band come Unrest e Sonic Youth. Sorprende piacevolmente l’evoluzione dell’attuale set, che in qualche modo si è affidato al carisma di Mikila Zaorski, attorno alla quale ruota l’economia dei pezzi, più pop e stratificati che in passato, pur conservando quella furia rumorista e minimale che segnava lo stile di una stagione ben precisa. Vengono in mente le produzioni meno gettonate di Steve Albini, come quelle per gli 18th Dye.

Fa da contraltare, come capitava per i migliori Sonic Youth, un livello culturale sopra la media, veicolo per una musica sostanzialmente viscerale. Numerosi i riferimenti, dalla Sagan di La Chamade and Bonjour Triste fino alla filosofia di Eraclito, il Pantha Rei poi rielaborato dalla visione Platonica: “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”.

Del resto non mancano i riferimenti politici e Let’s burn down westlake è la risposta liberal a Youth Against Fascism, un inno anti-trump perfettamente radicato nella migliore società texana.

L’album è stato anticipato da “Now Won”, che è anche un videoclip, mentre “Forget to Remember to Foget” è uscito lo scorso maggio 2017 per Aagoo records.

The John-Pauls – Now Won

Ugo Carpi
Uogo Carpi ascolta e scrive per passione. Predilige il rock selvaggio, rumoroso, fatto con il sangue e con il cuore.

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