Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Cat Power rimane, in pubblico e in privato, tremendamente umana. Ed è per questa umanità scorbutica, inquieta, femmina e capricciosa che si corre da lei. Due date italiane da non perdere. Il 6 giugno alla Latteria Molloy di Brescia e il 7 giugno alla Corte degli Agostiniani di Rimini 

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Cat – Charlyn “Chan” Marshall – Power, deve il suo nome al capello da camionista con la scritta Car Diesel Power che indossò durante il suo primo concerto. Da quel giorno del 1988 sono passati quasi 30 anni e la reginetta del dark-folk non ha smesso di essere una stella luminosa nel mondo della musica.

A 5 anni di distanza dall’uscita del suo ultimo album, Sun, Cat Power torna in Italia con due concerti, il 6 giugno alla Latteria Molloy a Brescia e il 7 giugno alla Corte degli Agostiniani di Rimini.

Una carriera che inizia ufficialmente nel 1995 con l’album Dear Sir, licenziato dalla Runt Records, e che proseguirà negli anni successivi con la Matador. Reginetta del dark-folk, ma non solo, Cat Power attinge alla tradizione gospel, blues e soul tipica di quel sud degli States vicino ai quali è cresciuta. Quel blues respirato dal padre Charlie, pianista di professione, da cui Charlyn tornerà a vivere all’età di 16 anni allontanandosi dalla madre e dal patrigno. Ma gli anni passano e Charlyn cresce, dimostra di poter realizzare un album completamente cantautorale (The Greatest) scostandosi dalla realizzazione delle cover, si cimenta con l’elettronica e sbircia gli orizzonti del funky mischiando tutto nelle ultime sue produzioni (Juekbox, Sun).

Living Proof, il videoclip diretto dal grande regista americano Harmony Korine

Chi almeno una volta ha assistito ad un suo live sa bene quanto la “gatta” non si trovi a suo agio sul palco. Live bruscamente interrotti, latitanze dal microfono, canzoni che non arrivano mai a chiusura sono solo alcuni esempi che punteggiano i concerti di Cat Power.

Difficilmente di Charlyn qualcuno potrà raccontare della sua bravura a reggere il palco o lodare la sua disinvoltura dietro al microfono. Sarà molto più probabile leggere delle sue dichiarazioni rilasciate di fronte ad una folla di sconosciuti con la stessa intimità che si riserva ai vecchi amici. Delusa, ìlare, irritabile (chi si ricorda di quando sloggiò dal palco dell’Auditorium di Roma nel 2013 lamentandosi della mediocrità dei suoni?),

Charlyn rimane, in pubblico e in privato, tremendamente umana. Ed è per questa umanità scorbutica, inquieta, femmina e capricciosa che si corre da lei, per ascoltare ancora una volta le note di New York New York e cogliere, nascosti nei suoi testi, i riferimenti al breve periodo passato nel reparto psichiatrico del Mount Sinai Medical Center a Miami. «It’s Alright to Fail», cara Charlyn, e forse senza ammaccature non saresti più tu.

Cat Power, Cherokee, video ufficiale diretto da Chan Marshall con la fotografia di Greg Hunt

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.