domenica, Maggio 22, 2022

Fulcro – Scegli me: il videoclip prodotto da Freak Factory, l’intervista

"Scegli Me" è il nuovo video di Fulcro ft. Lucci, prodotto da Freak Factory, produzione cinematografica romana presente, tra le altre cose, su Netflix con il lungometraggio "La Partita". Abbiamo intervistato Andrette Lo Conte, produttrice e CEO di Freak Factory e il regista Fabrizio Fanelli.

Freak Factory è un’interessante realtà produttiva fondata a Roma dalla torinese Andrette Lo Conte, la cui mission ha una centralità cinematografica specifica, ma con un’attenzione allargata a formati, piattaforme e contenitori eterogenei. Non solo film di formato breve e lungo, ma anche advertising e video musicali. L’approccio specifico e meticoloso è un valore aggiunto, perché le stesse energie che vengono impiegate per la realizzazione di un corto destinato al circuito festivaliero mondiale o di un lungometraggio concepito per Netflix, investono anche la produzione di altri formati brevi, come i video musicali, nel tentativo di offrire anche a quest’ultima forma una gestazione e una cura diametralmente opposta rispetto al pauperismo della media attuale.

Un esempio di questo metodo è proprio Scegli me, il videoclip prodotto per Fulcro con il featuring di Lucci e realizzato per la divisione Freak Lab, il progetto di Freak Factory orientato ai commercial ai videoclip e ad altre forme brevi. Diretto da Fabrizio Fanelli e prodotto da Andrette Lo Conte per Freak Factory, insieme ad Antonio Messino per Image Hunters, è stato realizzato con la collaborazione dei grafici francesi Acil & Pierre, di Matteo Quintili per i visuals e di Xavier Fontana per quanto riguarda la direzione della fotografia. Insieme sono riusciti a realizzare uno dei videoclip italiani più convincenti in circolazione, espandendo lo spazio performativo in tutte le direzioni possibili, senza per questo rinunciare alla centralità della dimensione promozionale.

Si tratta di un equilibrio difficile, soprattutto in Italia, ma che in questo caso unisce una cura meticolosa per i dettagli con un ampio spazio lasciato alla sperimentazione.

C’è di tutto in “Scegli Me”, dal videoritratto ai fashion movies, dall’installazione visuale alla performance in studio, dai colori del cinema orientale, quelli saturati e contrastati à la Christopher Doyle, fino alla rilettura cromatica della street culture suburbana in una forma simbolica molto suggestiva.

Oltre a Fulcro e Lucci, ci sono l’attrice Serena de Ferrari e la modella Mimi Amanuel Teka, la prima al centro di una bellissima sequenza filmata davanti ad un acquario, che ricorda le scelte cromatiche e visive di Kurosawa Kiyoshi per Bright Future, ma trasposte in una dimensione maggiormente visual.

Molto cinema, ma anche la convergenza di videoarte e cultura visual, senza mai perdere la concretezza e l’unità semantica del discorso.

Per approfondire meglio il metodo di lavoro di Freak Factory, abbiamo intervistato la produttrice Andrette Lo Conte e il regista di “Scegli Me”, Fabrizio Fanelli. Ci hanno raccontato una prassi stimolante e di alto livello professionale che in qualche modo combina l’approccio dell’industria audiovisiva attuale con una solidità che almeno nel video musicale è andata purtroppo riducendosi a partire dal nuovo millennio.

Freak Factory su Facebook

Fulcro ft. Lucci – Scegli Me – Il video diretto da Fabrizio Fanelli e prodotto da Andrette Lo Conte per Freak Factory

Andrette Lo Conte e Fabrizio Fanelli: Il Making di Scegli Me – L’intervista

Andrette, Freak Factory è una realtà davvero molto interessante in veloce crescita che si occupa principalmente di produzione cinematografica, ma implementa altre forme narrative. Oltre all’advertising quindi, anche videoclip. Puoi raccontarci in che modo si integra la forma del video musicale con la mission Freak Factory e che tipo di approccio avete scelto?

All’interno di Freak Factory, abbiamo aperto la nuova sezione ‘Freak Lab’ che si occupa di realizzare contenuti brevi come videoclip e commercial, ma la realizzazione di lungometraggi per il cinema resta il nostro core business. L’obiettivo di Freak Factory è quello di creare prodotti che abbiano un’alta qualità video ed un approccio autoriale a prescindere dalla durata dei contenuti . Spesso nei contenuti brevi viene sottovalutata la componente autoriale, e i prodotti che vediamo si assomigliano tutti tra di loro, l’obiettivo è quindi differenziarci ed utilizzare il nostro know how per realizzare contenuti di alta qualità anche se non destinati al cinema. Abbiamo infatti lavorato con il regista Fausto Brizzi, per realizzare lo spot della regione Liguria e con il regista Fabio Schifilliti per gli spot per il Ministero dei Trasporti.

Andrette, “Scegli me”, realizzato per Fulcro è davvero un ottimo video. Colpisce la centralità del lavoro sul set, ma anche la capacità di trasformarne i potenziali stereotipi in un’avventura visual davvero molto potente. Puoi raccontarci lo sviluppo del concept, la metodologia di lavoro e il contributo dei talenti coinvolti, dalla regia fino alle parti più espressamente “visual”

Ho deciso di realizzare il videoclip con il regista Fabrizio Fanelli proprio per il suo approccio autoriale alla direzione, quando mi ha presentato il progetto aveva realizzato un video moodboard molto dettagliato, aveva le idee molto chiare dal punto di vista registico e narrativo, così ho avuto modo di capire ancora prima di realizzarlo che aspetto avrebbe avuto il prodotto finale. Spesso in Italia, neanche per i film destinati al cinema vengono sviluppati degli storyboard, mi ha quindi colpito una tale meticolosità e professionalità su un videoclip. Ho capito che Fabrizio avrebbe dato quella componente autoriale che cerco nei registi con cui collaboro, alla cui visione, di solito tendo ad affidarmi molto, dopo averli scelti. Con questi presupposti ho creduto fin da subito in questo progetto che sono riuscita a realizzare anche grazie all’aiuto di Antonio Messino, coproduttore del videoclip, per Image Hunters.

Fabrizio hai realizzato cortometraggi, lavorato come seconda unità per numerosi video musicali e per Fulcro avevi già diretto i video di “Io e gli altri” e “Salmoni”. Puoi raccontarci il tuo coinvolgimento con il progetto Fulcro, che di fatto si configura come un vero e proprio collettivo multidisciplinare?

Io e Dost, il produttore della maggior parte delle basi di Fulcro ci conosciamo da sempre, siamo cresciuti insieme letteralmente e abbiamo sempre collaborato. Lui sta dietro al progetto Fulcro dal giorno zero e ovviamente mi ha coinvolto fin da subito, con Leo (voce e volto del progetto) ci conosciamo da diversi anni, oltre a Salmoni e Io e gli altri ho fatto anche altri video, il nostro rapporto è nato spontaneamente in uno spazio occupato vicino casa, dove ci vedevamo e condividevamo esperienze e sogni. È stato bello vedere che i sogni di entrambi si sposavano, visto che lui aveva bisogno di video e io avevo bisogno di soggetti da raccontare, così abbiamo cominciato un percorso quasi in parallelo in cui io avevo la possibilità di scrivere e dirigere mentre lui aveva modo di dare un contenuto video al suo pubblico. Tra l’altro Leo è un attore ed ha un sacco di amici e amiche attori e attrici per cui fin da subito abbiamo unito diverse persone che potevano esprimere le proprie capacità senza costrizioni, liberamente. Questo ci ha portato a crescere insieme, dal primo video con una videocamerina girato per le strade di San Lorenzo, fino ad arrivare a “Scegli me” che è stata la prima produzione con un featuring importante, la collaborazione con Lucci ci ha dato modo di sognare un po’ più in grande e la speranza di fare un prodotto non più amatoriale o semi-professionale, infatti per me è il primo progetto con una troupe al completo e due produzioni alle spalle.

Fabrizio, tu e il progetto Fulcro come siete arrivati a collaborare con Freak Factory?

Io e Andrette ci siamo conosciuti mentre lavoravamo per lo spot della Liguria di Fausto Brizzi, in cui io facevo produzione, è stato difficile convincerla del fatto che sapessi anche scrivere e dirigere, però avevo le idee molto chiare su quello che volevo fare e a cosa puntavo, sul set è nata un’amicizia spontanea e una fiducia reciproca che ci ha fatto mantenere buoni rapporti, finché quando mi sono sentito pronto ho potuto farle vedere la presentazione che avevo preparato. L’approccio che ho da regista si rifà molto ai modelli americani, alla professionalità e all’efficienza di cui si sente parlare quando sei sui set internazionali: moodboard sempre aggiornati, render delle scene più difficili, per me questo è alla base di qualsiasi progetto, idee chiare e poco spazio all’improvvisazione, nonostante io poi sia un fanatico dell’improvvisazione, ma credo che più le regole siano forti e i confini stretti più l’improvvisazione diventi un valore aggiunto. Per fortuna Andrette l’ha capito subito, ha deciso di aiutarmi in primis per la fiducia che le avevo già dimostrato sul set e poi perché era tutto schematicamente preciso, non dico perfetto, perché non esiste la perfezione, ma ambizioso e preciso di certo.

Fabrizio, “scegli me” mi sembra sia un salto di qualità notevole nella tua filmografia, è un video visivamente molto potente, con un lavoro specifico sulle luci, i colori e la parte più strettamente visual. Puoi raccontarci il tuo lavoro di regia, nel combinare e coordinare tutti questi aspetti?

Per me la forma è fondamentale in qualsiasi tipo di narrazione, ma non deve mai trascendere dal contenuto, solo confrontando e mettendo continuamente in dubbio il contenuto, la forma e il loro confronto si arriva ad un risultato che impatta sulla realtà influenzandola sia esteticamente che a livello di messaggio. Devo ringraziare tantissimo Francesco Marchini che mi ha aiutato dando un contributo fondamentale alla scrittura del progetto e Sebastian Papillo che mi è stato dietro per sopralluoghi, fornitori, professionalità etc, le immagini che abbiamo messo in scena le abbiamo pensate e ragionate insieme per mesi, mettendo in discussione qualsiasi punto di vista, abbiamo attinto da diversi ambiti creativi e devo dire che il lavoro tecnico fatto sul set ha fatto il resto per questo devo ringraziare tantissimo Xavier, Alfredo, Giovanni e Giorgia che non hanno mai dubitato di me e sono stati in grado di restituirmi esattamente quello che volevo aggiungendo qualcosa di speciale grazie alla loro esperienza, il tocco di post-produzione di Lorenzo Menicucci ha fatto il resto. In passato ho sempre lavorato molto sull’idea, sono fissato per idee forti che colpiscano, ma non ho mai avuto i mezzi per metterle in scena ad un livello di professionalità all’altezza del contenuto: quando giri da solo, con una videocamerina e tre luci difficilmente riesci a rendere la complessità di un ragionamento strutturato, “Scegli me” rappresenta uno spartiacque fondamentale nella mia carriera perché mi ha dato modo di scoprire il piacere di lavorare con un squadra di professionisti. Sul set eravamo tutti amici, ci conoscevamo già e avevamo avuto modo di confrontarci parecchio, tutti hanno dato il massimo possibile, tutti hanno aggiunto qualcosa di umano alla prestazione tecnica e io come regista sono molto aperto, mi piace portare avanti le mie idee e sono sempre molto deciso, quando voglio portare qualcosa sullo schermo so perfettamente dove voglio arrivare e come arrivarci, ma mi piace la commistione di stili, la contaminazione di idee, penso che costituisca la parte fondamentale in un processo creativo collettivo com’è il cinema. Questo video è stato un laboratorio in piccolo di quello che vorrei fare in un film e spero che presto o tardi riuscirò ad avere questa possibilità.

Andrette e Fabrizio, come è stato fatto il casting e come avete scelto l’attrice Serena de Ferrari e la modella Mimi Amanuel Teka?

Andrette: La scelta degli attori in un videoclip è fondamentale perché devono essere in grado di trasmettere emozioni senza uno script e senza dialoghi, per questo motivo abbiamo puntato sull’espressività e la capacità di bucare lo schermo con un solo sguardo.
Fabrizio: Serena e Mimi sono due personaggi differenti, vengono una dal mondo del cinema e una dal mondo della moda, sono tutte e due molto giovani e visivamente restituiscono subito delle intenzioni forti e decise, le capacità espressiva di entrambe ci hanno fatto scegliere senza alcun ripensamento.

Andrette, Freak Factory ha una squadra di fondatrici. Si configura quindi come una realtà imprenditoriale a conduzione femminile. Una bella rarità nel panorama delle produzioni audiovisive, videoclip inclusi. Puoi raccontarci la genesi del progetto e gli obiettivi più ambiziosi raggiunti?

Io sono CEO e socio unico di Freak Factory, mi sono circondata da collaboratrici donne, quindi è una produzione tutta al femminile. Per me è una sfida, non nego che sia molto difficile in questo paese ricoprire un ruolo di ‘potere’ in questo ambito, come in tutti gli altri dopotutto, spesso gli uomini entrano in competizione, non accettano che una donna possa prendere delle decisioni, inoltre ho aperto la mia società a soli 25 anni. L’inizio è stato molto difficile perché essendo giovane e donna non avevo credibilità, ho dovuto dimostrare con i fatti le mie capacità, e ho dovuto lottare molto per farmi valere e per raggiungere obiettivi importanti. Nel 2016 ho prodotto il cortometraggio “Penalty”, che ha dato uno start importante, è stato il cortometraggio più premiato nel mondo nel 2017, Rai Cinema è entrata in coproduzione e per la prima volta ha deciso di fare una campagna Oscar per un cortometraggio. Poi è arrivato il momento di approcciarmi al lungometraggio, un passaggio difficile per una società indipendente, si tratta del lungometraggio “La Partita”, dopo essere uscito in sala in pieno Covid, anche questo ha avuto un successo inaspettato, Netflix ha deciso di distribuirlo in tutto il mondo, ed è rimasto in top ten in Italia per più di 10 giorni. Sono poi arrivata a produrre il secondo lungometraggio, molto impegnativo, che spero presto di farvi vedere, posso anticiparvi che è un film che farà molto parlare di sé… Il film è stato realizzato in coproduzione con Rai Cinema.

Andrette, ci sono altri videoclip nell’orizzonte prossimo futuro di Freak Factory, puoi anticiparci qualcosa?

Mi piace parlare delle cose solo dopo averle fatte, sono molto superstiziosa, però potete seguirci sulla nostra pagina instagram @freakfactory.it per restare sempre aggiornati.

Fabrizio, quali sono i tuoi riferimenti principali per quanto riguarda il mondo dei video musicali?

Come tutti i registi di videoclip moderni sono cresciuto a pane e Romain Gavras, penso che non avrei fatto videoclip se non avessi visto la scena col cavallo che corre nel deserto sul video di MIA “Paper Planes”, il mio vero idolo però è Wong Kar Wai, ma sono fan sfegatato di Anton Tammi, Brthr, Jonas Lindstroem, Keith Schofield e penso sia evidente il richiamo di Dexter Navy per Asap Rocky.
Per “Scegli me” ho ampliato gli orizzonti puntando ad un immaginario più fotografico e narrativo, mettendo a contrasto diversi livelli di immagini: da una parte la strofa di Fulcro si fonda su una moltitudine mista di concetti, l’estetica rap si incontra con un significante più concettuale legato al significato della scatola, del sentirsi rinchiusi e senza spazio vitale per questo l’inquadratura dall’alto che richiama Asap Rocky si mischia alle ragazze che giocano col pesce rinchiuso nell’acquario, dall’altra parte poi c’è Lucci con il suo background rap, è un po’ la tradizione classica che incontra le nuove generazioni, infatti ho caratterizzato la sua strofa con un linguaggio più strettamente legato all’iconografia rap, con uno sfondo underground e il cantante al centro della scena, ho cercato di richiamare lo stile classico dandogli una chiave di lettura diversa, con una fotografia caratteristica che parla al rap moderno, ma comunque chiaramente legata alla tradizione.

Andrette, il videoclip è una forma che qui su indie-eye ci ostiniamo a chiamare “di convergenza”, questo perché a dispetto di alcune associazioni critiche dirette con la dimensione cinematografica, convoglia molti altri stimoli, dalle arti performative a quelle visuali, dalla grafica alle nuove declinazioni dell’internet art. “Scegli me” mi sembra perfetto da questo punto di vista, perché interpreta tutte queste ibridazioni. Vi interessa anche questo aspetto, oltre ovviamente alla vocazione cinematografica di Freak Factory?

Assolutamente si, io credo che sia potenziale di grande sperimentazione e approcci diversi, sono attratta da ogni forma d’arte purché sia comunicativa. Per questo motivo come Freak Factory stiamo differenziando i nostri lavori e presto faremo un salto molto importante, di cui ovviamente, ancora non posso anticiparvi nulla, considerata la superstizione di cui parlavo prima.

Andrette e Fabrizio, pensate che il videoclip sia una forma importante su cui scommettere, adesso che le televisioni tematiche esistono sottotraccia rispetto alle piattaforme online e alle grandi directories video di condivisione. Per quali motivi secondo voi e cosa vi consente di sperimentare rispetto ad altre forme brevi, come l’advertising o i cortometraggi più tradizionalmente intesi?

Diciamo che il videoclip si differenzia molto dagli altri contenuti audiovisivi perché è totalmente a servizio del pezzo musicale e per questo motivo rischia di passare in secondo piano. Ho visto videoclip di artisti importanti di bassissima qualità ma hanno comunque tantissimo seguito e visualizzazioni, questo perché gli utenti sono interessati ad ascoltare il pezzo o al massimo a vedere il loro cantante preferito in video; questo è il motivo per cui non vengono spese molte risorse per realizzare videoclip ed è un vero peccato! Si tratta di un’occasione persa. I video, se lasciati in secondo piano, rischiano di essere tutti uguali, scontati, e senza personalità, ritengo invece che sia fondamentale avere lo stesso approccio produttivo e registico che si ha per gli altri contenuti audiovisivi.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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