Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Bret Easton Ellis, Peter Hook, tutte le material girl e i wild boys sono gli ispiratori di questa ennesima ondata revival. Il secondo disco dei Kisses si pone più meditativo e meno da dancefloor 

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Sapevamo tutti che le material girl e i wild boys transitati negli anni ’80 avrebbero portato una quantità di plastica notevole nelle acque del pop elettronico, come le Moby Ducks, le paperelle gialle naufragate nel Pacifico dal cargo Ever Laurel nel 1992. Non si pensava che a distanza di trent’anni avremo ancora avuto da parlarne. I Kisses cercano di non sopire la vena revivalista, anzi, provano a rinfocolare una fiamma che si sta spostando verso altri generi e approcci.

Il duo composto da Jesse Kivel e Zinzi Edmundson comprende che la loro avventura musicale si associa più al divertimento del momento, all’ascolto singolo di una traccia piacevole, piuttosto che al cambiamento di schemi stilistici e di mode (per questo non tento nemmeno il paragone con i Washed Out, proprio per non finire fuori tema, associando un disco importante con dei divertissement). Per fare qualche esempio, il singolo Huddle non fa altro che citare Beverly Hills Cop, nonostante possegga una struttura melodica di tutto rispetto,  Air Conditioning vuole ammaliare con un basso alla Franz Ferdinand e un baritono sensuale, cosa che non accade alle altre tracce, impegnate a descrivere più una lista di drink piuttosto che un insieme di sensazioni. Adjust Glasses, cantata dalla metà femminile del duo, potrebbe ricordare Olivia Newton-John in un attacco di passionismo indie. Rispetto al precedente The Heart of the Nightlife, molto danzereccio e godibile, questo disco si assesta su una tensione contemplativa, tipica dell’ozio prolungato o dell’ansia esistenzialista. Ma con differenze storiche significative.

Se potessimo percepire la tensione nelle azioni più banali, l’angoscia delle decisioni, lo scorrere di una vita normale assediata dalla monotonia, se potessimo percepire tutto questo con convinzione, e se fossimo innamorati dell’elettronica anni ’80, sarebbero i New Order a fornire la migliore delle colonne sonore. Ma se questi sentimenti filtrano attraverso un notebook con lo sfondo di una California assolata mentre fuori piove, se la realtà deve essere filtrata dagli occhi di un’Instagram qualsiasi, se la nostalgia per il vecchio annulla la nostra voglia di cambiare la realtà, beh allora i Kisses possono andare più che bene.

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Kisses
Kids in LA

This Is Music, 2013 | new wave, pop, electro, electropop, eighties

https://soundcloud.com/kisses/sets/kids-in-l

TRACKLIST:

Up All Night | The Hardest Part | Huddle | At The Pool | Funny Heartbeat | Air Conditioning | Having Friends Over | Bruins | Adjust Glasses

 

Elia Billero

Elia Billero

Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.