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Tape Hiss, il secondo album degli olandesi Rats On Rafts, sposta sempre più gli equilibri sonori della band verso lidi psichedelici, tenendo come base di lavoro ritmiche e tessiture post-punk più darkeggianti e annegandole poi in riverberi e nebbie psichedeliche. Il risultato è un trip sonoro senza interruzioni 

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I Rats On Rafts sono in quattro, vengono da Rotterdam e suonano insieme da ormai una decina d’anni, periodo durante il quale non sono stati particolarmente prolifici: Tape Hiss, edito da Fire Records negli ultimi mesi del 2015, è infatti solamente il loro secondo album, a dar seguito al precedente The Moon Is Big, uscito nel 2011.

I tanti anni passati tra un disco e l’altro si fanno sentire molto nel loro caso: mentre infatti The Moon Is Big aveva legami con il post-punk in levare di gruppi come Slits e Pop Group e manteneva una certa anima psych-pop, Tape Hiss sposta sempre più gli equilibri sonori verso lidi psichedelici, tenendo come base di lavoro ritmiche e tessiture post-punk più darkeggianti e annegandole poi in riverberi e nebbie psichedeliche, ricordando alcune cose dei Brian Jonestown Massacre ma con più adrenalina.

Il risultato è più che buono, segno che questi anni di lavoro sulla ridefinizione del suono non sono passati invano. Gli otto pezzi che compongono l’album scorrono infatti come un fiume in piena, portando l’ascoltatore in un trip sonoro senza interruzioni, sia nei pezzi più brevi e punkeggianti, Composition e Powder Monkey, che in quelli più lunghi, che non eccedono in dilatazioni e rallentamenti ma spingono sull’acceleratore dall’inizio alla fine, inserendo giusto qualche aroma etnico qua e là, ad esempio in Zebradelic, che può ricordare alcune cose dei Red Temple Spirits, pressoché sconosciuti maestri del genere.

Altri pezzi da ricordare sono quelli posti rispettivamente in apertura e chiusura di disco: Sleep Little Child, che annuncia il nuovo corso dei Rats On Rafts con la sua massa compatta di ritmo quadrato e riverberi che sfondano i sette minuti senza annoiare, e (Machine) 1-6-8, che viaggia veramente come un treno regalando un finale di album ad altissima tensione, un pezzo che dal vivo promette di essere un’esperienza incredibile.

La psichedelia europea, stavolta dall’Olanda, ha quindi trovato una nuova band su cui puntare, un nuovo culto da seguire per specifici viaggi mentali, in questo caso ad altissima velocità.

Rats On Rafts – Last Day On Earth

Rats On Rafts
Tape Hiss

Fire Records, 2015 | post-punk, rock psichedelico
CREDITS:

Sleep Little Child | Composition | Powder Monkey | Rat Poison Face | Seaside Tape Hiss | Zebradelic | The Last Day On Earth | (Machine) 1-6-8

 

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.