Kamikaze Queens – Automatic Life (Sounds Of Subterrania, 2011)

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This is Berlin punk cabaret: questo si legge nel booklet di Automatic Life, secondo full lenght per i tedeschi (ma nelle loro fila c’è gente proveniente anche dagli States) Kamikaze Queens. Guidati dalle due carismatiche e truccatissime singer Mad Kate e Trinity Sarrat, sembra che i nostri possiedano delle indubbie doti da animali da palcoscenico, lo potranno confermare i fortunati avventori che hanno potuto assistere al tour che ha recentemente toccato il suolo del Bel Paese. Noi ci crediamo sulla parola, avendo potuto sbirciare qualche performance sul tubo: il problema è che su disco la carica animalesca dei cinque kamikaze risulta notevolmente affievolita, quasi “pacificata”. Il punk vitaminizzato da elementi tipici del burlesque teutonico è arricchito da molteplici influenze –  in primis il rockabilly –  ma si avvertono echi di punk 77, spruzzatine garage e melodie da musical anni 50: i brani sono mediamente godibili e dalla piacevole verve melodica, ed in alcuni momenti riescono anche a riproporre la carica dei live, come in Good Times, nella clashiana I Was A Teenage Mermaid o nell’irresisitibile punkabilly in salsa Ramones di Do The Crab. La sensazione generale che lascia l’album però è quella di ascoltare una versione appena più sporca e underground dei divi da Mtv (ora defunti, se la memoria non ci inganna) No Doubt della bella Gwen Stefani. Converrete anche voi che questo non è certamente il più auspicabile dei paragoni.

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