mercoledì, Agosto 4, 2021

Minimal Whale – s/t: la recensione

Nicola Magri ha un’esperienza come batterista per numerose formazioni italiane, tra cui Numero 6, Calomito, K.C. Milan, insieme a Matteo Orlandi e David Avanzini (Chitarra, basso e Sax già con gli Unsolved problems of noise) forma i Minimal Whale e canta tutti i pezzi del primo CD registrato dietro questa sigla per Marsiglia Records. Esce fuori un rock muscolare, geometrico come quello di alcune formazioni anni ’90 ma allo stesso tempo dall’anima calda e progressiva, fondato sulla potenza epica dell’orchestrazione, pensiamo sopratutto a band come i Rush, probabilmente l’influenza più percepibile insieme a quel mood tra Jazz e blues dei primi Morphine.

A Brani più evocativi e classici come Lay down, attraversati da un’anima fusion e dall’atmosfera caldissima del piano elettrico in stile Deodato, si oppone una forza volumetrica dal forte impatto, che supera di netto il citazionismo del post-rock di ritorno, per avvicinarsi maggiormente all’approccio visionario di band dalle idee ambiziose, come i già citati Rush e per certi versi i Voivod più visionari, quando per un attimo avevano abbandonato l’estetica trash-metal (viriginia’s whale).

Ugo Carpi
Uogo Carpi ascolta e scrive per passione. Predilige il rock selvaggio, rumoroso, fatto con il sangue e con il cuore.

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