Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Il geniale Scott Cudmore gira un video per il noise cialtrone dei Dilly Dally. Un incontro perfetto 

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Sull’incredibile talento di Scott Cudmore, uno dei filmaker che più amiamo, si era parlato da questa parte, ai tempi del bellissimo Hot Dreams realizzato per Timber Timbre. L’artista torontoniano torna con una clip realizzata per Dilly Dally intitolata Snakehead che prosegue la sperimentazione sui formati (il 4:3) già fatta con il video per DJ Fresh & High Contrast f/ Dizzee Rascal intitolato “How Love Begins” e quel gioco sulla ripetizione del movimento (effetto scrub che ripete segmenti di un’immagine) che già aveva utilizzato per “The Swimmer” di Metz e che in qualche modo e con una tecnica diversa desume da quella più artigianale (il jog shuttle in VHS) di Harmony Korine che anima il bellissimo “No more Workhorse blues” girato per Bonnie Prince Billy.

Il video è un’elegia suburbana come molte a cui ci ha abituato Cudmore, con una serie di sottotitoli che niente hanno a che vedere con il brano, ma che sembrano raccontare il videomaking come un gioco dove non sono più ammessi lo spreco e le piccole-grandi macchine produttive che mimano il cinema industriale: “Music videos are bullshit. What a waste of time. What a waste of money

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.