sabato, Dicembre 3, 2022

King Tuff – S/T (Sub Pop, 2012)

Questo disco è una bomba. Staccatevi dai vostri pc del cazzo, uscite fuori nella calura estiva e correte a comprarlo. Tornate a casa, chiamate gli amici, mettete le birre in frigo e schiaffatelo nello stereo. La recensione potrebbe finire qui. Il rock’n’roll è materia per gente dal cuore semplice e dagli istinti tirati a lucido, non servono elucubrazioni particolarmente complicate per descriverlo. Kyle Thomas (alias King Tuff) fa parte della nuova generazione di leoni weird che hanno consumato i dischi dei genitori dei tardi Seventies – primi Eighties: il r’n’r stradaiolo e sguaiato dei New York Dolls e degli Heartbreakers, il punk dei Ramones, il glam rock di Marc Bolan e dei Mott The Hoople, il power pop cristallino dei Beat di Paul Collins. Dopo un paio di tentativi – haimè acerbi – con l’etichetta supercool e underground Burger Records (produce solo tape e vinili) e qualche esperimento psych/stoner (il progetto Witch, con alla batteria nientepopodimenoche J Mascis) eccolo firmare per Sub Pop e fare il botto. Eh già, perché questo lavoro omonimo è un’autentica esplosione di grinta e zucchero filato: al pari di altri agitatori della scena underground statunitense (il compianto Jay Reatard, Apache, Nobunny, Hunx, White Wires, mi fermo qui ma la lista potrebbe continuare) il buon Kyle decostruisce e plasma la materia r’n’r con tutti gli elementi citati poc’anzi, giungendo alla sintesi sopraffina, all’alchimia perfetta. Dodici brani – dalla produzione grassa e rotonda –  che spaziano dal power pop, al glam, al garage pop solare, al punk, mantendendo un livello di scrittura da vero big per tutta la durata del lavoro. Prendete Keep On Movin: giro di basso appiccicosissimo e stronzamente funky che sostiene una melodia viziosetta e con un altissimo tasso glicemico; impossibile non suonarla a tutto volume in macchina senza agitare l’indice cercando di coinvolgere i passanti. Oppure le sveltine Bolaniane di Alone & Stoned, Stranger e Loser’s Wall, col tirannosauro Rex che vi si materializzerà nella stanza. Anche quando il suono si fa più ruvido lasciando libero sfogo alle chitarre (Bad Thing, Hit And Run, quest’ultima assolutamente micidiale) o quando si tenta l’approccio folksy (Baby Just Break) l’impianto melodico rimane trascinante, il carico di energia è sempre al massimo. E ancora: Stupid Superstar è una collisione tra l’FM rock dei Fleetwood Mac e l’indie dei Flaming Lips, Evergreen e Unusual World sono momenti in cui l’intimismo si trasfigura in un pane burro e marmellata consumato all’alba in dolce compagnia, per poi cadere nella palude dell’amore (Swamp Of Love) in cui vi troverete immersi nelle sabbie mobili insieme a Ziggy, il dolce Lou di Transformer, gli Sweet al completo, tutti a chiedersi come diamine è possibile che un simile prodigio di pop malinconico e squisitamente caloroso non l’abbiano scritto loro per primi. E voi, leccando avidamente un lecca-lecca con i colori sgargianti del bubblegum, sorriderete loro perché avrete capito tutto, ovvero che è questa la musica più eccitante e viva in circolazione. Lasciate da parte l’ultima pippa dei Sigur Ros, uscite e vivete, bastardi.

PS: menzione speciale per il packaging: cartonato con dentro 12 cartoline disegnate da mr Thomas, complete di testi. In tempi d’immaterialità della musica non è un dettaglio da poco.

Denis Prinzio
Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.

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