Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

La musica di Lee Fields è un flash back di grande splendore, un disco che vibra di tepore soul, quello che se ne sta strizzato dentro un completo nero, tremendamente dignitoso quanto sofferente; la recensione di Faithful Man scritta da Giulia Bertuzzi... 

Marzo 7th, 2012
Lee Fields & The Expressions – Faithful Man (Truth&Soul, 2012)

Di

Accingersi a scrivere di un veterano della musica quale Lee Fields, esige anzitutto che sia fatto un preambolo. Originario di Wilson, North Carolina, Lee Fields è un soul man dalla formazione canonica, discepolo quarantatreenne di una della più rinomate cattedre della soul music, quella che –  per intenderci – ha per rettori Otis Redding e James Brown. Negli anni settanta, Lee Fields affronta la scena a fianco di gruppi come Kool and The Gang, Sammy Gardon and the Hip- Huggers e Little Royal. È l’incisione di My World, album del 2009, a consegnare l’artista ad un successo di larga scala e ad aprire il varco ad una lunga serie di concerti e esibizioni dal vivo. My World segna anche il sodalizio con la Truth & Soul, label di Brooklyn con la quale Lee Fields ha inciso la maggior parte dei propri lavori, e con i rispettivi proprietari: Jeff Silverman e Leon Michels. A conferma di ciò, Faithful Man esce proprio per la Truth & Soul, confermando quello che è un tratto distintivo della label: l’amore per la miscela funky and soul. La voce e l’espressività del vocalist fanno il resto. L’album è un flash back di grande splendore, un disco che vibra di tepore soul, quello che se ne sta strizzato dentro un completo nero, tremendamente dignitoso quanto sofferente. Lee Fields, supportato dai preziosissimi The Expressions, interpreta tutte le sfumature emotive che ci si aspetterebbero da un disco soul; amore, solitudine, gelosia, abbandono. Wish You Were, le sintetizza con successo, ripercorrendo l’usale (troppo usale) parabola che dall’innamoramento cola a picco verso l’abbandono. Che Lee Fields strapazzi a morte gli spartiti come in Faithful Man o che si faccia ammaliatore in Intermission con netto richiamo a Al Green, il risultato è decisamente alto. Non si tratta di una mera copiatura dell’originaria matrice soul, ma di un rimpasto che mescola vecchio al nuovo, sviluppando un suono unico e personale. L’album è stato anticipato dal singolo You’re The Kind Of Girl e accompagnato da un’icastica descrizione di Lee Fields: “Una canzone che dovrebbe essere suonata per una persona veramente speciale” e ancora “Il vero amore non è qualcosa di impossibile, accade quando incontri la giusta persona, non dire niente e lasciala suonare”.

Lee Fields & The Expressions
Faithful Man

Truth&Soul, 2012 | soul
CREDITS:

Faithful Man | I Still Got It | You're The Kind Of Girl | I'm Still Hanging On | Intermission | Wish You Were Here | Who Do You Love | Moonlight Mile | It's All Over But The Crying | Walk On Through That Door

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.