Tara Jane O’neil – A ways away – (K records – 2009)

Altre cover story

a-ways-awayIl primo album di Tara Jane O’neil per K records contribuisce ad una semplificazione sicuramente onesta del suo songwriting; se si escludono le collaborazioni con Retsin e Sonora Pine, Tara ha dato il meglio di se nelle realizzazioni soliste a partire dall’esperienza immediatamente successiva alla meteora Rodan. Peregrine è per forza il vampiro scomodo di tutta la carriera della O’neil, sospeso tra folk e un Jazz atmosferico, riesce in quel difficile equilibrio che colloca la forma canzone tra struttura e deriva; equilibrio che più o meno viene meno in tutta la produzione successiva della polistrumentista di Portland sviluppata all’ombra di quelle idee. A Ways away ha il merito di spazzar via una timbrica autoreferente e di aderire in modo più semplice alla composizione, ricorrendo ad un bedroom folk che non è per forza sinonimo di fragilità. Il modo di comporre è il solito di sempre, ma in un certo senso si avvicina maggiormente ad una psichedelia da camera messa insieme con meno artifici. “Beast, Go along” ne è un esempio molto chiaro; il brano emerge da un drone di 37 secondi affidato velvetianamente ad una forza elettrica rozza, in presa diretta e senza troppo lavoro di post-produzione; nella coerenza tutta interna di un’artista che è rimasta vittima per molti anni della sua estetica personale, A Ways away è in fondo un album che suona più “rock”.

Tara Jane O’neil su myspace

Roberto Ragionieri
Roberto Ragionieri
Contatta la redazione di indie-eye: info@indie-eye.it Per comunicati stampa: cs@indie-eye.it Materiale promozionale: INDIE-EYE | VIA DELLA QUERCIOLA N. 10 | 50141 | FIRENZE

Ultimi articoli in evidenza

LongLake Festival 2026: il Buskers come geografia mobile delle culture urbane

Nella settimana conclusiva del LongLake Festival, Lugano affida gran parte della propria identità temporanea al linguaggio storicamente più nomade delle arti performative: quello del busking. Dal 22 al 26 luglio il centro cittadino ospita quaranta artisti provenienti da quattordici paesi, in una configurazione che si avvicina più a una mappa di circolazione culturale che a un cartellone tradizionale.

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

Articoli Simili