Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Kenya. I luoghi, il viaggio e la musica. Una playlist 

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I ricordi più forti di tutti i nostri viaggi sono legati a canzoni particolari, ed è qualcosa che tutti hanno vissuto. C’è una grande differenza tra il solo sentirsi chiedere come è stata la tua vacanza e ascoltare una canzone che risveglia un ricordo forte, un momento in particolare ma anche emozioni, luoghi, persone. Immediatamente, tutto il tuo corpo si sveglia, prendi i tuoi amici con entusiasmo per mano e ti ritrovi a raccontare una storia entusiasta delle tue avventure.

Quindi perché succede? Ciò che è diverso nella musica è che fa qualcosa che nessun altro stimolo può fare è che questa riesce ad illuminare ed irradiare quasi ogni parte del cervello, dall’emozione, alla memoria, al movimento. A differenza di una fotografia, o anche di un diario, ti ritrovi completamente immerso nel momento. Vista, odore, tatto, emozione. Questa nostalgia musicale è potente e ancestrale.

Se è una memoria felice, la memoria attiverà anche la reazione di piacere nel cervello, rilasciando dopamina, serotonina e ossitocina, lasciandoci in uno stato di euforia neurochimica non troppo dissimile da un farmaco.

E non è solo la musica che ha questo potere. Catturare brevi registrazioni audio sui tuoi viaggi può anche riportarti in un determinato momento. Pensa al suono delle onde che si infrangono su una spiaggia di ciottoli, o delle campane che suonano in un piccolo villaggio. Immediatamente, vieni trasportato in quel momento nel tempo.

Un viaggio dunque accompagnato dalla musica è sicuramente diverso da tutto ciò che si è soliti vivere quando si intende esplorare un luogo nuovo. Talvolta si punta ad integrare al proprio itinerario di viaggio le proprie musiche preferite, il cantante o il gruppo del cuore e realizzare playlist appositamente studiate per il proprio viaggio.

Siamo una generazione fortunata di viaggiatori, con la musica del mondo sempre in tasca e a portata di click e la possibilità di poterla ascoltare ovunque siamo. Negli anni passati, avremmo potuto fare un nastro misto per un viaggio, ora abbiamo playlist Spotify che possono essere lunghe quanto le distanze da percorrere durante un road trip, una passeggiata di trekking o un volo intercontinentale.

La musica e il viaggio vanno di pari passo, ognuno con l’altro. Crea playlist prima di partire delle canzoni che ami e desideri ascoltare in transito. Crea playlist durante il tuo viaggio di canzoni che raccogli lungo il percorso e vuoi ricordare. Cerca opportunità per registrare suoni e creare il maggior numero di ricordi audio che puoi. Perché, mentre le fotografie, le matrici dei biglietti e le voci di diario hanno tutte il loro posto, è il momento di fare musica e suonare una necessità di viaggio, per rendere il tuo viaggio davvero indimenticabile.

 

Vivere la musica del posto

Oltre a utilizzare le fonti che già abbiamo una cosa assolutamente imperdibile è scoprire un nuovo mondo, una nuova realtà attraverso la musica del posto, la musica legata alle radici e alle tradizioni più autentiche della nostra destinazione di viaggio. Che si tratti di una jazz band a New York o di un festival del folklore in un parco pubblico, non dovremmo mai perdere l’opportunità di aprire i nostri orizzonti musicali e culturali lasciandoci guidare dalla musica, quella più vera, quella tradizionale e che non troverai in nessun altro luogo nel mondo. Tra le tante opzioni da considerare per vivere un luogo di musica ed apprezzare la musica live è un’esperienza diversa, o magari iniziare a seguire e supportare nuovi artisti emergenti e scoprirne sempre di nuovi per creare nuovi indimenticabili bellissimi momenti caricati di un’aura diversa, di un gusto ancora più autentico e alternativo rispetto a tutto ciò a cui sei abituato a vivere e ad ascoltare. 

Noi siamo stati in Kenya e abbiamo deciso di dedicarci proprio alla cultura del posto, calandoci nella tradizione anche musicale tra ritmi tribali e varietà per ogni diversa etnia e il viaggio si è arricchito in modo davvero unico e diverso dal solito. Se sei interessato anche tu ad un viaggio ambizioso come il nostro alla scoperta di luoghi suggestivi ancora non contaminati del turismo e con tanta storia e cultura da raccontare non dimenticare che puoi farlo in modo semplice e sicuro grazie a due strumenti base che ti saranno d’aiuto nell’organizzazione del tuo viaggio: la visa (trovi tutte le informazioni qui) e per la foto del tuo passaporto (necessario per l’ingresso nel paese!) puoi utilizzare questa soluzione rapida, semplice ed economica . Sbrigate queste cose più strettamente burocratiche potrai finalmente organizzare un itinerario fatto di musica, cultura e bellezze del posto ricordando di puntare ad autenticità e alle gemme nascoste del Kenya.

Rivivere i momenti tra musica e immagini al ritorno

Come dicevamo la musica e le foto sono due ottimi strumenti che ti aiutano a rivivere momenti unici. Se entrambi sono potenti e rievocativi perché non associarli? Riguarda le tue foto, fai partire le canzoni che hanno segnato il tuo viaggio e riscopri tutto ma proprio tutto rievocando emozioni, suoni, persone, luoghi ma anche sensazioni intime e riflessioni continuando il viaggio anche una volta tornato a casa. Ti sembrerà di essere di nuovo fuori in giro per il mondo senza più dover lasciare la tua stanza.

La musica del Kenya e i ritmi africani, una playlist per i tuoi viaggi e per il tuo “mal d’africa”

Complessa e inclusiva, la musica del Kenya. Non ci riferiamo solo alle popolazioni Kikuyu, Luhya, Luo, Kalenjin, Kamba, Kisii, Meru, Swahili, e Maasai o ad altri tribu più piccole che vanno a costituire il sostrato locale ma anche a tutta l’immigrazione internazionale che è andata a lavorare presso Nairobi. Questo offre un panorama musicale molto variegato e stimolante, aperto alle contaminazioni e allo stesso tempo legato alle proprie radici.
Abbiamo messo insieme una playlist che prende in considerazione i musicisti e le formazioni più importanti del Kenya, come nello stile di indie-eye Videoclip

Kenge Kenge
Band afropop i Kenge Kenge che miscela strumenti elettronici alle più tradizionali sonorità Luo, sono tra gli esponenti più importanti di quella tradizioone che mette al centro l’improvvisazione e gli aspetti più trbali della danza.

Ayub Ogada
Ayub Ogada è diventato noto in occidente grazie al film “The Constant Gardener” per l’inserimento di un suo brano (Kothbiro, Ogada è uno dei cantanti e dei performer di nyatiti più noti del Kenya. Il film di Mereilles, tra l’altro, è stato inserito nel concorso di Venezia 62, nel 2005. Potete trovare informazioni dettagliate nella sezione Festival di Indie-eye Cinema

Eric Wainanina
Eric Wainanina è uno dei cantanti più esportati in occidente tra qulli cresciuti in Kenya negli ultimi anni. Il suo African pop è tra le miscele più riconoscibili della scena locale che riesce a bucare i confini nazionali

Suzanna Owiyo
La cantante donna più popolare del Kenya, Suzanna Owiyo alterna la sua carriera pop all’avvocatura per cause umanitarie, attraverso le quali ha raggiunto un’ampia notorietà internazionale

Gidi Gidi Maji Maji

Duo molto noto, la cui musica miscela hip hop e afropop ai suoni tradizionali del Kenya, questi sono i Gidi Gidi Maji Maji

Samba Mapangala and Orchestra Virunga
Samba Mapangala è congolese di nascita, ma si è trasferito in Kenya negli anni settanta, acquisendone la cultura e i suoni

Yunasi
Gli Yunasi sono una band afro-beat fusion relativamente recente, formatasi nel 2004 e diventata una delle più ascoltate in Kenya

Daniel Owino Misiani
Daniel Owino Misiani è conosciuto come “padrino del benga” viene dalla Tanzania e si è trasferito in Kenya con la sua band nota come Shirazi Jazz, con la quale ha proposto una fusione originalissima, tra musica elettrica, influenze locali e addirittura inserti di musica cubana

Them Mushrooms
Band Kenyota seminale, formatasi negli anni settanta e artefice di un sound personalissimo che mette insieme il reggae con l’african pop del Kenya, questi sono i Them Mushrooms

Extra Golden
La band più internazionale tra quelle prese in esame in questo articolo, per la fusione tra musica del luogo e influenze Americane, grazie anche ai membri “misti” che la costituiscono. Gli Extra Golden sono un must!

Musica e suoni dal Kenya, la nostra playlist su Spotify

 

Bruno Martini

Bruno Martini

Bruno: una laurea in scienze politiche, musica italiana tra gli ascolti principali, e un amore viscerale per tutte le british invasion