Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Alejandro Escovedo sul palco del SalviAmo la Musica Festival di San Salvi a Firenze. Evento assolutamente imperdibile per ammirare una figura gigantesca della musica rock. Il suo suono, tra musica delle radici, torch songs, punk e rock'n'roll ha attraversato quasi 40 anni di musica. Celebrato da artisti come John Cale, Bruce Springsteen, Peter Buck dei R.E.M. e Vic Chesnutt, solo per citarne alcuni, è una vera e propria leggenda vivente. 

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Alejandro Escovedo in rete

Alejandro Escovedo al SalviAmo la Musica Festival, l’evento su facebook

Alejandro Escovedo è un autore, un cantante e un performer celebratissimo, anche in virtù del suo ricco background e di una discografia sterminata, che lo ha portato a collaborare con musicisti di diversa provenienza, da John Cale a Bruce Springsteen.
Nato a San Antonio, Texas, il 10 gennaio del 1951 e figlio di una numerosa famiglia, sente l’odore della musica da subito, grazie alla frequentazione del padre con i gruppi mariachi locali e alcuni ensemble swing, attitudine che mantiene anche quando dal Messico gli Escovedo si muovono verso gli Stati Uniti.

Tutta la famiglia respira musica, da Pete Escovedo, rinomato jazzista, fino a Sheila, nota anche come Sheila E. e per le sue collaborazioni con Prince.

I primi anni settanta sono per Alejandro anni di assorbimento, ascolta punk, assiste ai concerti di Patti Smith, New York Dolls e Stooges e a metà del decennio, da Los Angeles si sposta a San Francisco con l’intenzione di studiare cinema e produzione. Il progetto di un film sui The Nuns, gli consente di seguire la band di Jeff Olener e di innamorarsi di New York durante un tour degli stessi nella east coast.

Negli ottanta, il punk e la scena avant della città diventano il cuore del giovane Escovedo che avvicina la band di Judy Nylon, musa di John Cale. Da questo momento in poi milita in band come i Kinman poi Rank and File, fino al 1983 quando già trasferitosi ad Austin, Texas, per star lontano dagli ambienti newyorchesi della droga, fonda la sua prima band, quella più personale, The True Believers, il cui suono oscilla tra roots rock e punk.

True Believers in una recente reunion del 2013, live al KEXP

La vicenda discografica dei True Believers non è delle più fortunate, considerato che il primo album effettivo arriva nell’86 e due anni dopo si sciolgono per difficoltà contrattuali con l’etichetta, che in un periodo di riorganizzazione, brucia il loro secondo album facendolo uscire in anticipo rispetto alla data di pubblicazione prevista.
La vita ad Austin è ricca di stimoli musicali e Alejandro si muove tra diverse formazioni fino alla separazione dalla moglie Bobbie Levie e il di lei suicidio avvenuto nel 1991. Gravity, il suo primo album solista, esce proprio quell’anno e riflette il dolore e la perdita.

Alejandro Escovedo “Falling Down Again/Gravity” on AMN’s Solo Sessions 1996

Anche il successivo Thirteen Years (1993) riflette su alcuni aspetti che riguardano la fine del suo matrimonio e i temi della perdita, mentre l’anno successivo firma un proficuo contratto con la Rykodisc che oltre a pubblicare il lavoro dei The Setters, il supergruppo che condivide con Michael Hall e Walter Salas-Humara, ristampa un’antologia dei True Believers, pubblica il suo terzo album intitolato With These Hands, una raccolta del suo esperimento glam texano, quello con i Buick MacKane.  In parallelo e poco prima della rottura con la Ryko, produce incessantemente per l’etichetta alt. country chicagoana Bloodshot Records pubblicando raccolte live, una di cover e una serie di tributi. 

Buick McKane “The End” at Hole In The Wall”

Nel 2003, mentre esegue una delle sue più recenti canzoni,  A Man Under the Influence, collassa sul palco di Tempe, in Arizona, dopo aver vomitato moltissimo sangue. Gli viene diagnosticata l’Epatite C, conseguenza del suo periodo prolungato con le droghe. Da questo momento in poi Alejandro conduce una vita rigorosa e smette di bere.  Por Vida: A Tribute to the Songs of Alejandro Escovedo viene realizzato nel 2004 a supporto delle spese mediche che dovrà affrontare e contiene più di 25 interpretazioni diverse delle sue canzoni, con artisti come Lucinda Williams, Los Lonely Boys, Charlie Musselwhite, Ian Hunter, the Jayhawks, the Minus 5.

John Cale – She doesn’t live here anymore – Alejandro Escovedo cover dall’album “Por Vida: A Tribute to the Songs of Alejandro Escovedo” (2004)

Le collaborazioni di Escovedo sono un lunghissimo capitolo a parte della sua esperienza come musicista; John Cale produce l’album di Alejandro intitolato The Boxing Mirror, è in studio con Bowie e Visconti per Real Animal, l’album condiviso con Chuck Prophet e pubblicato nel 2008, collabora a più riprese con Bruce Springsteen, condivide un tour con Peter Buck nel 2014.

Bruce Springsteen & The E Street Band – Always A Friend (Live) con Alejandro Escovedo

Nel 2017 è in tour sempre con Peter Buck e i suoi Minus 5 per promuovere i brani di Burn Something Beautiful, quello che è a tutt’oggi il suo ultimo lavoro in studio.

La musica di Escovedo, in tutti questi anni, ha individuato un vero e proprio sincretismo tra rock e tradizione, e la dimensione migliore per ammirare il suo vitalissimo metissage tra punk, country e rock’n’roll è proprio quella dal vivo. 

Sul palco del SalviAmo la Musica! Estate a San Salvi, lo spazio gestito dall’associazione culturale La Chute presso l’area San Salvi a Firenze ci sarà anche Don Antonio, il progetto solista di Antonio Gramentieri (Sacri Cuori)


Alejandro Escovedo – Castanets Live in Berlin / Quasimodo – con Don Antonio

 

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.