Indie-eye – VIDEOCLIP – Testata Giornalistica di Musica & Immagini

È la notte del re della Trap. Piazza Napoleone è la destinazione principale dei millennials. Impazienti, entusiasti, pronti ad estrarre il proprio smartphone come i vecchi cowboy la pistola dalla fondina. Gli schermi si fanno neri, il palcoscenico si illumina e seimila cellulari si agitano nell’aria per cogliere il momento, l’entrata del beniamino, le grida sono tutte per Sfera Ebbasta 

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Dietro a un monumentale mixer si erge Junior K. Delusione. Scaldare la platea si fa più complicato, sguardi attoniti, silenzio, anche quando a riecheggiare nell’aria sono le rime di Sfera. All’improvviso eccolo lì, balzato da dietro le quinte, su una pedana illuminata che riporta le lettere del suo nome, come un flipper impazzito che segna il momento della vittoria.

Mani alzate al cielo. Occhiali rosso fuoco e un microfono tanto scintillante da abbagliarlo. Fuochi d’artificio alle sue spalle. Piace a tutti come sa bene. Alla fine di ogni pezzo recita le sue parole d’ordine, come un mantra in cui si debba credere, «fatemi sentire un cazzo di casino» e la folla non si fa pregare oltre.

Ogni rima è recitata alla perfezione dal pubblico. Su Ciny la frenesia aumenta, Sfera Ebbasta è compiaciuto, si ferma per ascoltare uscire ogni singola parola dalla bocca dei suoi fan. Peace e love non si fa attendere, ringrazia Ghali e dedica la canzone a chi è pieno di risentimento e rancore.

Palloni colorati rimbalzano sulle mani degli spettatori, Sfera è un perfetto compagno di giochi. Sciroppo diventa il momento perfetto per far festa. Ferma lo spettacolo per farsi porgere un bottiglia dell’acqua, fa caldo e quando al disotto della barricata gli chiedono qualcosa per rinfrescarsi, lancia la sua come ennesimo gesto complice. Sponsorizza il disco dell’amico Dref Gold con cui ha collaborato e si prende un attimo per essere serio.

È il suo brano preferito a creare lo spazio per un momento di intimità, Notti, recita con fare quasi sacerdotale, c’è spazio per sognare, per raggiungere gli obbiettivi. Per un breve istante sembra celebrare il suo mondo cimentandosi con la realtà. Il rosso tinge la piazza con Cupido, «la voglio dedicare a tutte le ragazze» e si alza un grido sbigottito.

Il gran finale è Rockstar. E perché no due gocce di spumante. Nelle braccia di un uomo della security si cala giù dal palcoscenico, finalmente in mezzo a coloro che l’hanno adorato per questa notte durata un’ora e venti. Un bravo ragazzo che ha lasciato i quartieri brutti ormai diventato una star.

Mamma non preoccuparti, gli elementi sovversivi scompaiono con questa Trap.

 

Francesca Fazioli

Francesca Fazioli

Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Dopo una tesi sul teatro, sul cinema mai discussa e sull'ascolto per la conclusione del Master ho capito che la curiosità è diventata confusione. Adoro i concerti, la Signora del Venerdì e i libri di Jonathan Franzen.